Puttana, puttana, puttana.
Joanna mi ha chiamato. Non viene. Si è innamorata di un tizio che vive in un furgone, che non fa un cazzo, che passa il suo tempo surfando e cantando in qualche locale notturno di merda.
"Vedi, lui è veramente libero."
Cosi' mi ha detto. Laciandomi nell'orecchio il sapore merdoso di quell'ultima parola: "libero".
Da dove cazzo va a cagare uino che abita in un furgone, dove si fa la doccia, col cazzo che è libero, minimo deve trovare qualche stronzo che gli impresti il cesso ed il bagno.
Non mi sentirei mai libero se dipendessi da un altro essere umano per la mia pulizia e per le mie evacuazioni corporee.
Intanto la stronza sarà parcheggiata da qualche parte, felice di farsi sbattere tra quattro mura di lamiera.
Due cuori e un furgone.
Patetico, patetico come solo l'amore puo' essere.

Hai capito Guido. Io scrivo, pago il mio debito. E tu sopporta il peso della mia solitudine. Mancano tre giorni a Natale e sono nel mezzo del nulla in un motel gestito da due vecchie pazze che dicono di vedere fantasmi.
Preso dalla disperazione chiamo Martha.

-Sono io.-
-Io chi?-
-Jack.-
-Jack, chi?-
-Due mesi fa abbiamo scopato in casa mia, ti horegalato un vestito...hai dimenticato un sacchetto di banane sotto il mio letto...-
-Jack...ciao...sparito...beh come va?-
-Bene. Va bene. Con chi passi il Natale?-
-Secondo te con chi passa il Natale una troia.-
-Non so. Forse da sola.-
-Esatto. Ma ci sono abituata. Tutti i miei clienti tengono famiglia.-
-Senti, ti andrebbe di venire a Las Vegas.-
-Paghi?-
-Ti pago il viaggio, una camera al Mgm, ma non posso permettermi altro.-
-Quando?-
-Domani.-
-D'accordo.-

Mi ritrovo in bilico tra la disperazione e il sollievo.
Rigetto la solitudine, domani ci sarà lei, non mi ricordo nemmeno che faccia ha, ho un flash dei suoi capelli rossi, faceva dei meravigliosi pompini, arriverà, si incontreranno due solitudini, non due persone.