Piccole cose
Quotidiane
Pietre nel fiume
Aggrappato al ramo
Con il corpo
Immerso
Nella corrente
Non mi giro piu'
Ad ascoltare le voci
Dei soccorritori
Passo
Il tempo
A guardare i castori
Costruire tane.
L'urlo
Della civetta
Mi ricorda
Che anche la notte
Ha i suoi abitanti
Mentre il serpente
Dorme a testa in giu'
Con gli occhi socchiusi
Che fissano
La tana del topo.
Credo
Che l'essere immerso
Nel quotidiano
Mi porta
A trascurare
Il futuro
E le rapide
Che prima o poi
Dovranno pur arrivare
A porre fine
All'apparente tranquillità.
Nulla che si confonde
Come se ogni piccola cosa
Avesse una sua personalità
Illuminante.
Devo smetterla
Di preoccuparmi
Della fragilità
Del legno
E cominciare
A misurare
La resistenza
Dei miei muscoli.
Mentre la bambina
Che tira sassi
Nel fiume
Finge di non vedermi
Pur sorridendomi.
Non capisco
Se sia cattiveria
O malizia.
Sorrido
Senza motivo
Ed anche lei sorride
Al terzo rimbalzo
Della pietra piatta.
Tutto
Come se fosse un quadro
Di un pittore naturalista
A caccia dell'attimo
Che puo' spiegare
Il prima ed il dopo.
Se mi dovessero chiedere
Cosa ci faccio appeso
Su quel ramo
Risponderei
Che certamente
Non capisco perché mi trovo qua
Ma non è male
Aspettare
Guardandosi attorno
E mi viene in mente
Un tormentone televisivo:
Comunque vada
Sarà un successo.
Aggiungo
Che la definizione
Di successo
È oggettivamente
Indefinibile.
Per quel che riguarda
Quest'uomo in bilico
Il successo
Non è altro
Che ogni secondo passato
A sfiorare la corrente
Con la punta delle dita immerse
Nel tempo che scorre
E gli occhi
Persi
A fissare
Un panorama
Apparentemente
Immobile.