Ho lasciato le chiavi
da qualche parte.
Ma dove?
E pensare che le avevo viste penzolare dalla tasca laterale della mia macchina
ed ho pensato: "Porca puttana devo stare attento altrimenti mi cadono per
terra."
E ora non ci sono piu'.
Ho la testa in culo, perché non riesco ad essere piu' attento alle mie
cose.
Ho una leggera incazzatura che non voglio prenda il sopravvento.
Devo fare mente locale.
Dove sono stato negli ultimi tre giorni?
Sono stato a una festa di una fighetta genovese che ha tappezzato i muri di casa
sua con foto di cavalli.
Studia veterinaria, banalmente ama piu' gli animali degli esseri umani, fatta
eccezione per se stessa che pur essendo un essere umano ama piu' di qualsiasi
animale.
Lo si intuisce dagli spazi vuoti sui muri riempiti con autoritratti che hanno
tutti la stessa caratteristica di evidenziare le sue splendide tette.
Noi uomini abbiamo piccoli difetti di fabbricazione. Uno di questi è di
perdonare tutto a una figa capace di compensare le sue deficienze mentali con
un gran culo e un bel paio di tette.
Comunque non divaghiamo.
Le chiavi non le ho dimenticate da lei.
Allora ho pensato che potessero essere al Toqueville.
Ci sono andato giusto due sere fa, sono stato tutta la sera a parlare con due
cubiste di una discoteca di Bergamo.
Ero effettivamente distratto dal cercare di capire chi delle due fosse la piu'
figa.
La conclusione alla fine della serata fu che è inutile stare a perdere
tempo cercando di capire chi tra due fighe è piu' figa.
Anche perché è scientifico che se ci provi con una poi scoprirai
che è l'altra che ti voleva.
Forse le chiavi mi sono cadute sul divano.
Ma non è cosi'.
In discoteca non hanno trovato nessun mazzo di chiavi.
Dove, porca puttana, le ho messe.
Che cazzo d'altro ho fatto.
Sono stato nella latteria di fronte a casa.
Potrei averle lasciate sul bancone.
La signora dietro il bancone mi guarda sconsolata.
"Mi dispiace, non abbiamo trovato nessun mazzo di chiavi." Mi dice sconsolata.
Allora mi incazzo.
Devono essere in casa.
Torno a casa. La metto sottosopra, nulla.
Comincio a pensare al mio mazzo di chiavi come si pensa ad una ragazza perduta.
Mi viene in mente che erano attaccate ad un pupazzo che raffigurava una scimmietta.
Regalo di una bionda sconosciuta una notte allo Shue.
Mi manca la scimmietta.
Ci si affeziona alle stronzate solo quando comincia a farsi largo l'idea che quella
stronzata è sparita per sempre.
Vado in macchina.
E' una smart, troppo piccola per darmi l'illusione che sia finita chissà
dove.
Aspetta, ci deve essere qualche altro posto dove sono stato negli ultimi giorni.
Devo fare una lista:
Ikea
Cigair
Liberia Feltrinelli
Panino Giusto
Liberia Mondatori
Messaggerie Musicali.
Cazzo, guardando questa lista mi accorgo che non c'era bisogno di scriverla.
Sono stato nei soliti posti dove sono sempre.
Quella lista è la rappresentazione su sei righe della mia vita.
Ho tralasciato di scrivere Ufficio.
Eppure sono stato in ufficio.
L'Ufficio non è un posto è una condizione, una circostanza.
E comunque in ufficio le mie chiavi non ci sono.
E' stato il primo posto dove ho guardato.
E non ci sono in nessuno degli altri posti.
Odio quelle chiavi.
Assumono una identità umana.
Mi hanno lasciato, porca puttana, sono stato abbandonato da un mazzo di chiavi.
Vorrei avere il potere di chiudere gli occhi e visualizzare la posizione esatta
di qualsiasi cosa a cui stia pensando.
So che scoprirei che sono nel posto piu' banale e impensabile di Milano.
Intanto si fa strada il pensiero del doppione.
Per forza, dovendo prendere atto che non trovo dove cazzo siano finite le mie
chiavi, l'istinto di sopravvivenza suggerisce di trovare soluzioni alternative.
C'erano le chiavi della cascina.
Soluzione: Mio fratello ha un doppione.
C'erano le chiavi della Volvo.
Soluzione: Sto pensando dove ho messo la copia delle chiavi. Non me lo ricordo.
Soluzione num. 2: Chiamo
come cazzo si chiamano quelli che aprono le auto?
O.K. Chiamo un ladro di auto, me la faccio mettere in moto, la porto alla concessionaria,
mi faccio cambiare il blocco dell'avviamento. E in culo il destino.
Non spacchiamoci la testa. E' un problema risolvibile. Sempre meglio che scoprire
di avere un cancro, meglio che vedersi la casa allagata, meglio che essere licenziati.
In fondo ho solo perso un fottuto mazzo di chiavi.
Sapete che vi dico.
Non me ne fotte un cazzo di quelle chiavi di merda.
E mentre penso che non me ne fotte un cazzo mi viene in mente
Ieri sera, alle tre di notte, ho comprato il giornale, nell'edicola di fronte
allo Smeraldo, forse
Prendo la macchina, arrivo di fronte all'edicola.
E prima che possa aprire bocca l'edicolante mi riconosce e mi dice:
"Vuole le sue chiavi? Le ho tenute io, le ha lasciate qui ieri sera."
Devo ammettere che sono contento, ma porca puttana non posso fare a meno di trarre
una conclusione.
Perché per far tornare a casa le cose che se ne vanno bisogna sempre arrivare
al punto che non te ne freghi piu' nulla del loro ritorno.