Fa presto il santone a dire che nella vita non bisogna avere attaccamenti.
Ma poi come cazzo si fa.
Come si fa a non sentirsi prendere dalla tristezza pensando a Martha che si sta trombando qualche sfigato in cambio di cneto dollari.
Io ci provo, elimino l'idea del possesso, ognuno appartiene a se stesso, lo ripeto mille volte, ma alla fine resto incazzato.
A Los Angeles piove.
C'è di nuovo che sono sposato, lei ha cambiato orari di lavoro, alle otto di sera torna a casa ed io gli faccio trovare la cena pronta.
I soldi stanno finendo.
Quello che abbiamo vinto a Las Vegas se ne è andato per una tv a schermo piatto, un nuovo computer, qualche arma e il pagamento di tutti i debiti che mi tiravo dietro da un sacco di tempo.
Devo inventarmi qualcosa.
Oggi ho guardato sul giornale, offrono un lavoro come magazziniere.
Potrei provarci.
Sono in bilico tra rassegnazione e depressione, non è colpa del matrimonio, semplicemente mi sento imprigionato nel dover fare una scelta.
Suona il telefono.
Non è colpa mia, io ci provo a scrivere, ma sembra che non ci sia modo di stare tranquilli.
Chi cazzo sarà...

A dopo.