Delirio ragionato
A.A. Alcolisti anonimi.
Tutti intorno ad un tavolo a raccontare le loro sfighe, le loro motivazioni,
il perche' si sono ritrovati dipendenti da alcool, droga o qualche altra schifezza.
Ieri ho detto: "Queste riunioni mi sembrano una grande stronzata."
Una ragazza si e' alzata ed ha cominciato
ad urlare:
"Ignorante, sei un ignorante del cazzo, queste riunioni hanno salvato un
sacco di vite. Se non sai,non parlare. Non capisci un cazzo."
Io ci sono rimasto un po sorpreso ma
un attimo dopo ho ricominciato:
"Stronzate, sono tutte stronzate, un gruppo di coglioni che cercano di
uscire dalla merda dividendosi le loro frustrazioni. In Italia questa stronzata
dell'alcolisti anonimi non c'e'. O almeno non ne ho sentito mai parlare. E'
una colossale cagata."
La ragazza che fino a quel momento era mia amica, amica alla Californiana cioe' -conoscente-, ha urlato che la nostra amicizia era finita e che sarei potuto andarmene affanculo per tutta la vita.
In macchina mentre mettevo in moto
all'una e trenta di notte ho tirato un sospiro di sollievo ed ho pensato: una
di meno.
E non me ne fregava nulla, nulla, nulla e a pensarci bene non me ne frega nulla
nemmeno degli Alcolisti Anonimi, e' che provocare serve a disfarsi delle persone
che non sono compatibili con il nostro "essere".
E cosi' ho una conoscente in meno.
La ragazza che sogna di diventare una star tra una seduta di alcolisti anonimi
ed una trombata mi ha espulso dalla sua agendina.
E' questo il potere?
No.
E' questa una disgrazia?
No.
Cos'e' tutto questo?
Pulizia. Reciproca pulizia.
Non c'e' ne ragione ne torto, ci sono, come al solito, i punti di vista.
Il rispetto del mio corpo e' per me
cosa sacra, ed e' sacra anche quando non accade.
Mi spiego.
La vita e' troppo importante per giocarci, e se ci giochi sono cazzi tuoi, ma
non si puo' trasformare un masochista in eroe.
Quando avevo circa vent'anni e mi ero
trasferito a Milano cominciai a prendere l'abitudine di bere il whisky.
Cominciai nei bar di sera, poi un giorno comprai la mia prima bottiglia e la
portai a casa, dopo qualche settimana mi sono ritrovato con le labbra attaccate
al collo della bottiglia a succhiare come un coglione.
E' stato un attimo, la solita domanda:
"Che cazzo sto facendo?"
Sto facendo il coglione. Ed ho smesso, da un giorno all'altro, ho smesso cosi' in fretta che forse non posso nemmeno dire di avere cominciato.
1980. Piazza De Ferrari, Genova. A quei tempi mi facevo un mare di canne. Smisi appena diventai maggiorenne per il semplice fatto che mi sembrava una cosa da ragazzini. E smettere era come mettersi i pantaloni lunghi. Comunque, sono in Piazza De Ferrari ed un tipo da cui compravo il fumo mi da una bustina bianca. Gratis. Mi dice: "Provala e poi fammi sapere."
Arrivato in camera mia apro la bustina
bianca e ci trovo dentro della polverina, sinceramente non so cosa fosse, forse
cocaina o forse eroina.
Non lo so.
Ed avevo anche voglia di provare a sniffarla, solo che mi cagavo sotto.
La misi sotto il cuscino e mi ci addormentai sopra. La mattina dopo presi la
bustina e la gettai nel cesso.
Chiamai Barbara e Le dissi: "Ho buttao la droga nel cesso."
Speravo di fare la figura del figo ed invece Lei si incazzo'.
"Potevi darmela a me, sei un coglione. La roba non si butta mai via."
Barbara era bellissima, la incontrai di nuovo qualche anno dopo. Era sfatta, completamente distrutta dalla droga. Distrutta. Avete presente un fiore che diventa erbaccia. Cioccolata che diventa merda. Acqua che diventa fango. Distrutta.
Scuola. Un amico mi porta da Londra
un boccettino pieno di uno strano liquido che ha l'odore dell'ammoniaca. MI
dice: "Annusalo"
Ed io l'annuso e dopo qualche secondo comincia a girarmi la testa.
"Non e' figo?" Dice l'amico.
"Fighissimo" Dico io.
"Te lo vendo." Mi dice.
"Lo compro"
E per due giorni sniffai quella roba. Poi un giorno qualcuno mi dice che brucia
le cellule del cervello. E le cellule del cervello non si rigenerano piu'.
Mi cago addosso.
Nella mia scuola c'e' uno che mi sta sulle palle. Ed e' un mezzo tossico. E'
una settimana che mi chiede di annusare quel cazzo di bocettino.
La mattina dopo il boccettino diventa suo. Mi ringrazia, non sa che dire, gli
do' della merda da annusare e Lui mi ringrazia.
Cuba. Otto anni fa. Una mattina mi
sveglio e non riesco a respirare. Penso" "O.K. ce l'ho nel culo, sto
crepando."
Mi sdraio sul letto, non mi viene il respiro.
Giro gli occhi sul comodino e vedo un pacchetto di Marlboro finito la sera prima.
Un attimo. Smetto di fumare.
E non ho piu' fumato sigarette.
In questo modo ho evitato tutte le
riunioni di alcolisti anonimi.
Tra tutte le sfighe che un uomo deve sopportare nella sua vita deve almeno avere
la forza di evitare quelle evitabili.
Almeno il corpo, almeno questo ammasso di carne, almeno questa casa dell'anima
nell'incertezza dell'anima, almeno questo va salvaguardato.
Finche e' possibile.
Anche per evitare di raccontare i cazzi propri davanti a tutti, per evitare
di trasformare i propri problemi nel libro delle soluzioni dei problemi degli
altri, per evitare di piangere su se stessi cercando una scusa per tutto, per
evitare di sentirsi innocenti quando si e' colpevoli, per evitare di vedere
gli occhi della gente che ti guardano e pensano "poveretto", per evitare
di avere degli obbligi serali, per evitare tutto questo.
Qualsiasi cosa una persona abbia subito.
Qualsiasi cosa e' comunque un fatto privato, gli unici che possono capire sono
gli amici che conoscono come questi fatti hanno cambiato la tua vita, tutti
gli altri sono delle sanguisughe che sembrano commuoversi di fronte ai tuoi
racconti ma in realta' non fanno altro che paragonare le tue sofferenze alle
loro cercando di essere vincenti o perdenti.
A seconda che siano piu' masochisti o sadici.