5 Settembre 2007
Eppure sei una persona sensibile come fai a non capire.
Mah.
Sensibile sono sensibile, l'altro giorno mi ha sbattuto contro la gamba lo
skate e ho visto le stelle.
Cazzo fossi stato meno sensibile magari avrei sentito meno dolore.
Ma a parte questo, la sensibilita' serve a capire che cosa?
Dovresti capire che sesso e amore per me sono la stessa cosa.
Questo e' quello che dovrei capire?
No non lo capisco.
I miei ragionamenti sono elementari, due cose che hanno nomi diversi sono
diverse, a meno che non si tratti di sinonimi.
E non mi sembra questo il caso.
Facciamo una prova.
Ho voglia d'amore.
Sostituiamo.
Ho voglia di sesso.
Naaaaaaaaaa, non mi dire che e' la stessa cosa.
Ok. Faccio un altra prova.
Nel mondo c'è bisogno d'amore.
Oppure.
Nel mondo c'è bisogno di sesso.
No, nessuno mi convincera' mai che e' la stessa cosa.
Ma tu sei convinta di quello che dici?
Certo, io sono convinta, per me amore e sesso sono la stessa cosa.
Inutile discuterne.
Mi arrendo, sono insensibile, ma cazzo, perche' quello skate mi ha fatto cosi'
male?
25 Agosto 2007
Grottesco.
Manca il senso del grottesco ed e' accentuato il senso della tragedia.
Ma l'uomo e' grottesco.
Anche nelle sue manifestazioni piu' estreme.
Grottesco nel cercare la liberta' quando non sa nemmeno cosa significhi non
essere libero davvero.
Grottesco nel pretendere di essere amato da chi non lo ama.
Grottesco quando aspira una canna e fa quella faccia ispirata da coglione
che sembra stia per visitare il paradiso.
Grottesco nel farsi del male per sentirsi vivo.
Grottesco nel cercare di dare un senso a se stesso.
Ma quale senso?
Ma smettiamola per favore.
Questa ricerca di un motivo di esistere e' la ragione a cui ci si appiglia
per fare una vagonata di stronzate grottesche.
L'autostrada piena, tutti in coda e il coglione che sorpassa a destra e a
sinistra non volendo sottomettersi al concetto di coda.
Naturalmente al suo fianco c'è una donna, nove volte su dieci un uomo
fa delle coglionate perche' vicino ha una donna a cui deve dimostrare qualcosa.
Lui pensa di esistere perche' sara' il primo ad arrivare...se arriva vivo.
Una bottiglia di rum da bere alle quattro del pomeriggio a Darwin, gia' il
posto fa schifo e nonostante l'idea che ci si trovi nel buco del culo del
mondo non trovo ragionevole questa ricerca dello sballo attraverso l'alcool.
Non so da cosa fuggiate voi, ma io non sto fuggendo da nulla.
Anzi ho nostalgia delle mie prigioni.
Beh questa nostalgia la considero una delle mie fortune.
La prigione e' inevitabile.
Trovarne una che ispiri voglia di viverci e' il massimo.
8 Agosto 2007
Definizione della vita.
La vita e' un vestito.
Anzi.
Un armadio di vestiti che indossi quasi inconsapevolmente e poi guardandoti
allo specchio ti chiedi: come mi sta?
Come mi sta?
Stasera avevo un vestito color blu e una camicia bianca con dei buchi sui
gomiti e un cappellino da baseball, a completare il tutto un sorriso da uomo
che sa.
Cosa sa non e' importante.
Sa.
Tra due giorni volero' sull'himalaya.
Me l'ha fatto notare Romy creandomi non poca agitazione.
Cazzo ci fa il mio corpo sull'himalaya, anzi sopra l'himalaya.
Ho chiesto: ma non si puo' viaggiare lasciando a casa il corpo?
Insomma basta che vada il cervello, anzi...basta il pensiero.
E invece no, per portare il pensiero a passeggio ci vuole tutto il corpo appresso.
Che devo fare?
Arrendermi all'evidenza e indossare il vestito giusto.
Qualcosa di confortevole.
Se la vita e' un vestito noi cosa siamo?
Manichini?
Indossatori?
O siamo semplicemente quel che rimane quando quel vestito viene tolto.
Uomini nudi di fronte allo specchio.
Leggi pure i tatuaggi, interpreta come vuoi i segni e poi spogliati anche
tu.
Addormentarsi nudi serve a dimenticarsi che la vita ci tiene prigionieri.
La liberta' assomiglia a un paio di coglioni che finalmente si liberano dalla
morsa delle mutande e sballonzano su e giu'.
Buone vacanze.
21 Luglio 2007
Scrivi Prussia, scrivi qualcosa....
E che cazzo scrivo, ho la testa vuota, e le dita impegnate a suonare strumenti.
Scrivi lo stesso.
E allora scrivo.
Scrivo che ne ho le palle piene della professione di "profondita'"
e della parola "superficiale."
Ma che vuol dire essere profondi, che vuol dire essere superficiali?
La mia vita nell'ultimo mese e' stata assurda, definita da chi mi conosce
superficiale, che ho fatto?
Mi sono divertito.
Ho messo da parte le domande senza risposta, ho sbattuto nel cesso i sogni
impossibili, ho vomitato sull'assoluto e mi sono ingozzato di relativo.
Ho tracciato una mappa del Prussia come se si trattasse di un isola, ho nascosto
un tesoro e ho detto: chi vuole lo trovi.
E mi sono ritrovato ad essere visitato da turisti affamati di giochi esotici.
Camminavano sulla mia pelle con lo stesso sottile affanno e gusto che si prova
nel camminare sulla sabbia.
Li ho visti rinfrescarsi i piedi nel bagnoasciuga e poi aspettare il tramonto
seduti sulla mia fronte accarezzandomi gli occhi con le loro minuscole mani.
Sentimenti lilipuziani, l'isola stava immobile godendosi il passaggio di queste
cercatrici di tesori nascosti.
Superficiale, sei superficiale, urlavano quelli che quell'isola l'avevano
sempre vista come inadatta al turismo di massa.
Qualsiasi isola ha necessita' di essere superficiale, rispondevo, altrimenti
non sarebbe piu' un isola ma un atollo sommerso.
E io che ho fatto?
Non solo ho disegnato delle cartine dettagliate dei miei punti d'interesse,
ho fatto di piu', ho costruito banchine per l'approdo delle barche, snack
bar nei punti di maggior interesse, cartelli sparsi sul corpo, panorami evidenziati,
persino parcheggi, colate di cemento sullo stomaco per rendere piu' facile
la viabilita'.
Certo, per molti era meglio quando l'isola era inacessibile.
Molto meglio sentirsi gli unici avventurieri sui sentieri sfatti di un territorio
selvaggio.
Ma all'isola chi ci pensava.
Chi ha perso un minuto del suo tempo al sole per chiedersi quanto si sentisse
sola un isola tornata deserta.
Si pensa sempre ai turisti come esseri pensanti, ma al pensiero del territorio
chi ci pensa?
E allora ho chiamato il cartografo e le ho detto, piazza sta cazzo di isola
sulle mappe, rendila visibile.
Mi ha rispossto che avrei perso la mia verginita'.
Che cazzo me ne fotte della verginita'.
Piazza questa isola su tutte le maledette cartine, anzi organizza tour, mettiti
d'accordo con le agenzie di viaggi, l'Isola di Prussia e' perfetta per passare
un estate al fresco.
Ci sono tutti i confort, alberghi, ristoranti, negozi e possibilita' di escursioni
nella sua storia, nel suo passato.
Maledetto superficiale.
Che ne hai fatto della tua esclusivita'.
Sei diventato peggio di Rimini. Dicono.
Come dargli torto.
Ma che piacere prova l'isola nel vedere i turisti divertirsi, volevate la
vita notturna, i videogiochi, alcool a fottere, e sesso facile, l'isola di
Prussia si e' organizzata. E costa un cazzo, basta trovarla.
Abbiamo sacrificato una foresta tropicale, un tratto di barriera corallina,
e ucciso qualche animale selvatico.
Ma per il resto, vista da lontana, l'isola sembra uguale.
Lo so che pensate.
Che tristezza, che tristezza cedere alle lusinghe del turismo di massa.
Sapete che penso io.
Penso che non e' importante rimanere nascosti, pensa che sia persino stupido
continuare a negarsi per la paura di essere scoperti.
Io penso che quest'isola trasformata in un villaggio turistico mi ha fatto
capire una cosa.
Non c'è differenza fra i turisti.
Che siano soli sulla spiaggia o milioni ammassati fra loro, un turista e'
sempre un turista.
E voi che siete isole dovete prendere contatto con la verita'.
Che siano milioni o uno solo, quei turisti vi lasceranno, torneranno alle
loro case non appena arriva la brutta stagione.
E voi, isole meravigliose o orrende, vi ritroverete a chiedervi perche', perche'
nessuno ha il coraggio di mandare affanculo la sua quotidianita' per trasferirsi
qui.
Lo sapete perche'?
Ve lo dice un isola.
Perche' le isole mettono paura, non sono legate a nessun continente, sono
slegate da qualsiasi appartenenza territoriale, fragili per natura perche'
nessuno ne vede le radici piantate negli abissi degli oceani.
E allora...allora sapete che vi dico.
Venite, venite tutti, portate le vostre tende, fate i barbeque fra i cespugli,
buttate le sigarette sulla spiaggia, sputtanate il territorio e divertitevi.
L'isola di Prussia sa che l'inverno tornera' e tornera' la pace, e sa che
d'inverno nessuno arriva perche'...ecco la verita'... non e' l'isola che interessa
ma il sole che si puo' prendere sulle sue spiagge.
Gente, dura ammetterlo, ma l'isola e' buona solo quando fa caldo, e nei vostri
momenti freddi preparatevi a vedere i parcheggi vuoti, gli snack bar deserti,
le spiagge abbandonate e i porti senza barche.
E poi mi parlate di superficialita'.
Quanto e' superficiale parlarne, un po' come andare sull'isola d'estate pensando
che sia l'isola a interessarci.
Credeteci se volete, comunque fara' bene alla vostra profondita' profonda
come una pozzanghera.
30 Giugno 2007
Ehi...ehi......ora che ti stai addormentando vicino a me ci stai pensando?
Ci stai pensando a chi e' abbracciato a te.
Io non vedo i tuoi occhi, solo la tua schiena, ma sento la tua tristezza.
Ci riesci?
Ci riesci a collegare un anima alle dita che intrecciano le tue, le mani appoggiate
sullo stomaco e i nostri piedi che si sfiorano, sembra per caso, ma non lo
e'.
Scusa se non voglio sentire parlare d'amore, scusami, ma quella parola mi
fa male.
Lo so che non capisci.
Ma dovresti aver vissuto le mie storie, le volte che mi sono trovato davanti
al forziere sicuro di essere a un passo dal tesoro, e poi....e poi....
poi dentro non c'era nulla.
Un uomo e una ragazza, fuori c'è gia' la luce, il film non l'abbiamo
finito, la birra nemmeno, hai ancora qualche sigaretta? Io ho finito il tabacco.
E no.
No.
Cos'è che hai?
Lacrime?
No...
Stupido dire no.
Dimmi perche'?
E ti giri, mi guardi.
Non ce la faro' mai. Dici.
A far cosa.
A fare qualsiasi cosa.
Ne abbiamo parlato tutta la sera, i progetti che hai e l'insicurezza che hai.
Sei giovane.
No, sei tu che sei vecchio, potresti essere un amico di mio padre.
Sorrido, ma faccio finta.
Dovrei riuscire ad insegnarti qualcosa di cio' che ho imparato.
Dovrei farti capire che a volte si riesce a realizzare cio' che si sogna.
Ma non servirebbe.
Dico solo.
Oggi hanno catturato l'orsa.
Davvero?
Si, l'hanno beccata e ora l'hanno riportata in cattivita'.
Peccato, avrei voluto fartela vedere libera. Ma mi viene a trovare? vero che
vieni? devi vedere le montagne dove sono cresciuta.
Verro'.
Andro?
Andro' a conoscere suo padre con l'imbarazzo di trovarmi di fronte un uomo
della mia eta'.
Andro'?
Andro' a conoscere i suoi giovani amici per scoprire i loro sguardi stupiti
di fronte a un uomo che abbraccia la loro compagna di sbronze.
I nostri discorsi sono distanti, la stessa distanza che c'è tra un
progetto e la sua realizzazione, io con la vita che ho vissuto, tu con la
vita da vivere.
Io, che sogno sapendo di aver puntato la sveglia.
Tu, che sogni senza sapere l'ora del risveglio.
No, non usiamo la parola amore.
Non usarla.
Tienila per occasioni migliori.
E come devo dire allora. Chiedi girandoti verso di me.
E i tuoi occhi sono lucidi.
Io sto zitto.
Non ho una risposta, non conosco la parola adatta.
Dimmi, come devo dire. Tu sai tutto. Tu hai vissuto. Come devo dire?
Io ti guardo, e basta.
Ci sono distanze incolmabili.
Non e' questione di spazio ma di tempo.
Lo spazio e' solo quello di un palmo di mano, il tempo e' quello di una gioventu'
da vivere e una gioventu' vissuta.
Mi sento solo, dico.
Ma non sei solo. Dici.
Mi sento solo domani.
Domani?
Domani, quando tu sarai sulla corriera che ti porta a casa.
Io ti guardero' con la testa appoggiata al vetro, immaginero' le immagini
scorrere, la dissolvenza incrociata fra cemento e alberi, ti guardero' entrare
in cucina, salutare tuo padre e tua madre, ti guardero' ballare indiavolata
abbracciata all'amore della tua vita, ti guardero' da lontano, seduto su quella
pietra che racchiude tutti i giorni che ci separano.
E' giorno.
E' giorno da un po'.
Con te non dormo mai.
Nemmeno io. Con la differenza che ci metto di piu' a recuperare.
E ridi.
O meglio sorridi.
Dormiamo?
Proviamo.
23 Giugno 2007
In ricordo del Capitano.
Mentre noi pensiamo ai nostri problemi del cazzo, la vita si spegne e si
accende.
Il mondo assomiglia a un immenso contenitore di candele votive dove i desideri
e le speranze si bruciano lentamente tenute in vita momentaneamente da un
cazzo di stoppino circondato da cera precaria.
Il tuo pianto e' il mio pianto perche' anche io ho assaggiato il gusto di
quel frutto chiamato morte.
Le parole non hanno senso se si ha in bocca quel gusto amaro, urlano i silenzi
di tutte le cose non dette e che mai si potranno piu' dire.
L'uomo non imparera' mai a dare un giudizio giusto su cio' che lo circonda,
troppo preso dall'usare il proprio cervello come filtro tra il vero e il verosimile.
Solo in rari, drammatici momenti, la verita' viene a galla, come un galeone
affondato milioni di anni fa che una secca improvvisa riporta alla luce.
Essere vicini e' importante.
Importante osservare quell'albero spezzato abbracciati a un marinaio che ne
racconta le antiche gesta e navigazioni.
Raccogli le mappe che si sono conservate, rintraccia la bussola, mettiti in
tasca un pezzo di legno ricordo di quello che fu.
Poi vattene, allontanati lentamente, ma allontanati da quello scheletro e
non girarti mai piu'.
Fai che il ricordo della barca in navigazione non venga cancellato dalla visione
dell'immobile relitto.
L'unica soluzione del mistero chiamato vita e' nella noncuranza del mistero.
Piangerai e riderai nevroticamente, penserai di aver dimenticato e improvvisamente
ricorderai, e diventerai donna proprio quando pensavi di aver acquistato del
tempo per poter essere ancora bambina.
Una cosa ho capito, cio' che e' realmente importante nella vita e' essere
dei buoni capitani della propria nave e godere della navigazione evitando
le tempeste e cercando il vento migliore per gonfiare le vele.
Un capitano che cerca la tempesta non e' un temerario ma semplicemente un
coglione.
La tempesta prima o poi arrivera' comunque.
Laura io ci sono.
21 giugno 2007
Il pensiero.
Distinguiamo le persone per i loro occhi, le loro gambe, i loro sguardi, le
loro mani e solo a volte per il loro pensiero.
Cos'è il pensiero?
Il pensiero è un processo mentale che consente agli esseri umani di
farsi una certa raffigurazione del mondo, permettendo loro di conseguenza
di agire secondo i propri obiettivi, piani, fini e desideri. Concetti collegati
a questo sono: coscienza, idea ed immaginazione.
Coscienza, idea ed immaginazione.
Tratti caratteristici non somatici di ogni persona.
Quanta importanza diamo a loro?
C'è un problema da risolvere.
I tratti somatici sono visibili ad occhio nudo, il pensiero e' nascosto.
Il pensiero va svelato o scoperto e poi come un gigante uscito dalla caverna
sovrasta tutto.
Il pensiero rende unico il suo corpo, il suo pensiero rende unici i suoi occhi,
il pensiero rende uniche le sue gambe, i suoi piedi, le sue mani.
O al contrario il pensiero imbruttisce cio' che appariva bello, rende scontata
la bellezza esteriore, la banalizza e la fa dimenticare.
Ma esiste un estetica del pensiero?
Esiste.
L'estetica del pensiero e' racchiusa nella sua capacita' di credere negli
ideali, nei sogni, nella caratteristica di un pensiero non conformato e conforme,
il pensiero libero e' un bel pensiero.
Un pensiero per essere libero deve avere una capacita' di giudizio non conforme
all'etica o al giudizio di massa.
Un pensiero libero si forma nel tempo attraverso le esperienze.
Un pensiero libero e' un diario di viaggio, appunti su un block notes sulle
strade dissestate, sui panorami piu' belli, sulle trappole improvvise e sui
traguardi piu' inaspettati e meravigliosi.
Per spiegarla nei termini di un viaggiatore un "bel pensiero" non
e' una guida di viaggio da leggere, ma una guida di viaggio scritta attraverso
la propria esperienza.
L'immaginazione messa alla dura prova del reale, la fantasia a braccetto col
concreto, un idea accoppiata alla sua realizzazione, ecco il pensiero che
affascina.
Non e' semplice.
Anzi.
Coltivare un bel pensiero e' assai piu' difficile che coltivare una bella
abbronzatura.
Ci sono mille difficolta'.
La piu' comune e' la facilita' con cui si viene accettati conformandosi al
pensiero comune e la facilita' con cui si viene rifiutati coltivando un pensiero
personale.
Il popolo, la gente, la massa non ama il bel pensiero per il solo semplice
fatto che un bel pensiero le mette a confronto con il loro pensiero stereotipato.
Un altra difficolta' risiede nel fatto che un bel pensiero contiene ideali
che alla folla possono apparire come utopiche visioni della vita.
La folla ha paura delle missioni impossibili, preferisce le missioni possibili,
non importa se le prime creano una consapevolezza di alcune centinaia di metri
piu' profonda della consapevolezza inconsapevole.
Ritrovarsi con un bel pensiero e' come essere una donna con gambe meravigliose
che cammina sul lungomare di una localita' balneare popolata di uomini rozzi
e arrapati.
Non si puo' fare a meno di essere sommersi dai fischi di approvazione e dalle
battute volgari, sapendo che quello che quegli uomini vogliono non e' la mente
che guida le gambe ma solo la carne che quelle gambe ricopre.
Abituatevi a vedere il vostro "bel pensiero" desiderato e deriso,
amato ed odiato, ricercato e poi rifiutato.
Un pensiero lo possiede solo chi lo pensa, agli altri e' concessa solo l'illusione
di avere tra le mani le briglie di un cavallo senza briglie.
E la rabbia scoppiera' in loro quando vedranno il puledro allontanarsi al
trotto lontano dalle loro mani che tirano un morso che non e' collegato a
nessun palato.
Abbiate cura del vostro pensiero.
Come avete cura dei vostri denti.
Non lasciate che lo zucchero faccia presa sullo smalto.
Un ultima cosa.
Non so se voi possediate un bel pensiero o se siete semplicemente posseduti
da pensieri che non vi appartengono.
Nel primo caso, capirete cio' che ho scritto.
Nel secondo caso rimarrete perplessi per qualche secondo e poi tutto per voi
procedera' come se nulla aveste letto.
Sia nel primo che nel secondo caso siate certi che troverete sempre qualcuno
disposto a farvi credere che il vostro pensiero e' unico.
Credeteci, ma non ponetevi mai la seguente domanda:
Come fa a sapere che il mio pensiero e' unico se neanche sa cio' che penso
realmente?
Di notte essere illuminati e' particolarmente affascinante e pericoloso.
19 Giugno 2007
Sai cosa mi piace di te?
Dimmi.
Mi piace che sei un uomo libero.
Libero?
Si libero.
Rimango un istante in silenzio con questa parola che mi gira nella testa.
Ho detto qualcosa che non va? Chiede Nicole.
No, scusa, stavo pensando. Anzi, Nicole, hai dato una risposta a una domanda
che mi girava nel cervello da troppo tempo.
Quale domanda?
Mi chiedo da tempo perche' mi vedessero cosi'....
Cosi' come?
Cosi'.....strano....
Strano?
Si. Strano.
E' cosi'. La domanda si faceva sempre piu' ossessiva. Perche', perche' mi
vedono diverso? Non e' una cosa terribile essere diversi, ma se non si sa
perche' allora diventa un incubo. E io mi chiedevo perche'?
E Nicole ha risposto alla mia domanda con un affermazione.
Sei libero.
Libero in che senso? Le chiedo.
Libero. Non hai schemi, lo si vede da come cammini e da come porti i jeans.
Da come porto i Jeans?
Mi piace come porti i Jeans. Dice.
Io mi alzo e mi guardo allo specchio. Come diavolo porto questi Jeans? Il
primo bottone e' aperto, la pancia va lasciata libera, anche la cerniera e'
mezza abbassata. Non ho cintura e tendono a calarmi sul culo, a parte questo
li indosso come tutti gli altri.
A parte questo.
Ma ora ho la risposta.
Ecco cio' che mi fa apparire come un essere a parte.
29 Maggio 2007
Ieri sera ho visto un film bellissimo e ho imparato qualcosa.
Ho imparato che essere felici non e' importante.
Quello che e' veramente importante e' essere.
Essere se stessi, potersi esprimere, far uscire i propri pensieri senza paura.
Andate a vedere "Le vite degli altri" o scaricatelo e riflettete.
Capirete tante cose.
Paradossale e triste essere visto quando si sparisce
e sapere che mostrandosi
si sparisce di nuovo
27 Maggio 2007
Eh no. Mi dispiace ma io non ci entro in questa logica.
Tre donne e me a un tavolo.
Si mangia.
Si parla di famiglia, sentimenti, amore.
E a poco a poco due donne su tre si ritrovano d'accordo su un opinione.
Una coppia forma un progetto, il progetto sono i figli, la condivisione del
futuro, e questa e' la cosa importante, e poi...poi...se il tuo uomo scopa
con altre donne chissenefrega...l'importante e' che il progetto vada avanti.
Io ascolto. Inorridito.
Loro continuano.
La passione finisce, l'amore si trasforma, non si puo' mollare la barca solo
perche' lui vuole farsi una sveltina con qualche donna che gli da emozioni
nuove.
State scherzando? Chiedo.
Assolutamente no, rispondono.
Ok.
Questo e' il pensiero di due donne su tre.
L'altra ascolta in silenzio.
Non dice nulla.
Io sono un po' incazzato, ma sono due contro uno e quindi cambio discorso.
Tornando a casa con l'unica donna che non entro' nella discussione le chiedo?
Ma tu come la pensi?
Io vengo da un altro mondo, mi dice.
Un mondo dove il pragmatismo e' minoritario rispetto alla poesia di un ideale.
Ma non ho detto nulla perche' dovresti sapere che gli ideali non hanno mai
argomenti cosi' forti da poter contrastare il cinismo. Ma se vogliamo usare
le parole ti dico solo che la parola progetto io la lascio agli ingegneri
e continuo ad usare la parola amore per definire un rapporto di coppia.
Le chiedo:Quindi non sono uno stupido a immaginare che un uomo e una donna
si possano desiderare tutta la vita ed amarsi tutta la vita non con lo scopo
di costruire qualcosa ma per il piacere di stare insieme?
Lei mi guarda e mi dice.
Si che sei stupido. Sei incredibilmente stupido. E dovrai trovarti una stupida
come te, come io dovro' trovarmi uno stupido come me.
In questo mondo dove la massa ha trovato il modo di usare la propria intelligenza
per giustificare un ipocrisia, essere stupidi e' l'unico modo per credere
ancora che esistano eccezioni.....
E noi siamo costretti a credere alle eccezioni, perche' lo siamo.
16 Maggio 2007
Considerazioni.
La persona con cui si ha un rapporto d'amore e' uno specchio.
Lo specchio di chi la ama.
Guardarla e' come guardare se stessi.
E come quando ci si guarda si traggono considerazioni.
Ci si puo' vedere in forma, abbronzati, pallidi, spettinati, dimagriti, ingrassati
o semplicemente noi, noi come eravamo il giorno prima.
Per questo e' importante decidere in quale specchio guardarsi.
Perche' quello e' uno specchio magico.
Non riflette la realta', la costruisce.
La decide.
Non so se riesco a farmi capire.
Ma e' questa la vera responsabilita' che si ha in un rapporto.
La capacita' di non usare la magia e riflettere la realta'.
Non ingrassare chi e' magro, non abbronzare un pallido, non pettinare uno
spettinato.
Se quando si guarda lei o lui si scopre che si vede se stessi vuol dire che
il rapporto e' sano, non compromesso da pregiudizi buoni o cattivi.
E' una specie di miracolo, perche' possedere poteri magici e non aver bisogno
di usarli e' un miracolo.
Qualcuno lo chiama amore, ma si sa, si dice amore per dire tante cose, e'
difficile credere in una parola dai troppi significati, dovrebbero inventarne
una nuova e mettere delle limitazioni al suo utilizzo.
Riflesso potrebbe essere la parola giusta.
Io ti rifletto.
Al posto di Ti amo.
Beh in questo caso crollerebbero molte ipocrisie.
Se al sentirsi dire ti amo non si puo' ribattere.
Al sentirsi dire "Io ti rifletto"
Si puo' rispondere, si, e' vero, o si potrebbe contestare che quel riflesso
sia veramente reale.
Mettiamo uno specchio vero di fronte allo specchio magico.
Vedete la stessa immagine?
E se l'immagine non e' la stessa, chi vi riflette davvero?
Chi vi fa piu' belli o chi vi trasforma in rospi?
Perche' l'amore, o quella cosa che gli uomini chiamano amore, vi fa venire
tanti dubbi su cui voi siate veramente?
La risposta a questo punto la sapete.
Accorgersi di possedere poteri magici e non usarli e' un miracolo.
Anche l'amore, quello vero, lo e'.
15 Maggio 2007
Una ninna nanna degli indiani Tsimshian che vivono sulle coste
occidentali del Canada dice:
La mia piccola
e' venuta al mondo per
cogliere rose selvatiche.
E' venuta al mondo
per scuotere dalle spighe
con le sue piccole dita
il riso selvatico.
Questa piccola bimba
e' venuta al mondo
per raccogliere fragole,
riempire cestini di mirtilli.
Di cosa parlavano?
Di quelle rose selvatiche che non si sa piu' dove trovare.
Di quelle spighe che sono spezzate solo da macchinari.
Di quali fragole e di quali mirtilli?
Oggi una piccola viene al mondo e non impara a distinguere un ortica da una
foglia di lampone.
Cio' che e' stato rubato ai nostri figli e' il senso naturale del vivere,
il crescere come cresce una pianta, l'invecchiare come invecchia un albero,
il morire come muore una stella.
Slegati dai movimenti celesti, dai meccanismi naturali, dal naturale evolversi
di un pianeta, cosi' crescono con l'unico punto di riferimento in se stessi.
Troppo poco.
A volte c'è bisogno di sentirsi parte di un progetto piu' grande, l'appartenenza
ad una tribu' e' piu' rassicurante che ritrovarsi da soli con la propria tenda
in un deserto sotto un cielo sempre nuvoloso.
Ho bisogno di creder che c'è qualcosa piu' grande di me.
Anche se non capisco neanche cos'è.
Caso vuole che Vasco Rossi stia cantando queste parole proprio mentre
scrivo cio' che ho scritto.
Caso vuole.....
Mi insegnarono anni fa a scuola che ogni verbo richiede un soggetto.
Caso e' il soggetto.
13 Maggio 2007
Ero seduto sul cesso a pisciare (si, piscio seduto, la mia parte femminile
che viene fuori), davanti a me un quadro che ritrae una scogliera e un uccello
che vola sul mare incazzato.
Guardo quel mare e penso, questo momento non tornera' mai piu', poi penso
che nemmeno il 13 maggio 2007 tornera' mai piu'.
Ci si affanna a trovare cose rare, mentre le cose rare le abbiamo di fronte
a noi ogni giorno, sono gli attimi, i secondi, i giorni che scorrono lasciando
nessuna copia di cio' che accade.
O adesso o mai piu'.
Inquietante pensarci, ancor piu' inquietante pensare al nostro modo di vivere,
al nostro cancellare i giorni dal calendario come se nulla fosse.
Oggi Domenica, passata in negozio a mettere a posto, oggi che cosa ho visto?
La solita strada, i ragazzi che fanno l'aperitivo, lei che si veste e se ne
va, il cane che dorme sul cuscino nuovo, oggi non ieri e non domani.
Questa capacita' della mente di confondere i giorni è un vecchio trucco,
l'illusione dello spettacolo che ripetendosi ogni sera si puo' decidere quando
andare rispettando le nostre esigenze e non la condizione di forma degli artisti.
Buono questo caffe', un po' troppo zucchero, ma meglio di quello di ieri che
era annaquato.
Sono un pessimo maestro, tendo a non voler cancellare nulla dalla lavagna,
ma la lavagna ha uno spazio ridotto.
Sto ascoltando delle canzoni che ascoltavo quando avevo diciassette anni,
le sensazioni che vado rincorrendo non si ripresentano, i ricordi sembrano
sempre vissuti da qualcun altro.
Se penso al passato sono piu' spettatore che attore.
Non esiste ne principio ne fine. L'universo e' sviluppo e lo sviluppo e' dentro
di me. Cosi' dice Barry Stevens dallo Yuta.
No...
Non sono d'accordo.
Esiste un principio, una fine e lo sviluppo non e' altro che il viaggio d'andata
tra il primo e il secondo punto.
Se poi esiste un ritorno non e' dato saperlo.
Per ora mi rialzo, do un ultima occhiata alla foto della scogliera, tiro la
catena e non c'è dubbio.
Ho finito di pisciare.
10 Maggio 2007
1978
Esce il film Grease.
Credo che lo vidi e lo rividi per almeno 10 volte.
Avevo 15 anni e quel film rappresento' per me la versione cinematografica
di una vita ideale.
Persi la testa per Olivia Newton John e per questa canzone.
Non so perche' mi e' venuto in mente oggi, credo non abbia importanza saperlo.