Diana vive in una villetta tra Marina del Rey e Venice, divide la casa con
un pastore tedesco perennemente incazzato.
Faceva la prostituta d'alto bordo, due anni fa ha smesso, oggi vuole fare l'attrice.
Era convinta fosse un cambiamento di mestiere, oggi ha capito che non lo è.
Eravamo nel suo bagno, mi parlava del padre di sua figlia dicendo che era una
testa di cazzo perché non le dava un dollaro. O meglio le dava qualcosa
in cambio di sesso, ed ultimamente cominciava anche a lamentarsi che lei non
fosse piu' la figa di una volta.
Mi raccontava tutto questo mentre di fronte allo specchio si controllava le
rughe intorno al mento. Poi improvvisamente si gira verso di me, si alza la
maglietta fino a mostrarmi le sue tette. Meravigliose tette.
Secondo te c'è qualcosa che non va?
Secondo me sei una gran figa.
Grazie.
Prego.
Per ottanta dollari mi scoperesti?
No.
Ecco come ho risparmiato ottanta dollari, e non so come spenderli. Il problema
è che potrei dedicarmi al mio stomaco smettendo di mangiar merdate. Sedermi
al Cafè Med, ordinare spaghetti ai frutti di mare.
Ma non ho mai trovato il cibo una valida alternativa al denaro.
Martha, quella con i capelli viola, mi ha lasciato un messaggio in segreteria.
Dice che ha dimenticato a casa mia un sacchetto con delle banane dentro.
E' successo tre giorni fa, forse quattro. Ho trovato le banane sotto il letto,
sono marce. Forse questa storia è una scusa per rivedermi. La potrei
scopare di nuovo solo se cambiasse colore ai capelli. L'importante è
che ci sia un brandello di novità. Sono patetico, me ne rendo conto,
scrivo coglionate , ma me l'ha chiesto Guido.
Gli devo qualcosa. Due anni fa mi ha prestato la sua Camaro. Lui tornava in
Italia. Me l'hanno rubata. Proprio sotto casa mia. Qualche giorno dopo la polizia
ha ritrovato la macchina in downtown. Ne rimaneva solo lo scheletro. Quando
l'ho chiamato per avvertirlo era a Milano in un ristorante messicano, le ho
detto del furto, e lui ha risposto: finisco la bistecca e ti richiamo.
Non mi ha piu' richiamato, ho solo ricevuto un e-mail, questa e-mail:
-Non so come cazzo ti sei fatto rubare la mia macchina, dovevo ancora finire
di pagarla. Ora spiegami come cazzo faccio a tornare a Los Angeles. Va Beh,
qualcosa mi inventero'. Tu per farti perdonare (non del tutto pero') scrivimi
un diario approssimativo della tua vita. Lo sai quello che penso della tua vita?
E' l'applicazione reale della filosofia dello scazzo totale. La prova empirica
che si puo' vivere sbattendosene il cazzo di tutto. Poeta, lo so che troverai
foneticamente sconveniente la ripetizione della parola cazzo, ma almeno in questo
fatti i cazzi tuoi. E permettimi di farmi i tuoi. Mi devi cinquantamila dollari.
Aspetto le prime pagine della tua vita.-
Me la sono cavata con qualche riga settimanale. A volte le amicizie costano
di piu'.
Quindi scriviamo. Voglio comprare una pistola. Non so che cazzo ci faro' con
una pistola. Ma da qualche giorno ho voglio di spaventare qualcuno. Non qualcuno
a caso. Ma qualcuno che si merita di cagarsi addosso. Poi vi racconto.
Intanto oggi guardando la rubrica telefonica del cellulare ho scoperto che c'erano
numeri e nomi a cui non sapevo far corrispondere una faccia.
Chi cazzo sono Luisa, Laura, Gabriella, Silvia. Come cazzo ci sono finite qui.
Ho cancellato i loro dati, le ho buttate nel cesso, probabilmente erano fighe
che non mi hanno cagato e sono orgoglioso di me e della mia capacità
di dimenticarmi della zavorra. Si fottano.