XXII
-Sono Jack. Ti aspetto davanti al garage.-
-Sono in ritardo. Vuoi entrare?-
-Non c'è problema aspetto.-
-Non rompere le palle e entra.-
-Dove devo suonare?-
-La porta è aperta. Entra dentro, il secondo appartamento sulla sinistra.-
-Arrivo.-
Tramonto memorabile su Los Angeles, Pamela abita sulla Bundy, una strada diventata famosa qualche anno fa perchè è qua che O.J. Simpson si dice abbia ucciso a coltellate sua moglie e un povero cristo che era con lei. Al di là del fatto di cronaca siamo vicini a Santa Monica, all'oceano, e il cielo ha una colorazione rosso fuoco che finalmente porta gli uomini a guardare verso l'alto.
-Smettila di guardare il cielo, entra dentro.-
Pamela è davanti ad uno specchio a muro, indossa un abito luccicoso trasparente.
-Sai quanto l'ho pagato?-
-No.- Le dico.
-Prova ad indovinare.-
-Mille dollari?-
-Sbagliato. Nemmeno un dollaro. Questo è uno dei tanti motivi per cui è assolutamente necessario essere famosi. Ti regalano tutto. Guarda che se ci pensi è veramente un ingiustizia, non solo guadagni un sacco di soldi ma nemmeno ti permettono di spenderli. Non paghi al ristorante, non paghi la colazione, non paghi i vestiti, ti danno anche la macchina se ti fai vedere in giro che la guidi. Per fortuna ci sono i supermercati. Almeno lì paghi. Come ti sembro.-
-Stai benissimo.-
-Sei sincero.-
-Certo.-
-Guarda q uesto.-
Pamela lascia sfilare l'abito che indossa, rimane nuda come un verme, ce ne fossero di vermi con quelle gambe e quelle tette, si avvicina alla spalliera del divano, prende un altro abito rosa confetto, lo prova.
-Questo?-
-Bello anche questo.-
-Meglio o peggio.-
-Uguale.-
-Non è possibile. Non puo' essere uguale.-
-Pamela mi aspetti un secondo?-
-Dove vai?-
-Vedrai.-
Esco di corsa, torno dalla macchina, apro il bagagliaio, apro la mia borsa, prendo un abito grigio perla di Valentino. Torno dentro.
-Prova questo.-
-Cos'è?-
-Un Valentino.-
-Fammi vedere.-
Si toglie quel confettino rosa, dieci secondi di Pamela nuda, indossa il mio Valentino. E' una bomba.
-E' meraviglioso. Dove l'hai preso?-
-Prima di fare questo mestiere vendevo abiti italiani. Capita che qualche vecchio cliente ne abbia ancora bisogno.-
-Quanto costa?-
-Quattrocento. Se lo comprassi da Valentino ti costerebbe almeno tremila.-
-Lo voglio.-
-E' tuo.-
XXIII
-Ragazzi , non diciamo cazzate, ci deve essere un motivo per cui noi siamo qua e loro sono dentro.-
-Ah si, e qual'è il motivo?-
-Magari sono piu' intellegenti di noi. O piu' bravi a fare quelle cose che oggi servono.-
-Quali cose?-
-Che ne so...scrivere film, recitare, fare il regista.-
-Io non ci ho mai provato. Magari sono un genio.-
-E perchè non hai mai provato.-
-Non mi è mai venuto in mente.-
-Vedi, a loro è venuto in mente, quindi...-
-Non basta, non basta che ti venga in mente.-
-Conoscete la parola talento. Il talento è quello che conta. Hanno avuto il culo di averlo, e noi abbiamo il talento di fare gli autisti o le guardie.-
-Bel talento del cazzo.-
-Basta sapersi accontentare, c'è gente che queste star le vede solo alla televisione.-
-Vero. A noi capita anche di vederle mentre scopano...-
-...mentre vomitano alle tre del mattino...-
-...o mentre piangono...-
-...io l'ho vista anche sulla coppa del cesso...-
-Giura!.-
-Giuro. Una star, una figa che mezzo mondo desidera, con le mutande abbassate mentre sta cagando, eppure...-
-Eppure?-
-Era una star anche mentre cagava, sfogliando Hollywood Reporter che riportava le sue ultime quotazioni, con la porta aperta e un sorriso che...cazzo che sorriso.-
-Tu che ci facevi li.-
-Facevo la guardia. Ti ricordi di quel tipo che la seguiva, quel maniaco rincoglionito che voleva sposarla. O la sposo o m'ammazzo, urlava. E lei aveva paura, una paura che la seguiva dappertutto.-
-Poi?-
-Si è ammazzato. Purtroppo. E lei ha richiuso la porta del cesso.-
-Che sfiga.-
-Già.-
Discorsi da autisti, guardie del corpo, ombre silenziose alle spalle dei miti.
Nel parcheggio della Villa di Andrew Thesaurous, numero uno dei produttori di Hollywood.
Da fuori vedi solo lampadari di cristallo e giochi di luce, ascolti la musica jazz che viene dall'interno, guardi il via vai di uomini e donne perfetti.
Limousine che arrivano e se ne vanno.
Limousine che arrivano...
-Cazzo ma quella!-
-Quella non l'ho mai vista.-
-Quella è Martha.-
-Chi è Martha?-
-Mia moglie.-
-Candidata all'oscar?-
-Candidata a essere sbattuta fuori.-
Ed invece Martha esce dalla sua limousine, affittata, fa segno all'autista di parcheggiare e come niente fosse, sale le scale ed entra. Nessuno la ferma.
Nessuno le chiede nulla.
-Sembra una diva.-
-Sembra...-
-Dove l'hai trovata.-
-Nell'uovo di pasqua.-
L'autista che ha accompagnato Martha parcheggia, poi viene verso di noi.
-Per chi lavori?-
-Crow Limo L.A. Limousine a disposizione 24 ore al giorno. All'interno c'è bar, tv, videoregistratore, DVD, e Cd Player. Abbiamo auto per sei, otto e anche dieci persone, tutte equipaggiate con telefono cellulare, computer e tettuccio apribile. Lavoriamo molto sui compleanni e sugli anniversari. Trecento dollari all'ora. Vuoi un biglietto da visita?-
-No. Voglio sapere quando ti hanno ordinato di andarla a prendere.-
-La riservatezza fa parte del mestiere.-
Lo acchiappo per il collo della divisa, lo stendo sul cofano della sua Limo, glòi sto col fiato sul naso.
-Stronzo. Quella è mia moglie. Quando hai avuto la prenotazione.-
-Calma. Tranquillo. Nessuna prenotazione. Un lavoro dell'ultimo momento. Me l'hanno detto un ora fa.-