Di fronte alla violenza faccio pensieri minimalisti.
Ad esempio vedendo quell'auto capovolta e distrutta da un gruppo di No-Global non ho potuto fare a meno di pormi qualche semplice domanda.
Di chi era quall'auto?
Quanto ha risparmiato per comprarla?
E quanto ha lavorato per riuscire a risparmiare?
E cosa proverà nel vederla distrutta.
Magari era l'unica auto che possedeva e magari ha dei figli che accompagnava a scuola con quell'auto.
E domani come farà ad accompagnarli?
Pensieri minimi che mi concedono una spiegazione di fronte a questa violenza.
La spiegazione è in una parola: egoismo.
L'egoismo di chiunque evita di porsi domande minimaliste prima di distruggere qualsiasi tipo di proprietà privata.
A me non interessano le motivazioni ideologiche, mi interessano le piccole conseguenze.
Piccole conseguenze che diventano enormi di fronte al punto di vista di quel singolo uomo che possedeva quel bene distrutto.
Per questo non sopporto questo genere di rivoluzioni violente fatte da uomini che si creano una ragione di essere aderendo a desideri rivoluzionari senza il minimo interesse per la vita quotidiana e non rivoluzionaria di altri uomini.
Uomini normali che hanno scelto un esistenza quotidiana fatta di piccoli desideri come l'acquisto di quell'auto che ora sta bruciando sulle ramblas di Barcellona.
Grande o piccolo che sia ogni sogno è rispettabile solo quando non si arroga il diritto di distruggere altri sogni, grandi o piccoli che siano.