PASSATO

Sabato 5 Agosto 2006

Sigaretta.
Ma quando cazzo si parte?
Se si parte.
E dove si va?
Ste cazzo di vacanze.
L'obbligo di mettersi in fila ad Agosto a caccia di un po' di riposo.
Niente polemiche, non ne ho voglia.
Solo che riflettendo ci sono pochi posti dove vorrei essere:
O meglio ce ne sono parecchi ma devo prendere quel cazzo di aereo e non ne ho voglia.
Quindi la scelta si stringe.
Poi vi faccio sapere dove cazzo andro'.
Sempre che ve ne freghi qualcosa.

Domenica 9 Luglio 2006

Bene, per farti capire che sei tu ti dico che sto ascoltando Damien Rice.
Un altra scoperta fatta seguendo le tue indicazioni.
Sai devo spiegarti alcune cose e a parole non ce la faro' mai.
Uso le figure, come si faceva da bambini.
La prima figura si riferisce a qualche tempo fa, la seconda si riferisce ad oggi.
Inutile dire che a cambiare le cose sei tu.

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Potrei continuare raccontandoti della differenza che hanno i colori, di come non ha piu' senso la definizione di bello o brutto tempo, di qual'è ora la prima cosa che penso al mattino e l'ultima che penso prima di addormentarmi.
E di come mi soffermi ad ascoltare gli uccellini o rimanga incantato a guardare una mamma che spinge suo figlio sull'altalena.
Diciamo che l'effetto e' simile a quello di una moltiplicatrice di emozioni.
Non dico altro perche' so che odi le aspettative, se ti puo' aiutare devi sapere che non esistono aspettative perche' tutto cio' accade senza che tu abbia fatto nulla se non essere te stessa.
Ho l'impressione che essere te stessa sia la cosa che ti riesce meglio, anche per questo non mi aspetto nulla oltre che te e cio' che sei senza sforzo.

Giovedi 6 Luglio 2006

Scoglionato.
Questa lettera e' dedicata agli uomini.
Io sono stufo di sentirmi povero.
Sono stufo di sentirmi povero per non essendolo.
Sono stufo di confrontarmi con stili di vita esagerati, luoghi alla moda, vestiti firmati e promesse di una vita insieme rinchiusi dentro case arredate da architetti del cazzo.
Sono stufo della capacita' delle donne di stare bene dappertutto, e il dappertutto e' un luogo dove entra solo se si conosce il coglione che sta alla porta.
Non ne posso piu' della sensazione di impotenza che mi mangia lo stomaco, il trovarmi in bilico fra una scelta paracula che mi farebbe entrare nell' "alta societa' " e una scelta istintiva di mandarli affanculo tutti.
Io non mi diverto...
Porca puttana.
Io non mi diverto.
Non mi diverto al Just Cavalli nel Prive' a vedere montagne di fighe che fanno danzare tette e culi come il verme muove la coda per beccare il pesce.
Non mi diverto ad andare a Saint Tropez, mangiare nel ristorantino all'angolo aragosta e champagne, e ridere di coglionate mentre ogni passera che passa diventa automaticamente una nuova sfida.
Io non mi diverto nella Piazzetta di Porto Cervo e vedere i VIP che passeggiano e scoprire la cellulite della velina o la panza dell'attore.
Io non mi diverto a passare l'intera giornata su un cazzo di barca guardando il solito mare, ordinando al cameriere frutta fresca e trombandomi la zoccola di turno un po' a prua un po' a poppa.
Io non mi diverto in una casa di mille quadrati avendo un corpo che di metri quadrati ne occupa solo uno.
Mi annoia il rumore dell'idromassaggio, mi inquieta l'idea di avere trecento cavalli di motore sotto il culo, non capisco la libidine di comprarsi un amore con un anello di brillanti.
Io queste cose non le capisco.
Sono un maledetto frustrato che non ci capisce un cazzo.
Una specie di disadattato che sogna ancora di vedere il mare dalla spiaggia e non da una barca, che ai posti alla moda preferisce i luoghi dove nessuno va, che invece di un brillante regala un suo pensiero d'amore.
Porca puttana che razza di stronzo che sono.
Un giocatore di poker straniero che si e' seduto al tavolo senza nemmeno aver imparato le regole basilari del gioco.
Pronti a spennarlo??
Ma lo straniero conosce giochi di prestigio.
Fa sparire i fazzoletti nella mano, fa comparire cenere nelle vostre mani e raddoppia il numero degli assi.
Basta cosi' poco per convincervi a farmi abbandonare il tavolo senza vedervi protestare.

Giovedi' 22 Giugno 2006
L'omino non ha profilo.
Se lo vedi di fronte osservi cinque buchi piazzati a creare un volto senza espressione.
L'omino si muove senza grazia, rutta e scoreggia sbattendosene i coglioni di chi gli sta vicino.
Da pacche sul culo alla sua donna e un espressione di superiorita' naturale.
L'omino fa aventi e indietro dal garage al ristorante, ogni volta su un auto diversa e poi racconta al bancone di quella volta che se ne e' scopate 4 in una volta.
L'omino ha sempre un bel pacco di contanti in tasca e almeno 4 carte di credito ognuna di un colore diverso.
L'omino e' amato, ogni volta da una donna diversa, l'omino e' amato grazie alla concezione popolare che piu' calci nel culo dai piu' ti amano.
L'omino se racconti una storia subito ne ha pronta una sua, piu' bella, piu' divertente, piu' avventurosa.
L'omino ha sempre una donna che lo fece soffrire e ha giurato vendetta.
L'omino e' ricco e fa di tutto per esserlo ancora di piu'.
E' condannato a subire tutto cio' che e' misurabile comprendendo che nel mondo qualcuno potrebbe "misurare" piu' di lui.
L'omino si droga perche' le esperienze sono una cosa seria che creano uno sguardo maledetto e vissuto, l'omino si veste casual ed elegante con la stessa naturalezza con cui passa dalla battuta al piano marketing.
E' l'esistenza dell'omino e delle sue femmine che mi ha illuminato sull'importanza di salvaguardare la nostra razza in estinzione.
L 'omino e' la massa noi siamo i singoli, l'omino popola il centro, noi viviamo sugli alberi, l'omino ha sempre un preservativo in tasca noi ci accorgiamo che quando serve non l'abbiamo mai portato, l'omino e' l'ottimista previdente, noi siamo i pessimesti che credono nell'imprevisto.

 

Venerdi' 9 Giugno 2006

La tenerezza che riserviamo per noi.
La tenerezza che proviamo ripensando a certe avventure, a certe delusioni e sogni.
La tenerezza non deve per forza riguardare qualcun'altro.
Non deve per forza uscire da qui e entrare da qualche altra parte.
La tenerezza che Prussia prova per se stesso non e' diversa da quella che ho provato per qualcun'altro.
Con una piccola, ma sostanziale differenza, la tenerezza che provo per me stesso e' giustificata, non c'è possibilita' di errore.
Per questo non esiste piu' possibilita' che tu ti prenda gioco di me.
Tu femmina.
Quando io generalizzo sento che sto facendo un errore.
Ma e' un errore necessario per il ricercatore di eccezioni.
Buttare tutto in una cassa buia e chiusa, poi rinchiudersi dentro con il tutto ed attendere che spunti una minuscola luce.
Cosi' fa il ricercatore del "quintofoglio".
La donna "eccezionale" dovrebbe sapermi dare la stessa "tenerezza" che io riservo per me stesso.
Dovrebbe avere il potere di leggere nelle mani di un uomo la sua storia.
Riuscire con l'immaginazione, guardando le mie scarpe, capire i miei percorsi.
E poi osservarmi come si osserva il camminatore sui fili, trapezista ingenuo che fa ogni sera lo stesso viaggio di 25 metri convinto di insegnare al pubblico quanto sia bello camminare sul solido e rassicurante pavimento.
Dovrebbe chiedermi se ho un traguardo e sorridere quando si sentira' rispondere che il mio traguardo era lei.
Dovrebbe invitarmi da qualche parte parte senza mandarmi e-mail che scoprono come il mio nome era solo all'interno di una rubrica, perso tra altri cento nomi,cento storie e cento ami per un pesce solo.
Dovrebbe, quella donna eccezionale, non costruire a tavolino l'uscita del suo perizoma dal jeans basso, magari il perizoma esce, magari il jeans e' basso, ma questa libidinosa combinazione dovrebbe essere casuale come il suo scegliere i vestiti.
Dovrebbe non sentirsi la sola capace di dare la felicita' agli uomini.
Perche' un distributore generalizzato di felicita' assomiglia a un distributore automatico di coca cola che non discrimina l'acquirente ma discrimina la moneta.
Dovrebbe avere quella semplicita' che porta a tracciare percorsi segnando linee rette e non curve tortuose che creano alibi di finta profondita'.
Quella donna eccezionale non vuole che nessuno le apra la portiera perche' ha la forza di aprirsela da sola.
Odia i baciamano perche' le ricordano l'ipocrisia del popolo di fronte al potere del re.
Quella donna.....potrei continuare all'infinito a descriverla.
E' nel mio cervello da una vita, una specie di sogno perenne.
E' cosi' presente che pur non conoscendola esiste ed e' lei a dirmi che non sei tu.
Tu sei solo la persona giusta nel posto giusto.
Buio nel buio, o luce nella luce.
Non riconoscibile, non individuabile, quindi non eccezione ma regola.
So cosa ti stai chiedendo....ti stai chiedendo: "E tu cosa daresti in cambio?"
Ti darei il libro della mia vita, stampato in unica copia, nessuna dedica solo un titolo: "Tutta la strada fatta doveva portarmi da te."
Perchè il sogno di ogni viaggiatore solitario e' di incontrare in mezzo al nulla un altro viaggiatore solitario, e chiedere:...facciamo un po' di strada insieme?

Baci.

Venerdi 2 Giugno 2006

Ieri era sul marciapiede, ed era sola.
Questa scarpa mi ricordava un po' la nostra condizione.
Siamo fatti per stare in coppia.
Siamo fatti per avere qualcuno che ci indossi.
Siamo fatti per non essere abbandonati.
Ed invece com'è la reale situazione.
Siamo soli.
Nessuno che ci indossi.
Spesso abbandonati.
Ma.......
Ma con un cazzo di orgoglio che ci fa avere un espressione da duri, si, va beh, mi hanno lasciato su sto cazzo di marciapiede ma non ti azzardare a raccogliermi.
Lasciami qui, non si sa mai che se passa l'altra scarpa si ricorda di quando eravamo in due.
E li l'ho lasciata.
Le ho solo chiesto di poterla fotografare.
Lei e' rimasta in silenzio, e chi tace acconsente.
Stamattina ripassando da li ho notato che non c'era piu'.
Qualcosa deve essere successo.
Magari qualcuno si e' presentato all'appuntamento.
Magari.

p.s. Anche una scarpa spaiata ha la sua dignita', se non fosse che per quell'espressione disillusa data dalla presa di consapevolezza che non esistono fili invisibili che possono unire due destini.
Dedico la mia solitudine ai solitari, perche' pensandoci bene lo stare soli e' una scelta coraggiosa.
Si, ci si potrebbe accontentare.
Si potrebbe decidere di condividere le nostre storie e trovare qualcuna che le ricordi per noi.
Ma se quel qualcuno/a non ha rispetto per chi racconta come potra' averne per il racconto.
E poi la speranza non e' mica morta.
La speranza non muore mai, la speranza e' un dialogo fatto allo specchio di una finestra chiusa dal di fuori.
Qualcuno prima o poi trovera' il coraggio di aprirla sta cazzo di finestra.
Giusto per capire da dove viene quel profumo di torta alle mandorle.
Baci.

Domenica 28 Maggio 2006

C'era una volta un uccellino carino carino che atterrando sulla sponda arruginita di una panchina si taglio' una zampetta e precipito' ai piedi di una coppia di vecchi imbecilli che stavano in silenzio a guardare gli autobus passare.
L'uccellino saltellando arrivo' fino ai tavolini all'aperto di un Mac Donald si avvicino' alla cassa e chiese un Big Mac, delle patatine e una Coca Cola gigante.
Zoppicando, tenendo il sacchetto del Mac sotto l'ala l'uccellino si diresse fino all'imboccattura della 101 che portava verso nord.
Mamgio' con calma poi tiro' fuori l'unghia e si mise a fare l'autostop.
A raccoglierlo fu un fagiano tutto muscoli e poco cervello, andava con il suo pick up verso nord.
Del resto era l'unico modo per sfuggire all'apertura della caccia.
" A te non ti hanno mai sparato?" chiese il fagiano all'uccellino carino carino.
"Si che mi hanno sparato, ma siccome sono piccolo e' piu' difficile prendermi." Rispose l'uccellino.
Poi rimase in silenzio fino a Seusalito dove il fagiano lo scarico' con un poco convinto: "Buona fortuna."
Strofinata contro l'asfalto la zampetta ricomincio' a sanguinare.
L'uccellino carino carino si sdraio', petto all'aria, sul pontile che dava sul Golden Gate.
Atterro' un gabbiano. "Che ti e' successo?" Chiese.
"Un brutto atterraggio." rispose.
"Vuoi che ti porto del pesce."
"Non mangio pesce. Ma grazie lo stesso."
"Allora buona fortuna." Detto questo il gabbiano volo' via.
L'uccellino carino carino si tocco i suoi piccoli testicoli.
Due "buona fortuna" nel giro di mezza giornata meritano una strofinatina di palle. Penso'.
Poi guardo' verso il marciapiede e vide due ragazzi che si baciavano, lui le toccava il culo e lei sorrideva.
L'uccellino carino carino non capiva cosa ci fosse da ridere se un coglione ti palpava il culo.
Del resto dei misteri che aleggiavano attorno agli umani, quello delle loro relazioni sentimentali era uno dei meno segreti.
Dai davanzali aveva visto mille scene di maschi e femmine che litigavano, amoreggiavano, si ignoravano con l'unico comune denominatore di un senso di possesso e di fuga che convivevano in maniera schizofrenica.
L'uccellino carino carino finito di pensare al nulla decise di pensare a qualcosa.
Il qualcsa era il motivo per cui era li'.
E non se lo ricordava.
Del resto il cervello di un uccellino e' cosi' piccolo che non puo' contenere molta memoria.
Torno' sulla strada.
Mise fuori la zampetta.
Fu raccolta da un falco cieco. E si lascio raccogliere solo perhe' era cieco e non potendolo vedere non immaginava che stava dando un passsaggio a un eventuale stuzzichino.
Il falco parla, parlava, parlava, e non vedendo nulla, sbandava, sbandava, sbandava.
Ora sapeva perche' era stato raccolto.
Era lui a dare le indicazioni della strada da seguire.
In poco tempo si ritrovo' davanti alla stessa panchina arruginita dove si era ferito.
I vecchietti se ne erano andati.
Lui si arrampico fin su alla sponda.
Chiuse gli occhi e spicco' il volo.
La ferita era guarita.
E c'è chi dubita anche che il tempo fosse passato.
Vi chiederete qual'e' il senso di questa storia.
Il senso è semplicemente il senso inverso.
Dove il tempo e' un gomitolo che sfuggito di mano rotola per la stanza fino a quando qualcuno non decide di riavvolgere il filo.
E la ferita guarisce, il viaggio torna al suo punto di partenza e l'uccellino carino carino riprende a volare.
Semplice no?

Domenica 28 Maggio 2006

Le idee girano. Impossibile scoprire chi l'abbia avuta per primo.
Ogni desiderio di peternita' riguardante un pensiero e' senza senso.
Non ci resta che la consolazione che non sia il tempo, non un prima o un dopo, a dare un copyright a un idea.
Per assurdo chi inventasse la ruota oggi in un luogo dove nessuna ruota fosse mai stata vista ha la stessa capacita' di genio di colui che la invento' milioni di anni fa.
Poi le idee si manifestano, a volte solo nella mente, a volte dalla mente vengono trascritte su carta.
Ma non sara' la carta a dare piu' dignita' a un pensiero.
Questo per mettere in chiaro che chiunque si ritrovi in cio' che scrivo ha la stessa capacita' di elaborazione mentale che ho io.
Questo mi solleva dalla responsabilita' di essere un autore, e sopratutto dalla responsabilita' di essere autorevole.

Lunedi' 8 Maggioo 2006

Spot del film a Cartoni animati su Padre Pio.
Voce in sottofondo che dice: Saro' sempre il tuo umile servo.
Riferimento al pensiero di Padre Pio nei confronti di Dio.

30 secondi dopo. Altro spot.
Coppia in disaccordo. Fanno pace grazie al fatto che lui le porta in tavolo una simmenthal con piselli.
Lei lo guarda sorridente e gli dice: Che uomo meraviglioso, ti sei ricordato della Simmenthal. (Questo piu' o meno era il senso dello spot)

E io imbarazzato di fronte a coglionate del genere.
Siamo nella merda, è ufficiale siamo nella merda fino al collo.
Se ai bambini nei cartoni animati insegnano il "valore" di essere servi...e non me ne frega un cazzo se il servo e' servo di Dio.
Se ai grandi insegnano che per far felice la tua donna devi darle una simmenthal.

A parer mio a Dio non gliene frega un cazzo di avere dei servi umani, a parer mio Dio non esiste nemmeno, ma se esiste e' superincazzato per queste stronzate che gli appioppano addosso.
E' vero e proprio gossip divino in cui il povero cristo, anzi il padre del povero cristo, viene visto come un desposta schiavizzatore di bipedi rincoglioniti, tra un po si dira' che si fa massaggiare gli alluci a mo' di Lele Mora.
Se poi parliamo di quella cagata di pubblicita' della Simmenthal il problema si fa ancora piu' serio.
Se veramente esiste gente che si fa tentare dal comprare una scatoletta di carne perche' questo fa felice la moglie, se veramente esiste questo tipo di target io voglio andarmene in mezzo ai Lapponi, in un posto dove a tentare gli uomini non sono spot demenziali ma quel briciolo di sole che appare raramente ma quando appare si fa festa.

27 Aprile 2006

Qualcuno accenda un fuoco sulla spiaggia, trovi una chitarra e porti un bel po' di fighe scoglionate.
Di quelle jeans maglietta e infradito. Senza trucco e senza seghe nella testa.
Io mi faro' trovare li.

Stamattina pensavo a una cosa.
Non e' importante tanto cosa si e' ma quello che si sarebbe voluti essre.
Non e' importante dove si e' nati ma dove si sarebbe voluto nascere.
In fondo quello che siamo non e' stato gestito al suo nascere.
Ma quello che vorremmo essere e' completamente sotto la nostra volonta'.
Ed allora pensavo che vorrei essere un nativo americano prima del 12 ottobre 1492.
Ultimamente penso che vorrei avere anche sangue ebreo.
Dovrei fare delle ricerche, magari in qualche avo ne trovo qualche goccia.
Credo che il motivo sia nell'odio assurdo e ignorante che gi ebrei suscitano nella massa dei rossi.
Io mi domando sempre perche' alcune persone e alcuni popoli vengano cosi' odiati.
Non ho una risposta precisa a questa domanda, ma di una cosa sono sicuro.
Gli stronzi sono piu' amati che odiati sopratutto quando detengono il potere, e poi scaricati non appena lo perdono.
Quindi se qualcuno viene odiato in concomitanza dell'esercizio del suo potere ne deduco che deve essere un grande uomo o un grande popolo.
Pensate a Hitler, un popolo lo seguiva e lo amava.
Del resto la storia di Hitler e' paradossale.
Tutti danno la colpa a lui per le stronzate fatte.
Ma se io domani mi alzassi e decidessi che e' cosa buona e giusta uccidere tutti i cani di razza bastarda verrei preso per pazzo e ignorato.
Non credo riuscirei a trovare compagni per realizzare il mio progetto.
Insomma sarei un folle abbandonato ai suoi delirii.
Hitler era un folle ma non fu abbandonato ai suoi delirii, al contrario trovo' milioni di persone pronte a seguirlo nella sua follia.
Allora chi e' il colpevole?
Il folle che delira.
O la massa che lo segue?
Quando l'odio fa proseliti sulla massa bisogna domandarsi di quali armi si giova questo odio per convincere le menti bacate ad assecondarlo.
Oggi tutti odiano Berlusconi, molti odiano gli ebrei, ma quel che piu' conta e' che la massa che odia non sa il perche' del proprio odio.
Semplicemente assecondano l'onda dell'odio.
Sono surfisti in balia del mare, in bilico sulla cresta delle loro menti represse.
Popolo che attende un segnale per giustificare la loro esistenza grazie all'adesione inconsapevole a qualche tipo di battaglia senza senso per loro, ma con molto senso per coloro a cui giova scatenarla.
A chi giova l'odio?
A chi ha bisogno di istinti primari per impadronirsi della massa.
A chi sapendo quanto sia difficile insegnare a un uomo come essere libero preferisce insegnare a un uomo come essere schiavo di un ideologia.
Io so a chi giova.
E se volete saperlo anche voi basta che cerchiate nella storia recente tutte quelle posizioni politiche che si richiamano alla lotta di classe, una lotta che non puo' essere vincente se non si ricompatta il gruppo, non ha nessuna possibilita' di vittoria se i lupi non marciano insieme.
Noi individualisti, noi liberisti, noi che crediamo allo spazio vitale, al fatto che sconfitte e vittorie spesso dipendono solo da noi.
Noi che osserviamo il gruppo dall'alto non partecipiamo alla campagna di denigrazione.
Anzi.
Noi sappiamo che spesso si odia chi apre i recinti non chi li chiude.
Se il gregge fugge sono cazzi del contadino per questo il contadino addestra i cani.
Basta poco, la promessa di un pasto ogni sera e una cagna da montare ogni stagione che passa.
I liberi non si accontentano della ciotola piena , i liberi la vogliono riempire da soli.

23 Aprile 2006

La fragilita' umana meriterebbe piu' comprensione.
Se non fosse che questa fragilita' si accompagna spesso a una bruttezza d'animo e fisica,
Ed allora viva la fragilita' umana, un applauso al nostro scioglierci nel nulla, un bravo al caos che ci ha relegati su questo minuscolo pianeta a sparare cazzate e a crederci il centro dell'universo.
Tra gli umani peggiori i cosidetti "iohocapitotutto" della sottorazza dei "iononcicasco" che vanno in giro a predicare consapevolezza stirandosi le soppracciglia e vantandosi di aver trasformato la verita' in un operazione di marketing per se stessi.

Una cosa continua a farmi incazzare.
Vedere fighe con uomini di merda.
Continuo a non capire i sistemi di scelta, ma forse se mi abbassassi all'ignoranza femminile capirei.
Per il resto tutto procede secondo ordinaria amministrazione, tra giovani che aihme' sono proprio messi male a livello cerebrale e meno giovani che disperatamente devono convivere con queste nuove generazioni di imbecilli.
Un esempio: una bella figa mi chiede di raggiungerla alle due colonne, per far cosa le chiedo, per ubracarci risponde, io rifiuto, lei mi da del vecchio.
Perfetto.
Meglio vecchio che coglione.

 

15 aprile 2006

Essere o non essere?
Vi sembra questa la domanda giusta?
In realta' e' una domanda fatta solo perche' si prenda consapevolezza dell'unica risposta possibile.
La risposta è: "Perche' posso decidere?"
Insomma una domanda che chiude il cerchio.
Una specie di paradosso che ha l'unico scopo di farci prendere atto che siamo come automobili, macchine imperfette destinate alla vita cosi' come un auto e' destinata a percorrere chilometri.
Nient'altro.
Ci pensavo oggi vedendo il mio cane cagare.
Pensavo al cibo che viene inghiottito, metabolizzato e poi esplulso per la sua parte inutile.
Come un auto.
Benzina e gas di scarico.
Certo un auto non suona un pianoforte, e , credo, non provi emozioni.
Ma questo fatto delle emozioni creative e' secondario rispetto al fatto che la costruzione di un uomo sembra progettata al solo scopo di creare un altro centro di produzione e consumo.
Nulla di anticapitalista in questo discorso, anzi al limite ancora anticomunismo.
Anticomunismo perche' è nell'uomo l'istinto di produrre e consumare.
E il tentativo di costruire una societa' dove la produzione e il consumo siano controllati e' il tentativo di costruire una societa' non libera.
Per questo sono incazzato con tutti i produttori di beni non indispensabili che oggi godranno per la vittoria della sinistra e dei comunisti.
Sono incazzato perche' loro continueranno a produrre prodotti superflui riparati dietro l'alibi morale di un ideologia che dei beni superflui ne farebbe un immenso falo'.
Fanculo.