Rovinare verso le ferite,nell'aria
spossante e nel mare; verso i supplizi,nel silenzio delle acque e dell'aria
micidiali;verso le torture che ridono, nel loro silenzio
atrocemente burrascoso.
A. Rimbaud

Non credo alla giustizia, non credo all'anima, non credo che su Marte ci sia stata vita, non credo a popolazioni aliene, non credo a Dio, non credo alle promesse di chi governa, non credo alla chiesa, a nessuna chiesa, non credo alla fede, non credo ai fantasmi, non credo a chi dice di saperne qualcosa di piu', non credo che rimarra' qualcosa, non credo all'arte, non credo al destino, non credo al natale, non credo alla resurrezione, non credo alla reicarnazione, non credo alla forza del pensiero, non credo alla forza di volonta', non credo a nulla.
E rimango qua' con la moto parcheggiata
sul ciglio della strada a sciacquarmi la faccia mangiando una mela rubata in
un campo qua' vicino. Sono l'uomo che non crede a nulla e tutti mi temono. Nessuno
mi parla. Vogliono tutti mantenersi ancorati alle loro certezze.
Vogliono tutti continuare a guardare il cielo e pensare che le stelle siano
punti luminosi, ed il sole una bella sfera calda e le nuvole macchie di bianco,
vogliono continuare a pensare che l'azzurro sia azzurro, il rosso rosso ed il
nero il colore piu' scuro che ci sia.
Ed io mangio lasciando da parte solo
i semi della mela che finiscono qua' ai miei piedi ad un metro da questo fiume
con l'acqua pulita.
Mentre attorno gli uccellini cantano ed il verde trionfa. Quel verde che forse
non e' verde.
Da quando non credo ho smesso di pormi il problema, il problema di avere certezze.
Tutto e' cosi' palesemente falso che mi sembra fin troppo facile smascherare
tutte le bugie.
Non credo ai miei occhi ma mi adeguo a loro, non credo alle vostre parole ma
mi adeguo al loro significato, non credo alla vita ma vivo.
Mio malgrado. Circondato da figli di puttana.
Me ne sono accorto solo ora. Sono
in trappola.
Non posso tornare.
Devo aspettare il tramonto con la testa appoggiata alla ruota anteriore della
mia moto pensando a tutto il viaggio e alla strada che mi rimane da fare.
Non faccio piu' l'amore, non amo, parlo ma non scambio opinioni, sorrido ma
non sono felice, vivo meravigliandomi di questo corpo, delle braccia, delle
gambe, delle mani, della testa e del cervello.
Mi hanno annullato costringendomi a stare sveglio per tre anni di fila.
Piantandomi spilli sotto i piedi ogni volta che gli occhi mi si chiudevano.
Ma la stanchezza non uccide, la stanchezza consuma.
E l'uomo consumato non muore ma si lascia morire.
Io conosco i sorrisi delle persone,
conosco i giudizi ed i pregiudizi, conosco tutte le loro facce, conosco le risate,
i commenti, conosco ma quaggiu' tutto sembra cosi' distante che l'unico rumore
che sento e' quello dell'acqua che se ne va. Non e' la paura che mi fa paura,
e' l'incertezza, il lento, inesorabile avvicinarsi della consapevolezza totale.
Ho un disperato bisogno di fuggire.
Devo andarmente, tornare laggiu', voglio essere riconosciuto dall'aria e non
dalle persone.
Passo molto tempo a guardarmi attorno cercando di trovare una spiegazione, ma
lo so, lo so, lo so che non la trovero' mai.
Il motore della moto e' ancora caldo, appoggio la mia mano su di lui e mi scaldo
il palmo.
Appoggio il palmo della mano bollente sul mio collo.
Loro dove sono. Tutte le labbra che
mi hanno baciato. Tutte le braccia che mi hanno abbracciato. Tutte le mani che
mi hanno accarezzato. Ora dove sono. Tutto finito. Cosa rimane di quegli spostamenti
d'aria, nemmeno un ricordo.
L'uomo beve quest'acqua che forse non e' buona, ma e' pur sempre acqua.
Solo come un bastardo, forse bastardo.
Se mi guardo allo specchio vedo solo i miei occhi, ed i miei occhi guardano se stessi, incredulo chi guarda e chi viene guardato. Due persone una di fronte all'altra. L'io vero che dice all'io specchiato: "Che cazzo ci facciamo qui?"
Fiori, e api, mosconi, vermi con
la testa piantata nella terra, serpenti, grilli, pietre, fango, erba. Migliaia,
centinaia di migliaia di fili d'erba.
La mia testa che disegna la sua impronta sul prato, la mia mano che nasconde
il sole agli occhi, l'attesa e la noia.
E' ora di andare.
Il motore della moto si e' raffreddato.
Non so dove andro', so che andro'.
Solo come un bastardo che non ha capito quello che si dovrebbe capire per vivere
con un libretto di manutenzione in tasca.