Una stangona alta due metri, bionda, credo una valletta o qualcosa del genere ieri sera in televisione ha cercato di spiegare la differenza tra tette e seno, tra culo e sedere. Davanti ad un Maurizio Costanzo grondante felicità andava in onda la difesa della "letterina", il rilancio della "velina", la comprensione della "microfonina".

In realtà il problema non sono le tette o i culi. Il problema è molto piu' semplice e complicato allo stesso tempo. Ed ha un nome: desiderio. Mi spiego improvvisando.

Questa invasione di pseudo gnocche in televisione è un fatto che non puo' che evidenziare che la stronzaggine e la paracullagine degli autori televisivi.

Stronzaggine e paraculaggine perchè è fuor di dubbio che la figa piace, e quindi si fa presto a rimanerne incantati come ebeti, ma questi autori dimenticano, o fingono di dimenticare che figa e tette non sono solo un bene da ammirare ma sopratutto un bene da usare, cosi' come pure l'uccello o se preferite lo chiamiamo cazzo, tanto per essere chiari.

Cosa voglio dire?

Voglio dire che questa televisione di merda crea tentazioni sapendo che queste tentazioni non verranno mai soddisfatte. Dubito infatti che qualsiasi persona normale potrà mai scoparsi una velina, una letterina o una valletta qualunque. Non potrà mai semplicemente perchè quando la ragazza cessa di essere ragazza per diventare oggetto del desiderio televisivo accade che le sue pretese in fatto di maschi aumentino a dismisura, pretese che non comprendono cervello, profondità, anima o ideali, ma soltanto fama, ricchezza e successo.

Insomma accade che tutte quelle fighe che si vedono in televisione alla fine se le scopino solo chi va in televisione. E lo spettatore è tagliato fuori, cornuto e mazziato, con il suo sguardo rincoglionito, con la sua bocca socchiusa, con la bavetta alla bocca costretto ad arraparsi di fronte a qualcosa che non avrà mai.

Ditemi voi se questa non è una bastardata.

Ma non è finita qui. Io fonderei un comitato in difesa della dignità di tutte le donne "normali", dove per normale al giorno d'oggi intendo qualcosa d'eccezzionale. Tutte quelle donne costrette a raffrontarsi ogni giorno con gli addominali scolpiti, con le tette rifatte, con i culi rialzati di tutte le zoccolette televisive in circolazione.

Le chiamo zoccolette perchè ne ho conosciute tante, la loro voglia di affermarsi le porta a dimenticarsi di ogni sintomo di amor proprio. E' successo proprio ieri sera.

Una festa al Toqueville di Milano, entro, mi ritrovo circondato da una montagna di fighe, cristo erano proprio fighe, appena uscite dall'estetista, unghie con punta addolcita da una sottile linea bianca, trucco non troppo volgare ma abbastanza volgare, vestiti costruiti con lo scopo di rizzare gli uccelli, sorrisi smaglianti (nonostante qualcuna prendesse un po' di respiro dal suo sorriso appoggiandosi contro il muro in un angolo del locale), belle per carità, ma cosi' belle da avere un prezzo scritto su ogni centimetro di cosce.

Ad un certo punto una ragaza con le tette di fuori mi si avvicina e mi dice: -Ma tu sei Prussia?- -Certo.Sono io.-
-Ma tu non facevi Hotel California?- Continua.
-Esatto, facevo, ora non faccio piu'.-
-E cosa fai ora?-
-Scrivo film.-

Ecco la parola magica: film. La ragazza mi si avvicina di qualche centimetro, ho le sue tette appoggiate contro di me, e sorridendo sussurra.
-Giura che quando fai dei provini mi chiami.-

Non vado avanti a raccontare, chi vuole immagini, ma non immagini niente di troppo eclatante, non basta scrivere film, bisogna farli per avere potere contrattuale con queste attrici in erba. Diciamo che il codice a dieci cifre del suo numero di telefono è finito magicamente nella mia rubrica telefonica.

So cosa pensate. Ne ho approfittato. Ma non è vero, o meglio, non abbastanza. Credo sia per la mia età che mi porta a non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Ho detto che la chiamero' e forse non la chiamero' mai. Non vorrei sorbirmi ancora una volta la filosofia delle tette e del culo contrapposta alla filosofia del seno e del sedere.

E prego chiunque abbia un po' di potere in televisione di pensare a mandarci a casa, invece delle calcolatrici per l'Euro, una scorta di fighe per i maschi, e una scorta di fighi per le femmine, pari a tutte le gnocche e i gnoccoloni che ci costringono a sorbirci in tivu'.

L'unico senso che ha il desiderio è quello di poterlo soddisfare, altrimenti è una presa per il culo. A presto.

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Sono tornato. In realtà non me ne sono mai andato, semplicemente la vita ha subito una rivoluzione.

Cambieranno molte cose anche nel sito, non ci saranno piu' foto, almeno non quelle strettamente essenziali.
Ci saranno cose scritte, parole, opere ed omissioni.
Vi diro' subito che sono abbastanza disgustato dai bipedi e dalle loro manifestazioni antropologiche.

Disgustato da tutto, dalla televisione, dai film che fanno schifo, dalle donne nella pubblicità che creano necessità non necessarie, dai culi delle veline che porca puttana ci fanno solo vedere e non toccare, dalla cocaina che gira a fiumi(ma lo sapete che non l'ho mai vista dal vivo, e nessuno mi crede), per non parlare della politica altrimenti faccio su un casino che non finisco piu'.

Una sola veloce considerazione: ho visto che a Genova hanno fatto una bella marcia in onore di Carlo Giuliani, ma come mai nessuno fa mai marce in onore dei poliziotti e dei carabinieri caduti per compiere fino in fondo il loro dovere.

A voi la risposta.

La mia è fatta di due sole parole:ipocrisia e potere.

Concetti che vanno a braccetto, che illuminano gli occhi degli imbecilli, che creano la classica goccia sulla punta dell'uccello, simbolo di quel godimento creato dall'aspettativa piu' che dall'atto in se stesso.

Comunque si ricomincia.

Chi c'è ancora si faccia vivo e mi scriva.