Lettera ad uno stronzo.
Vedete gente il mondo
segue regole inspiegabili.
Ho passato anni cercando di capire quale spiegazione logica fosse alla base
dell'ingiustizia cronica che domina la nostra vita.
La risposta è arrivata un giorno , improvvisa e crudele.
La risposta è nell'errore di considerare la nostra pacifica esistenza una naturale
essenza dell'animo umano.
Non è così , e più il tempo passa , più la logica della bontà diventa una illogica
minoranza. Lo stronzo trionfa , accade perché esiste un momento nella vita di
ogni uomo in cui si prende consapevolezza che gli scrupoli rallentano la corsa
, qualsiasi corsa verso qualsiasi traguardo.
Lo scrupolo , se ascoltato , calma la coscienza ma aumenta la fatica , in caso
contrario ferisce la coscienza ma alleggerisce le gambe.
Così quando il bambino , di fronte ad un primo scrupolo , si trova di fronte
alla scelta decide in quell'istante se da grande sarà buono o figlio di puttana.
Due strade opposte , unite da un comune controsenso: chi decide di fare meno
fatica vedrà premiata la sua pigrizia e la sua stronzaggine , al contrario ,
chi decide di rispettare le regole ed il percorso si vedrà automaticamente penalizzato.
E' una realtà di merda che fa incazzare , ma è una regola di cui è necessario
prendere atto. Bisogna essere sempre consapevoli delle proprie scelte , più
che mai quando ci penalizzano.
Esiste un uomo "stronzo" che vuole farmi la guerra , l'uomo ha le armi ed il
potere ma non la ragione , l'uomo segue la strada della rabbia e della collera
e minaccia il mio cavallo e la mia casa. L'uomo ha la forza di chi da piccolo
ha abbandonato il peso degli scrupoli e sogna la vendetta.
E' come un pescatore rimasto a secco che da la colpa al verme e non all'errore
di aver scelto l'esca sbagliata.
E' il classico stronzo di successo , che un giorno s'accorgerà di aver regalato
il suo successo al nulla in dieci cifre del suo conto corrente. Io non so chi
abbia inventato la prima moneta , so per certo che ha fatto un torto all'umanità
e sicuramente anche a se stesso.
L'uomo trasforma la sua disonestà in fame di giustizia ingiusta, dimentica i
passi percorsi perché corre dietro a chi sta davanti , l'uomo vuole prendermi
per il collo e sbattermi giù dal mondo e diventa pazzo non trovando dove il
mondo finisca e cominci il dirupo. Ed io rido , rido a crepapelle , quasi mi
commuovo di fronte a tanta stronzaggine , mi assale un ondata di allegria e
pazienza , mi aspetto il peggio sapendo che c'è di peggio , qualsiasi cosa accada
non riesco a trattenere le risate di fronte alla rabbia di uno stronzo affamato
di soldi e di sangue. Del mio sangue. Penso e ripenso al cammino , se mi guardo
indietro riesco a vedere le ultime orme , riconosco la linea immaginaria del
percorso , nell'aria ancora le parole migliori ascoltate , quelle rimaste appese
alla memoria. Un pakistano mi chiede: "Posso farti benzina , voglio solo mille
lire."
Certo, rispondo.
Il pakistano ha una faccia signorile , parla inglese perfettamente , è gentile
ed ispira dolcezza.
Gli chiedo: "Dov'è il Pakistan ?" "Vicino all'India." Mi risponde. "E perché
sei qua?" Chiedo. " In Pakistan niente lavoro…….." dice. "Certo che qua è dura."
Dico mentre mi fa il pieno. La sua risposta: "Non è dura……..otto ore di lavoro
ogni giorno , venti o trentamila lire , così mangio…….va bene…..no?????"
Lo dice credendo a quello che dice , smettendo di farmi benzina e sorridendo
teneramente , non a me , ma alla vita che lo ha sbattuto così lontano da casa
a riempire i serbatoi di stronzi come me che con un pieno spendono quello che
lui guadagna in cinque giorni." Mentre percorro Melchiorre Gioia andando verso
casa mi assale un senso di saggia accettazione del mio destino , qualsiasi cosa
accada andrà bene perché qualcuno ha deciso di pormi nella parte fortunata del
mondo.
Ed io non so nemmeno chi ringraziare.
La faccia del dolce Pakistano cancella il volto dello stronzo , la saggezza
non è un libro letto ma un libro compreso , la gioia non è nella serenità ma
nella sua consapevolezza.
Povero stronzo così in malafede con me e con se stesso , così attaccato ai suoi
sogni da esserne schiavo , così povero di spirito da essere ricco , e così ricco
da essere immensamente e disperatamente povero di anima.