Immobile
Semplicemente
Come un treno fermo alla stazione
In attesa
Io ero
Aspettando almeno
Un passeggero
Che desse un senso
Al riprendere del movimento.
Vedete
Siamo tutti uguali
Nella nostra diversità
Non è la diversa posizione
Degli stessi numeri
Che puo' cambiare il risultato.
Ma per chi
Cerca disperatamente
Di sentirsi unico
L'amore
È l'occhio
L'unico occhio
Capace
Di percepire
La diversa posizione dei numeri
Nell'uguale risultato.
Attento
Come il cacciatore in attesa
Che confida
Sempre
Nell'immobilità
Per convincere la preda a fidarsi.
L'amore
Non ha definizioni
È semplicemente
Un animale addormentato
Che nessuno sa
Quando
Come e
Dove
Si sveglierà.
Se non c'è manca
Se c'è manca la pace
Della sua assenza.
Ma come tutte le droghe
Da dipendenza.
Il sogno è reale
Non importa se la realtà lo contraddice
L'amore vince sulla logica
Con la forza della sua
Inesistenza.
Come credere a Babbo Natale
Come fingere di credere a Babbo Natale
Per giustificare
Un albero circondato
Da regali.
Io mi sono immerso
Fino quasi a non respirare
Con solo l'angolo delle labbra
Capace di attirare
L'aria della sopravvivenza.
Il tentativo
Era di recuperare
Fiducia
Nella nostra capacità di resistere
In condizioni estreme.
Lei mi guardava
Sonnecchiando
sforzandosi di intravedere
Nel mio sforzo
Qualcosa di eroico.
Provare tenerezza
Guardando se stessi
È la via di fuga
Migliore
Per non essere raggiunti
Dal rimorso
Di aver svenduto se stessi
Ad un mercante d'arte
Inesperto
Di arte.
Mentre il treno arriva a Milano
Chiedo da accendere
Al viaggiatore accanto
Lui mi regala un accendino.
Un regalo ad uno sconosciuto.
Mi fa pensare
A quello che mi aspettavo da te.
Case popolari
Di lusso viste da prospettive
Terzomondiste.
La mia sfortuna
È fortuna
La mia malattia
È salute.
Devo cercare
Di aprire nuove
Prospettive
Simili
All'avanzare di un videogioco
Livello dopo livello
Fino alla fine
Che è fine felice.
Povero
Ma di cosa?
Povero
Di qualcosa da attendere
Mentre tu
Chiusa nelle tue certezze
Mi hai condannato
Al ritorno
In una casa
Che sembra una scatola
Di cartone.
Vorrei
Poter tuffarmi
Dallo scoglio piu' alto
Vorrei il coraggio del tuffo
E la certezza della salvezza.
Credere a Dio
Per incoscienza
E raccontarlo
Come un cantastorie
Che dice di aver visto il mondo
Senza mai essersi mosso da casa sua.
La poesia
È goccia sul vetro
La mano del bambino
La trasferisce sul suo polpastrello
E la succhia
Senza dissetarsi
Semplicemente rinfrescando
La lingua arsa.
L'INVERNO
La rossa resistenza
Scalda l'aria
Mi sbatte in faccia
Il sollievo
Del calore.
Un piacere
Che si deve al freddo
Che fa il suo ruolo
Ruolo di un nemico
Necessario
Al sollievo.
La mia paura
È di perdere i vestiti
Mentre aspetto un treno
Che non arriva.
Nudo
Come potrei essere
Se non avessi
Le certezze
Della proprietà.
E mi perdo
Nei pensieri
Come il pesce
Nell'acquario
Sbattendo
Contro il vetro
Fino a che
Conoscendo
I limiti
Non sbatto piu'.
Incurante
Ma non è vero
Dei giudizi e dei pregiudizi
Assonnato
Da tanta cattiveria
Incapace di ribellarmi
Alle parole
Di chi sa
Senza sapere.
I dubbi
Mi lasciano ferito
Sanguinante
Su un campo che mi ricorda
La scenografia
Di una battaglia
Era un viaggio
Da est a ovest
L'ultima battaglia
Nord contro Sud
Come se le battaglie
Le facessero
I punti cardinali.
La condizione umana
Preclude
La ragionevolezza
Da dovunque la si veda
La ragione
Ha sempre ragione
Come una medaglia
Che puo' essere
Spesa
A prescindere dal lato
Che sbatte sul palmo.
I morti
Sono
Foglie cadute dall'albero
La sopravvivenza dell'albero
È fuori discussione.
Assuefatti
Al dolore
Mi lascio andare ad un momento
Di commozione
Solo vedendo
Il finale romantico di un film.
Consapevole
Della finzione
Con una reazione
Piu' reale
La cosa mi incuriosisce
Evidentemente
Siamo sensibili
All'invenzione
Piu' che alla realtà.
SEMPRE DRITTO
Stiamo tutti cercando qualcosa
Da fermi o in movimento
Io andando dritto
Verso
Un traguardo indistinto
Semplice simbolo
Della fatica che vince.
Stiamo cercando noi stessi
Ogni mattina
Davanti allo specchio
Quando lo sguardo
Sembra non appartenerci.
Stiamo cercando
Una spiegazione logica
A noi stessi
Il tentativo di inquadrarsi
Da lontano
Come se noi fossimo
Un altro
E quell'altro
È cosi' facile
Da descrivere.
Stiamo cercando
Di capire
Da dove nascano i nostri pensieri
Cercando di essere gli sceneggiatori
Della nostra storia.
Scrittori
Che vivono fuori
Dall'orbita
Del teatro.
Canguri morti
Sul ciglio della strada
Ogni canguro
Una x
Sul cruscotto di un camionista
Il bisogno di dare un ritmo al tempo.
La mia ignoranza
Trova pace solo
Nell'accelerazione
Quando il rischio
Impone
L'annullamento di ogni pensiero.
La sfida con la morte
Andando dritto
Pensando
A quante probabilità avrei
Di andare a sbattere
Contro una meteorite
Caduta improvvisamente
La notte prima
Su questa strada buia.
Senza che le stelle abbiano il potere
Di dettare la via
Senza che la luna
Abbia il potere
Di dare ombra al pericolo.
Chiuso nel casco
Come un sommozzatore
A cielo aperto.
Tra le dieci e le dieci e un quarto
A Nord di Alice Spring
Ho visto Dio
Guardarmi dall'alto
Aveva l'aspetto
Di un tunnel buio
Senza fine.
Un risucchio dell'anima
In cui mi sembrava di scorrere
Come il bambino
Nello scivolo.
Ho alzato le mani al cielo
Ho messo in folle
Lasciando che la moto esaurisse la sua spinta.
Poi
Dio è sparito
E come tutti gli Dei
Ha sorriso
Della sua scomparsa.
La mancanza di luce
Dava consistenza alla fantasia
Come se l'acqua diventasse ghiaccio
Ed il ghiaccio prendesse
Milioni di forme.
Forse Dio
Era la volontà
Di provare
Fino a che punto
Sarei potuto restare
In equilibrio
Senza accelerare.
Ci avrei creduto davvero
Se fossi arrivato alla fine del viaggio
Senza piu' inserire la marcia
E ridare gas.
IL DOLORE
Il dolore
In amore
Mi ricorda
Quel prurito
Nel centro della schiena
Dove le mani non riescono ad arrivare.
L'impossibilità
Di porre fine
Al fastidio
Del ricordo.
A CASO
Sospesi
Come funamboli
Tra due grattacieli
Vita
E
Morte.
Incapaci di guardare
Sotto
Senza il rischio
Di avvertire
La consapevolezza
Del vuoto.
Cerco
La padronanza
Di me
Nell'impossibilità
Di gestire
Le mie emozioni.
Mi consolo
Camminando
Senza mai calpestare
La linea di demarcazione
Tra le due pietre
Del marciapiede.
L'unica scelta
Consentita
Nel breve cammino
Che mi separa da casa.
Vorrei
Almeno per un attimo
Poter gestire
I miei pensieri
Riuscendo
A scegliere
Cio' che fa bene
Al mio animo
Ferito.
Tu
Ti
Sei impadronita di me
Senza avvertire
La responsabilità
Che deriva
Dall'occupazione
Di un territorio
Estraneo.
In fondo
Hai solo visto
Un deserto
Senza ostacoli
E la mancanza di acqua
È compensata
Dalla tua naturale aridità.
DIRE E FARE
Amore
Dire
E
Amore
Fare.
La tangibile
Differenza
Fra l'intenzione
E l'azione.
Le parole
Dissetano
La voglia
Di illusioni.
I fatti
Dissetano
La voglia
D'amore.
Lei
Prese quell'aereo
Da Roma
Al Texas
Spinta dalla voglia
Di essere a portata
Della mia mano.
L'altra
Non percorse mai
La distanza
Che separava
I miei occhi dai suoi.
LA LUCERTOLA
Era la sua immobilità
Sotto il sole
A costringermi
A chiedermi
Se per caso
Quella lucertola
Conoscesse il segreto
Del nulla.
Ferma come la pietra
Che la sorreggeva
Con l'unica intenzione
Di raccogliere
Energia.
Morta e viva
Ipnotizzata
Dal calore
E dalla mancanza di alternative.
Io ero un uomo
Che la osservava
Fermo
Ma tremante di vita
Nel tentativo di rubargli
Il segreto
Del nulla
Che riscalda.
IL PAESE
La gente di paese
Si vanta
Di una semplicità
Naturale.
Poi li ho visti
La domenica
Scegliere
L'abito della domenica
E mi sono chiesto
Cosa deve dimostrare
La gente di paese
Alla gente di paese.
Forse che la semplicità
Ha bisogno di un giorno
Di tregua.
Forse che
Della semplicità
Della natura
Hanno frainteso
La caratteristica
Meno spontanea.
La capacità
Di mimetizzarsi
Per nascondersi
Trasformata
In capacità
Di farsi
Notare
Semplicemente.
I VECCHI
I vecchi
Camminano lenti
Per questo
Hanno piu' tempo
Per pensare.
La condanna
A non distrarsi troppo
Dalla fine.
E mentre si allontanano
Sembrano
Ombre ricurve
Sotto il peso
Della luce.
Il tempo
Li ha disegnati
Con gli occhi
Di bambini
E la pelle
Di lucertola.
La loro memoria
Si perde
Nell'indifferenza
Dei mutamenti
Che trasformano
La memoria
In una storia
Inapplicabile
Alla realtà
Contemporanea.
L'uomo
Non ha curiosità
Della vita degli altri
Se gli altri
Non sono
Vincitori
Che possono
Svelare
Il segreto
Della loro vittoria.
Incapaci
Di usare
Senza il pretesto
Di usufruire.
I vecchi
Si sentono soli
Come la piu' lontana stella
Del cielo
Costretta a guardare
Tutte le altre brillare
Senza che nessuna
Si accorga di Lei.
Inconsapevoli
Che prima o poi
Ogni stella
Sarà
La stella
Piu' distante.
IL PIANISTA INCAPACE
Se solo fosse possibile
Misurare la voglia e l'impegno
Di quel pianista
Incapace
Forse qualcuno
Lo riterrebbe degno
Della stessa gloria
Di Mozart.
I suoi polpastrelli
Consumati
Ad inseguire
Scale
Che non riescono mai
Spiegano
La distanza
Che separa
Il talento
Dalla forza di volontà.
La sua capacità
Di non terminare
Mai un opera
È meravigliosa
Come
L'opera compiuta
Con la naturalezza
Del genio.
Il pianista
Incapace
Mangia pane e acqua
Da sempre
Incapace
Di guadagnarsi
Da vivere
Con l'unica cosa
Che non sa fare.
Da giovane
Sognava di conquistare una donna
Con una musica
E l'unica volta che ci provo'
La donna
Non ebbe nemmeno
La sensibilità
Di capire
Che quelle quattro note
Erano costate
Una settimana senza dormire.
Per questo
Il valore dell'arte
È relativo
Come il caso.
Non c'è merito
Nel genio
Ricevuto per grazia divina
Se non c'è merito
Nel tentativo
Di conquistare
Quel genio
Con fatica terrena.
LE STELLE
Nessuno dovrebbe
Spiegare
Che le stelle
Non sono altro
Che pianeti
Ribollenti di fuoco
Splendenti
Per cause fisiche
Che richiamano
Alla mente
L'eutanasia
Di un corpo celeste.
Qualcuno
Dovrebbe censurare
Le spiegazioni
Che uccidono la poesia
Non c'è bisogno
Di sapere
Come funziona il cervello.
Non c'è bisogno di sapere
Da dove nascano
I sentimenti.
C'è bisogno
Del dubbio
Per lasciare il diritto
Al pittore
Di disegnare
Su quella tela bianca
Il quadro
Che preferisce.
JAZZ
La Musica
Che esce da quello scantinato
È chiaramente Jazz
Per la sua capacità
Di essere imprevedibile
Ed imprendibile.
Il fumo
Che esce da quello scantinato
È chiaramente Jazz
Per la sua capacità
Di dissolversi nel nulla
Non prima di avere
Lasciato
Una traccia indistinta
Di se'.
Le voci
Che escono da quello scantinato
Sono chiaramente Jazz
Per la capacità
Di sovrapporsi
Una all'altra
Lasciando un rumore
Indistinto
Di comunicazione profonda.
La notte
Che avvolge quello scantinato
È chiaramente
Una notte Jazz
Per la pioggia
Rimasta a terra
Che disegna riflessi colorati
Che il passaggio di un auto
Smuove improvvisamente
E per la capacità
Del riflesso
Di tornare ad essere come prima
Fotografia di acqua
Di un momento
Chiaramente Jazz.
OGNUNO
Ognuno
Rimpiange
Le scelte
Che non ha mai saputo fare
Chiedendosi come mai
Non sia padrone della propria vita.
La catena
Che imprigiona
Ognuno a se stesso
È invisibile
Come la volontà
Di non fare
Cio' che si vorrebbe fare.
IL DUBBIO
Dio non esiste
Punto
Anzi virgola
RELIGIONE E PATRIA
Come si fa a credere e morire
Per qualcosa
Che è al di fuori del nostro
Libero arbitrio.
Ma l'israeliano sa
Che se fosse nato
In Palestina
Avrebbe odiato se stesso.
Ed il musulmano sa
Che se fosse nato a Roma
Avrebbe adorato un altro profeta.
La consapevolezza
Dell'innocenza
Dovrebbe evitare
Che uomini
Diventino colpevoli
Per caso.
NEWS
L'avete filmata
Quella ragazza con il pancione
Entrare in bagno.
Deve essere stata Lei
Ad abbandonare
La sua bambina appena nata
Dentro quel bidone della spazzatura
Oggi 25 Dicembre.
L'hanno chiamata Natalia
La piccola sopravvissuta
All'abbandono.
E non serve chiedersi
Il perché
Questa è la vita
Nel suo indecifrabile destino.
Ma chi festeggerà Natalia
Ogni 25 Dicembre
Se stessa
O Gesu'
Figlio di un Dio
Dall'indecifrabile
Senso della giustizia?
LASCIARSI
Continuo a dirti che ti amo
Per avere la certezza
Di aver consumato
Fino in fondo
L'amore.
So della fine
Ma non voglio
Restare imprigionato
Dal rimpianto
Di essermi allontanato dal fuoco
Con la brace ancora accesa.
E sorrido
Ai tuoi rifiuti
Che per te sono motivo d'orgoglio
Per me invece
Strumenti
Di fuga
Da futuri
Scomodi sensi di colpa.
Birra liscia
Dopo una notte passata aperta di fianco al letto
La birra è diventata calda e senza bolle
Come un brodaglia disgustosa
Incapace di farti ricordare
Il suo gusto originario.
Ieri era capodanno
Me ne sono rimasto da solo in casa
Non per snobismo
Ma per la mia incapacità di comprendere
Cosa si stesse festeggiando.
O piu' semplicemente incapace
Di festeggiare
Il nulla.
C'è un qualcosa d'irritante
Nell'augurarsi
Qualcosa di meglio
Quando il fatto di essere sopravvissuti
È già caratteristica di buona fortuna.
Ma questa solitudine
Che mi imprigiona a me stesso
Perde a volte di connotazione poetica
Per diventare solo
Disadattamento.
Ma i sorrisi non mi rendono felice
Mentre i pianti mi rendono triste
Io non ho scelto questa
Sensibilità
Al dolore
Ma non posso combatterla.
Sentendomi inadeguato
Nella mia posizione di depresso immaginario
Che ha tutto cio' che puo' desiderare
Tranne cio che non è possibile avere grazie al desiderio.
Parliamo d'amore
Parliamo di due birre
E due bicchieri
Parliamo del decidere in due
Di andare a dormire alle undici e mezza
Del 31 dicembre.
Ma anche questo in fondo
Non è che il pianto del bambino
Che non sa passare dal seno
Al biberon.
Scrivere della solitudine è cosi' banale
Che non posso fare a meno di scontrarmi
Con milioni di parole.
Ho rifatto il letto
Ed ho scannerizzato alcune foto fatte in America
Ho viaggiato
Nei ricordi
Ricordando di un viaggio.
Ora butto nel cesso questa birra liscia
E mi ributto sul letto ad ascoltare
Un cd che riproduce
Il rumore della pioggia.
E' vero con la pioggia non si dialoga
Ma la si puo' ascoltare senza annoiarsi.