Lunedi 2 Maggio 2011

Strano tornare a scrivere. L'ultima volta che ho messo mano a queste pagine fumavo, oggi ho smesso. La mancanza si sente.
Gli argomenti latitano. Nascosti da qualche complice, con la connivenza di un popolo di ricordi che da tempo ha deciso di aprire le gabbia lasciando fuggire corvi, canarini, passeri, rondini e ogni genere di uccello. Una vita passata a catturarli e pochi attimi per vederli scomparire.
Nonostante questo torno a scrivere.
Per nausea e fame, per voglia e per necessita.
Circondato da una marea umana di saggi che tutto sanno, possidenti di camere senza pareti che traboccano di quadri, crudeli come il gatto con la lucertola, vigliacchi come il gatto di fronte al cane.
Si cerca il nemico, come se il nemico fosse in grado di dare un senso all'esistenza umana.
Un nemico qualsiasi, no, non credete che dietro questa ricerca ci siano motivi politici o ideologici, non credete che il nemico cercato sia pericoloso, no, non ha importanza se il nemico nasconda una reale insidia. Il nemico e' "qualsiasi", avendo una sola caratteristica: l'essere identificabile tra la massa.
Un uomo politico e' perfetto.
E' come noi, ma il suo rappresentarci lo pone in una posizione privilegiata e sopraelevata, eccolo, e' proprio come il tordo sul ramo.
Impugnare, mirare, sparare.
E il popolo gode sentendosi libero.
Cazzo. Milioni di persone che sparano contemporaneamente e nemmeno uno capace di mirare.
Il tordo sta volando via.
I cacciatori si guardano attoniti, corrono a casa, accendono facebook e cominciano ad inveire contro il tordo che ancora una volta e' riuscito a scappare.
Ma mica e' finita qua.
Domani ci riproviamo.

P.S. Il trucco e' nel caricare i fucili a salve. Il tordo scappa e concede la possibilita' al popolo di un altra battuta di caccia. E cosi' tutti sono felici e si sentono liberati e liberatori.

P.S. 2 Che pena.

Il passato che sa di pioggia sul cemento