Il rumore della pioggia.
Da queste parti e' cosa rara.
Un topo nel suo buco. Ecco cosa sono in questi giorni.
Il training di un uomo che vuole imparare a stare da solo.
E funziona.
Non si cerca di far passare il tempo...
Il tempo passa.
Si cerca di costruire un futuro.
Un qualcosa di piu' rassicurante per me e per gli altri.
A volte la casa sembra una schifezza, mille cartacce e mille oggetti o libri sparsi in giro, la cucina con tutti i piatti da lavare e la barba che cresce, e mi fa ricordare quando e' stata l'ultima volta che ho pensato a me.
Poi mi prende la frenesia dell'ordine e butto via tutto, vado in bagno e mi faccio la barba, mi do un occhiata, dico: "Salve Prussia", e ritorno a far passare il tempo solo con i film di blockbuster o con i libri di grammatica inglese.
Una scelta.
C'e' qualche donna che mi chiama, qualche amico che vuole uscire, ma quando arriva la sera preferisco rimanere nel buco.
Il training per riuscire ha bisogno di continuita'.
Cosi' disse Zaratustra, e non lo scrisse mai, quindi evitate di andare a cercare questa frase.

L'anima esiste.
Ne ho la prova.
Il balletto volante in Quidam, nel Cirque du soleil.
Se volete avere questa rivelazione basta comprare il dvd dello spettacolo selezionare la pista numero 6 e guardare.
Ora dopo questa rivelazione non mi resta che prendere atto che non tutti hanno l'anima.
E' questa la consapevolezza che segue alla prima.

La ragazza di Tokio mi guarda mentre beve il suo bicchiere di cabernet.
Mi dice: "Tu capisci. Tu puoi darmi delle risposte."
"Certo", dico io, "ma le mie risposte sono esatte solo se non ci sono domande."
La ragazza di Tokio mi dice che ha bisogno di essere amata, ed e' bella, facile da amare, forse per questo ama chi non la ama.
Come si puo' spiegare a chi ama cercare che si ha bisogno di cio che non si nasconde.
La vita rincorre la morte, il bianco rincorre il nero, la luce si affanna dietro il buio, l'uomo e la donna giocano a nascondersi.
Amare chi fugge e' cosi' naturale e cosi' stupido.
Se c'e' la luce non c'e' il buio, se c'e' la vita non c'e' la morte, se e' bianco non e' nero.
Se colmare un insoddisfazione rende felici, questa felicita' si prendera' il diritto di decidere quando diventare malinconia.
Le parole sono bolle d'acqua, la schiuma che si infrange contro le sponda del fiume, le parole sono il risultato di un movimento del pensiero, non prendetele per vere, prendetele e basta.
Non ho piu' paura, cosa vorra' dire.
Il tempo ha accettato il mio compromesso.
Ci siamo divisi i compiti.
Lui mi dara' quello che basta per arrivare al traguardo, io gli daro' il premio.
L'inventore del gioco guarda, sorride all'uomo che sa di non sapere, mi prende per mano e mi porta a casa sua. Poi mi benda gli occhi e mi dice: "E' meglio che tu non sappia, non sai tenere la bocca chiusa, posso solo farti sentire il profumo della verita'."
Il profumo della verita' non sa di nulla.

Vola per me.
Lassu', in quel punto lontano dove si vede tutto.
Poi raccontami cosa vedi.
Dimmi se e' vero che le cose viste nel loro insieme sono irriconoscibili.
Lasciati portare.
Non ci sono ali da sbattere, motori da usare, basta eliminare il peso, lasciarlo a terra come si lascia a terra un sacchetto pieno di terra.
Basta dimenticarlo e poi leggermente sporgersi verso l'alto.
Basta questo.
Ho visto gente volare e mentre volava ballava con un eleganza che nessun ballerino, con i piedi per terra, ha mai avuto.
So quello che sono e vorrei non saperlo.
Sono aggrappato al tempo come la biancheria bagnata sta appesa al filo di nylon.
Sono nel mezzo di urla incomprensibile, sospeso tra una finestra e l'altra, in un vicolo che di caratteristico ha solo la sua tristezza e il suo potere claustrofobico.
Sono e siamo.

Quando mi dicono come va io rispondo:
"Sono solo come una merda in mezzo alla strada."
E gli amici ridono.
Io penso che non ci sia un cazzo da ridere.
Ma solo perche'?
Vedo gente tutti i giorni, esco tutte le sere, ci sono prospettive fantastiche, donne che vorrebbero trombarmi, eppure mi sento solo.
Qual'e' la ragione?
La ragione e' in una insoddisfazione cronica che mi caratterizza.
Ed e' grazie a questa insoddisfazione che continuo a sfidare questa cazzo di vita.
E poi mi mancano gli amici veri, quelli che sono a Milano. Facciamo qualche nome:
Romy, Giorgio, Omar, Simona, Nicola, Christian, Stefania, Tiziana, Beppe, e tutti gli altri......
E poi mi mancano i luoghi:
Il panino Giusto, Corso Vittorio Emanuele, Il Duomo, l'Hollywood, casa mia....
Ma pensandoci bene, sono tutte stronzate.
So che dopo due giorni di Milano sarei preso dalla nostalgia per questo sole perenne, per questi venti gradi tutto l'anno, per questa vita fatta di sogni che possono diventare reali da un momento all'altro.
Allora viva la mia insoddisfazione.
E' come il pepe al culo, correre, cercare di fare qualcosa di grande, rischiare il tutto per tutto, saltare un muro di auto e sbattersene i coglioni di tutti i rischi e di tutte le malinconie.
Un giorno capiro' perche'.......

Senza nessun motivo.
Parole che vanno semplicemente a riempire spazio, perche' ci deve essere qualcosa di nuovo ogni tanto.
Anche se e' qualcosa di vecchio.
Mentre i discorsi lasciano il nulla dietro di se, come navi che viaggiano senza spostare acqua. Ma ci si abitua a tutto, anche a buttare via parole per il semplice gusto di ascoltare qualche suono senza senso.
Mentre Lei e' lassu', un attimo prima di prendere il volo. Appesa a quei drappi rossi, l'ennesimo balletto volante, cosi' perfettamente a suo agio nell'aria da chiedersi perche' sia costretta a tornare giu'.
Il piccolo pappagallo si e' posato sul mio dito, poi prova ad acchiapparmi il naso e sembra pensare...
Sta pensando ai miei occhiali, a quanto sarebbe bello acchiapparli e portarli via da qualche parte. Sgranocchiarli tranquillo, su qualche ramo, lontano.
Troppo matti. La pazzia mi fa paura. Per chi ha fatto della consapevolezza una filosofia. La mia filosofia.

Sono dentro la mia macchina, Lei si avvicina al finestrino e bussa.
Io tiro giu' il vetro, Lei si sporge verso di me e senza sapere che cosa stia accadendo appoggiamo le nostre labbra una contro l'altra.
Un bacio di quelli che assomigliano a piccoli morsi mentre attorno c'e' un traffico impazzito, il rosso diventa verde e la signora con la carrozzella non riesce ad attraversare.
Lei e' bella, naturalemente, ed ha una amica bella come Lei.
Lei e' bruna, l'amica e' bionda.
Hanno un negozio.
Mi invitano dentro, sono le tre del pomeriggio, vendono arredamento, anche letti.
Abbassano la saracinesca, mettono fuori un cartello con scritto: "Torniamo fra poco" e si sdraiano su uno dei loro letti da trecentomila lire tutto compreso.
Che cosa faccio? Non si sa mai cosa fare quando ci sono troppe cose da fare.
Bacio la bionda, e poi comincio a baciare la bruna. L:e chiamo cosi' perche' fino a quel momento non le avevo ancora chiesto il nome.
Facciamo l'amore? No questa definizione non si addice. La frase "Facciamo l'amore" mi sa di qualcosa di finto, artefatto, troppo romanzesco, finatmente poetico.
Scopiamo? No, non mi piace nemmeno questa definizione. Non mi piace.
Allora che faccio su quel letto con due belle ragazze che sembrano aver voglia di giocare.
Gioco.
Ora non so dove siano finite, non so se le ritrovero', non so nemmeno se veramente lavoravano in quel negozio, non so perche' mi hanno diviso, non so nulla.
Rimane il ricordo di essere stato un gomitolo di lana tra le zampe di due gatte.
E tra il gomitolo di lana ed il gatto nessuno ha mai scoperto chi si diverte di piu'.
Io lo so.

Fate quello che volete. Potete crederci o no, ma in un mondo dove miliardi di persone sostengono che Gesu' sia nato per inseminazione divina, in questo mondo cosi' quello che vi raccontero' diventa molto piu' credibile. Lui, il primo giorno che l'ho visto, mi si e' presentato davanti agli occhi vestito con stracci sporchi. Un homeless, un senza casa. Nulla di piu' classico. Non so chi l'avesse deciso per Lui, ma in seguito sostenne che quello era sembrato il travestimento piu' idoneo per mimetizzarsi tra gli esseri umani del secondo millennio. C'e' sempre una sorta di sottovalutazione quando un popolo piu' progredito cerca di valutare un altro popolo meno progredito. A parte questo io non avevo intenzione di ascoltarlo, stavo scrivendo il mio film e non colevo essere disturbato. Ma Lui rimaneva di fronte a me in attesa che io lo guardassi. Cinque minuti dopo ho alzato lo sguardo e gli ho chiesto: "Cosa c'e'?" Lui ha sorriso ha guardato il mio computer portatile e mi ha detto te lo guardo io se vuoi andare a fare pipi. Era cinque minuti esatti che mi stava scappando di pisciare ma che non andavo perche' avevo paura che qualcuno mi potesse rubare il computer non appena lo avessi abbandonato un attimo. E Lui lo sapeva. A quel punto, non so nemmeno io perche', Gli ho detto che sarei andato in bagno, e per favore se poteva guardarmi il computer, il lettore cd, e tutto il resto. Mentre stavo pisciando immaginavo che sarei uscito dal bagno e tutto era sparito. Sono un pazzo fidarmi di un senza casa, c'e' tutta la mia vita in quel computer, eppure non avevo fretta, come se dovessi provare a me stesso che la mia fiducia era ben riposta. Esco, e Lui e' Li immobile fermo davanti alle mie cose. Mi sorride e mi dice una cosa che all'inizio non capisco. Una cosa di questo tipo. "Nelle auto c'e' un sistema che permette di sapere dove sono ogni volta che qualcunote le ruba, con i satelliti, ma per i computer non c'e' ancora nulla del genere. Un adesivo collegato…." E fa segno verso il cielo. No, per i computer non esiste ancora un sistema d'allarme satellitare, non ancora, e Lui sorride come se mi prendesse in giro. Poi si gira e se ne va. Questo e' stato il mio primo incontro con Lui. Ho scoperto al secondo incontro da dove proveniva. Lui mi disse che era solo una questione di numeri, ed i numeri escludono catene temporali, i numeri, al di fuori del prima o del dopo,del passato e del futuro, sono semplicemente caos, liberta' e luogo imprecisato. Ma per farla piu' semplice, e dal nostro punto di vista di uomini che vivono oggi, Lui viveva domani, nel futuro, e qua' era arrivato per un motivo cosi' assurdo che all'inizio non volevo crederci.

Ore 10 e 22.
Non esco.
Per la prima volta in vita mia passero' un Capodanno in casa da solo.
Non proprio solo, sto studiando un quadro e Lei mi fa compagnia.


Non parla, mi guarda e sembra voler dire mille cose, ma purtroppo non ne dice una.
Alla CNN trasmettono le immagini di tutti i Capodanni del mondo, gente che festeggia e si diverte eppure mi sembra naturale starmene qui da solo.
Naturale perche' se qualcuno avesse veramente voluto restare con me a quest'ora sarebbe qui.
Quindi bisogna accettare la realta', bisogna riconoscere che in questo ultimo giorno del millennio a nessuno gliene frega del Prussia.
Una leggerezza totale, la mancanza assoluta di comunicazione, io ed Internet ed il sito ufficiale del Louvre.
Sto facendo un giro nelle sale del piu' famoso Museo del Mondo.
Pensa te, festeggiano anche in Nigeria, c'e' il filmato alla televisione, migliaia di persone che ballano.
Ma fino a qualche anno fa non si massacravano?
Il Capodanno di Berlino e' un esplosione di luci, come quello di Sydney.
Sto facendo il giro del mondo seduto su una poltrona, guardando milioni di uomini festeggiare qualcosa...che cosa?


Uomini, capaci di tutto
.
Di Arte e di morte. E di solitudine.
Guarda a Rio De Janeiro, Capocabana e' piena di turisti e di Brasiliani che urlano come pazzi.
E' il 2001, Ma come, non e' un paese sottosviluppato, non c'e' una poverta' che dilaga, non ci sono le favelas, l'amazzonia che viene mangiata dallo sfruttamento. Eppure sembrano tutti felici.
Perche' le feste servono a questo.
A dimenticare.
ED io invece mi sono ricordato che ho un sigaro ed una bottiglia di vino ed allora sapete che faccio?
Bevo e fumo.
Festeggio senza festeggiare....forse non ho nulla da dimenticare.
Devo farmi durare il sigaro il piu' possibile.
Il vino no, quello puo' finire in fretta.
San Antonio resiste alla tentazione, e tra 13 minuti scatta la mezzanotte a Las Vegas.


San Antonio resistette 15 anni nel deserto riuscendo a non cedere al demonio continuando a meditare.
Verrebbe voglia di crederci.
Basterebbe un movimento inafferrabile del cervello, un cambio di opinione. Ed invece mentre la pubblicita' mi porta via dai capodanni planetari io rimago scettico.
Un "senza casa" oggi era davanti a me nella fila per il caffe', quando e' arrivato il suo turno ha ordinato un caffe' americano, stava per pagare quando il commesso ha abbassato la testa sorridendo ed ha detto: "Va bene cosi'."
Il "senza casa" ha detto grazie ha preso il suo caffe' e se e' andato.
Splendido, meglio di mille capodanni.
Un pazzo italiano mi ha raccontato la sua vita, perche' si ritrova in questa citta' senz'anima, tutte le sue disavventure, si e' dimenticato solo di dirmi perche' cammina sempre scalzo ed ascolta musica tutto il giorno da una minuscola radio tutta pitturata.


Prima di dipingere questo paio di scarpe Van Gogh le indosso per giorni, ed erano giorni di pioggia, le scarpe gli stavano strette, ma un paio di scarpe nuove non raccontano nulla, queste scarpe invece...
Van Gogh mori' due giorni dopo essersi sparato nel torace.Era il 29 Luglio 1890.
Povero, credendo di essere un fallito, convinto che la sua arte non volesse nulla se non la pieta' di suo fratello Theo. Solo. Malato. Incazzato.
Ora ci godiamo i suoi quadri, vediamo in un misero paio di scarpe la rappresentazione di una vita difficile. Studiamo la tecnica, i periodi, le influenze e l'importanza postuma dell'artista.
Ed intanto festeggiano a Boston in una citta' coperta di neve con qualcuno che canta su un palco.
Poi, miracoli della televisione, si fa un salto indietro nel tempo ed ecco i botti di Parigi, LOndra e Mosca.
Il Kremlino e' splendido.
Sembra finto. Ci sono fuochi d'artificio incredibili. Dimentichiamo tutto guardando verso l'alto.


L'amore...
Quale splendida cosa. Due ragazzi che si baciano a Times Square sotto milioni di coriandoli, assomigliano ai fidanzati di Parigi.
Quelli che si baciano si assomigliano tutti. E tutti ci siamo passati.
L'amore. Ne vogliamo parlare col rischio di dire la verita'.
No, pensandoci bene l'amore e' un argomento troppo scontato e che in questa notte solitaria non c'entra veramente nulla.
C'entrano altre cose.


Il bambino ucciso dalla guerra. E' il 1944 siamo in Giappone. Ma non c'entra nulla.
Quel che conta e' sempre l'uomo, con il suo potere di contraddire e di contraddirsi.
Quello che veramente conta e' come sempre la consapevolezza di come l'atroce ed il bello si accompagnino annullandosi a vicenda.


Questa bambina lavorava al telaio per 48 cents all'ora.
Anche Lei.
Ed i suoi "padroni" erano uomini.
Non male come bagno di consapevolezza.
Visto che le foto risalgono a parecchi decenni fa c'e' da sperare che quei "padroni" stiano marcendo da qualche parte all'inferno.
Ed allora ci credo anch'io, o meglio, voglio crederci, voglio immaginare il fuoco, il diavolo con il forcone ed il male che punisce il male.
Io non finiro' mai di sottilineare questo punto:
La mancanza di giustizia in questo cazzo di mondo.
E non lo dico per me, io ho avuto un culo pazzesco, e non e' un capodanno passato in solitudine a farmi sentire vittima.
Io, se Dio esistesse, dovrei ringraziarlo ogni mattina, per questo Cabernet Sauvignon che mi fa compagnia, per il tempo che posso perdere a scrivere stronzate, per i luoghi che ho visto, per le persone che ho conosciuto.
E' che non posso fare a meno di notare....
Di notare tutto il resto che mi gira intorno.
Ecco la mia teoria:


L'uomo e' la feccia dell'universo, il parassita,il gene impazzito, il virus, il distruttore.
Sopra l'uomo ci sono gli animali.
Sopra gli animali ci sono le piante.


Ma gli esseri perfetti sono....
...le pietre.
Solo anima.
Niente linguaggio, movimento, desideri, vizi o cazzate varie.
Immobili, perfette ed innocue.
Integrate nell'universo.
Perfettamente integrate.
Sono le 11.46, tra 14 minuti e' mezzanotte.
Le pietre rimarranno immobili, senza pensieri, felici di non essere, o di essere diverse da noi.
C'e' una rockstar alla tele che si danna come un pazzo, senza audio fa ridere, vestito con un abito luccicante, migliaia di ragazzi in delirio, cazzate.
Un anno fa ero in mezzo agli aborigeni, quest'anno sono in mezzo a me stesso, l'anno prossimo saro' vicino al mare.
Ma ora basta, e' il momento di andare a dormire, domani andro a farmi il solito caffe'.

8 Luglio 2001
Situazione surreale.
Julio Iglesias che canta Manuela, Maria in corpo, un daiquiri sullo stomaco e la vita che assomiglia ad una telenovelas.
Sono le due e dieci di notte, buio fuori, la città ha già finito di vivere.
Non posso fare a meno di sorridere pensando all'assurdo gioco del destino che scaraventa gli umani in situazioni paradossali

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Un saluto a Seven. L'uomo puo' decidere di amare se stesso, perchè puo' decidere chi essere.Tu sei un grande, e ricorda ogni dubbio ci porta in alto, ma per avere la consapevolezza della propria altezza bisogna smetterla di guardare verso il cielo e rivolgere lo sguardo verso il basso.
26 Giugno 2001 ore 20.35
Il sogno e la ragione
Ci sono due punti di vista, due strade, due direzioni. Forse la stessa differenza che c'è fra il coraggio e la vigliaccheria, fra la paura ed il coraggio, fra l'eccitazione e la noia.
Mi sono gettato a capofitto in un sogno, io , allergico a tutti i pensieri disancorati dalla realtà.
C'è riuscita Lei, parlando, semplicemente illuminando alcune ore della mia vita con le sue parole.
Le parole.
Non è una questione di suoni, sono concetti, pensieri. Il frutto di anni di vita che sgorga da una bocca attraverso l'elaborazione di parole, che elaborano significati, che creano emozioni.
Se Lei mi chiede: "Perchè?" Io non so come rispondere,
So che lo stomaco ha perso consistenza, le viscere allegerite sembrano per un attimo provare la pelle d'oca ed è la sensazione di un disgelo interno, qualcosa che chiamare amore non basta. E' la materializzazione di un sentimento. Forte come un fiume in piena che disarciona ponti, strade ed argini. Ma solo per un attimo.
La ragione non permette fuga prolungata dalla realtà, l'unico modo sarebbe averti, averti qui, di fronte a me, la prova di un salto nel vuoto, i tuoi occhi finalmente a portata dei miei.
Los Angeles è una città dalla doppia faccia, ti seduce non amandoti, ti prende non dandoti nulla in cambio, solo scoiattoli e tortore attorno alla mia casa. E tu laggiu' in quel piccolo bunker in mezzo alla storia. Chiusa nelle tue certezze, nella sconfitta annunciata, nella rinuncia.
Cosa dovrei far? . Imitare la filosofia di colui che si accontenta, non chiedere nulla ma prendere tutto, pensare a te come un giro di orologio, un ciclo lunare, un inizio ed una fine.
Non ci riesco.
La mia battaglia è persa, i miei soldati sono già stanchi, il mio fucile è scarico, ma nonostante tutto guardo verso la pianura con una voglia irrefrenabile di combattere, per il gusto di non darla vinta al tempo.
Siamo sulle due sponde opposte del lago. Io guardo verso l'alto, verso la montagna, e tu verso il mare. Io guardo i salmoni e tu i tronchi di legno. Io guardo l'inizio e tu la fine.
L'eterno imprigiona ai dubbi. Devo averlo scritto da qualche parte qualche tempo fa.
L'eterno, la qualità negata all'amore.
Se sono sangue, carne, respiro e precarietà non è colpa mia, se sono vigliacco si.
La mia voglia di te oltrepassa il senso del tempo, è un faro di luce che va piu' lontano di quanto non andrà la mia vita.
La tua resa non è la mia sconfitta.
Tra il sogno e la ragione, io ho scelto il sogno.
21 Giugno 15.34
». Manu Chao non accetta l'etichetta di pacifista, ma precisa che «quando si parla di violenza, come è successo a Göteborg, spesso si tratta di provocatori mandati dal governo stesso».
Leggete bene, questa affermazione l'ho trovata sul sito Internet del Corriere. L'avete letta bene. Ora cosa ne pensate.
Io non so chi sia sto cazzo di Manu Chao ma quello che dice è praticamente ridicolo e stronzo.
Come si fa ad affermare che i provocatori di Goteborg sono stati mandati dal governo stesso, è una cosa talmente da deficenti che fa impressione che qualcuno la possa dire e pensare.
Prima di tutto è offensiva nei confronti di quei coglioni che amano fare casino cercando scuse in qualche cazzo di ideale e poi è offensiva nei confronti dell'intelligenza di qualsiasi persona che si trovasse a leggerla.
Partendo dal presupposto che la globalizzazione, per come la intendo io, è veramente terrorizzante e pericolosa, è anche vero che sparare cazzate non serve certo a combatterla.
Vivere negli Stati Uniti mi ha portato a rimpiangere tante "caratteristiche" italiane (non la mafia, non le marchette, non l'invidia, ma qualche altra caratteristica di pochi italiani) , ed a volte penso con preoccupazione ad una Italia uniformata al modello americano fatto di giorni passati a produrre e a consumare, fatto di giudizi legati al conto bancario, fatto di una vita disumanizzata dove tutti i vincenti si assomigliano e tutti i perdenti sono praticamente uguali.
Preferisco la trattoria al Mc Donalds, non si possono nascondere le condizioni di abbandono dei paesi poveri, e sopratutto non si puo' fare a meno di vedere come una popolazione di obesi viva nello stesso pianeta dove miliardi di uomini scavano tra la sabbia per trovare del cibo. Tutto questo è una schifezza.
Ma le ideologie non sconfiggono le schifezze, le ideologie sono schifezza su schifezza, merda su merda, parole su parole. E il cosidetto popolo di seattle non è altro che la codifica umana di una ideologia che trova il suo cibo nella contrapposizione. Il diavolo che giustifica l'esistenza della chiesa. O la chiesa che giustifica l'esistenza del diavolo. la medicina e la malattia. Il bianco ed il nero. Il piu' ed il meno.
Lo scontro rende buoni i cattivi e cattivi i buoni, ed il gioco è cosi semplice che sembra assurdo vedere queste centinaia di migliaia di umani caderci senza nemmeno rendersene conto.
Manu Chao, ma chi cazzo è, perchè nasconde gli errori dandone la colpa ad altri, serve vendere centinaia di migliaia di dischi per avere il permesso di dire cazzate, serve avere una multinazionale alle spalle che pubblicizza il tuo nome spendendo miliardi per permettere ad un pirla di sentirsi "portavoce" di se stesso, serve scrivere canzoni per dire falsità.
Io inorridisco sempre di piu', non di fronte alla globalizzazione, non di fronte al G8, non di fronte a Bush o a qualche altro potente, io inorridisco di fronte all'essere umano che si lava la coscienza costruendosi un presente da eroe sradicando sanpietrini e coprendosi il volto.
L'essere umano che combatte la sua battaglia in gruppo e che magari non avrà mai il coraggio di andare in africa a reggere il bisturi ad un chirurgo che sta operando un bambino che sta morendo.
L'uomo trova le strade in discesa per correre piu' veloce e sentirsi le ali addosso, io non faccio parte del popolo di Seattle, non faccio parte di nessun popolo, ma se ne sentissi la vocazione, partirei domani stesso verso qualche paese africano, verso qualche città abbandonata, verso qualche ospedale che ha bisogno delle mie mani per salvare la vita di qualche essere sfortunato senza perdere tempo a dire cazzate e a lanciare sassi.
Il poliziotto è nostro fratello cari anarchici, autonomi, comunisti o quant'altro, il poliziotto è nostro fratello ed è poliziotto perchè ha una famiglia da mantenere ed ha scelto quel mestiere per farlo. Perchè non scegliete anche voi un mestiere per combattere le vostre guerre.
Oppure fate la guerra perchè non avete il coraggio di scegliervi un mestiere.
21 Giugno 14.09
La musica stramazza al suolo come un uccello colpito al collo, sanguinando su una cazzo di pietra ruvida che straccia le ali.
E noi guardiamo come figure immobili di legno, in piedi nel giardino di dio che semina nani nel suo territorio.
Non c'è nulla da capire se non sentirsi imprigionati in questa immagine di umani sorridenti e convinti di concepire un perchè credibile.
La logica illumina il cammino oscurandolo. Non ho paura di cio' che mi aspetta, ho paura di cio' che non mi aspetta.
L'amore è il traguardo in movimento che corre piu' veloce del corridore. Meno male che c'è il sole che sembra sbattersene i coglioni di tutto, riscaldando l'aria e noi.
21 Giugno 00.51
Urbino è una citta fantastica, sembra magica. Ma questo che c'entra? C'entra.
Mi stavo chiedendo se veramente le persone si rendono conto di essere. Sembra una considerazione stupida ma a volte appare cosi' tremendamente vera da farmi credere che vivo in un mondo di burattini, in un mondo di cervelli programmati come elaboratori elettronici, specie umana di calcolatori in carne ed ossa che sopravvivono giorno dopo giorno nell'inconsapevolezza di quanta poesia c'è nel vivere consapevoli.
Le parole sono odiose limitazioni al pensiero, io preferisco andare a dormire e riflettere su me stesso come il pittore riflette sul suo quadro appena finito.
Buonanotte.
15 Giugno 12.53
Ne sono sicuro, quegli imbecilli che tiravano sanpietrini contro i poliziotti a Goteborg sono contro la pena di morte.
Cosa fa un sanpietrino se arriva in testa a qualcuno. Forse lo ammazza.
Per questo sono degli imbecilli.
15 Giugno 00.02
Ristorante giapponese pieno come un mercato. Adoro quella salsa verde ultrapiccante, mi piace la salsa di soia e il sushi.
Niente mal di testa oggi, quasi un miracolo, mi guardavo attorno cercando l'emozione della California, il cielo era finalmente blu e un miliardario alla televisione disse: La felicita' e' accontentarsi di cio' che si ha. Complimenti alla faccia tosta.
L'ecologia, ne ho sentito parlare molto in questi giorni, il tentativo di salvare il pianeta dall'autodistruzione. Auguri. Potrebbe essere una buona causa per cui lottare ma poi mi prende la voglia di non fare nulla e mi sbatto sul divano a ritagliare fotografie e creare puzzle di immagini.
Ci sono verita' indiscutibili, eccone una: anche se ti guardi indietro l'universo sta andando avanti.
Forse non vuol dire nulla, forse.
13 Giugno Ore 10.43
Provero' a non seguire la logica. Ma a connettermi direttamente con il flusso involontario delle parole.
Piove, da qualche parte, piove su una casa grigia, una casa che ha finestre socchiuse, vetri che sbattono e tende che si lanciano verso l'esterno.
Attorno alla casa ci sono alberi, da un ramo di un albero cadono due corde che sollevano un altalena vuota che dondola da sola.
La casa e' abbandonata,ed io odio la televisione quando si impossessa dei miei spazi.
La casa e' vuota ed il mondo attorno e' un alveare di coglioni che credono di essere api regine, un bisbigliare di cazzate, un mostrarsi convincenti partendo dal presupposto che fra di noi dobbiamo imporci con la forza delle cazzate. Schiavi dei simboli.
Simboli del cazzo. Automobili, appartamenti, ville, barche, quadri, e carta, quella carta con i numeri, quei numeri che ci rendono vincenti o perdenti in questa vita che assomiglia ad un passaggio veloce dentro.......
Che cazzo ne so di dove sono, c'e' una sola certezza, la logica. Io amo la logica, adoro ancorarmi alla logica dell'incertezza, distruggere tutte le teorie che non hanno prove su cui basarsi, tutte quelle teorie rassicuranti costruite nell'assenza di appoggi, nella paura.
La paura, la paura e' miracolosa. L'uomo che vede davanti a se il vuoto, costruisce un ponte con il pensiero, ma non sa che quando provera' a camminarci sopra crollera'.
Non sa che quando crollera' non si rendera' conto che sta crollando.
Il nulla.
Nesuna fiamma nel baratro, ne acqua, solo il nulla e forse l'assenza di significato. Questa e' la risposta logica ad ogni domanda.
Poi ci sono le speranze illogiche. Ma chi spera deve essere consapevole che si sta aggrappando ad una scommessa, come puntare su un numero e sperare che esca.
Chi punta nella certezza di vincere se la prende nel culo.
Ecco il difetto delle religioni, di tutte le religioni, la mancanza del dubbio, pensare che Dio sia piu' credibile della Banda Bassotti senza spiegare il perche'.
Chissa' perche' torno sempre su questo punto. O forse lo so perche'. Sto cercando di scoprire soldati stufi di combattere, sto cercando maratoneti stufi di camminare, sto cercando uomini che hanno voglia di sedersi, guardare di fronte a se il destino, tirare un sospiro e dire: Sara' quel che sara' ,io mi faro' trovare preparato.
Preparati a tutto, anche a sfidare il nulla con quel minuscolo qualcosa chiamato "ricordi", la nostra unica spada sono le nostre memorie che forse rimarranno aggrappate da qualche parte per farci vivere per sempre.
Come musica che si diffonde nell'universo senza trovare un muro contro cui fermarsi.
11 Giugno 0re 6.44
Uno di meno.
Nessuno tocchi Caino, ma tocchino pure tutti gli altri, e si tocchino le palle.
Ipocrisia: Essere contro la pena di morte e:
1) Non dividere il propio cibo con chi sta morendo di fame.
2) Usare l'insetticida.
3) Mangiare carne.
4) Non preoccuparsi di quelli che muoiono per mala sanita', innocenti.
5) Andare forte in macchina rischiando di far fuori qualcuno.
6) Fumare, rischiando di far fuori se stessi.
7) Pescare.
8) Abortire.
9) Usare il preservatico.
10) Venire fuori.
11) Usare la pillola del giorno dopo.
12) Usare la pillola del giorno prima.
13) Buttare i sassi dal cavalcavia.
14) Non portare il casco.
15) Non far portare il casco a chi sta dietro.
16) Non accorgersi della pena di morte in: Cina, Iran, Russia e in tutti quei posti che si dimenticano, chissa' perche'.
17) Fare a botte, non si sa mai come potrebbe andare a finire.
18) Odiare.
19) Non perdonare.
20) Morire.
Che schifo, spero che quel bastardo che ha ucciso 168 persone che si facevano i cazzi loro ora bruci all'inferno, ma siccome non credo all'inferno io avrei preferito non farlo morire cosi' in maniera indolore. Io gliela avrei fatta pagare veramente, ma da vivo, quando il corpo sente il dolore e la mente puo' e deve pentirsi. Un bastardo di meno sulla faccia della terra, nessuna pena, zero. Peccato solo che sembra non si sia cagato sotto.
Un ultima considerazione.
Quando qualcuno commette un crimine si fa un indagine psicologica per capire se era sano di mente al momento di delinquere. Porca puttana ma questa e' uno stronzata. Come si fa a giudicare se un assassino e' mentalmente sano o no. Un assassino e' sempre mentalmente malato. Elementare Watson.

Ore 11 e 38 8 giugno
La pena non serve a redimere, la pena serve ad avvertire, a prevenire, ad evitare. E se la pena cessa di essere pena non serve piu' ad un cazzo. Perche' gli assassini continuano a vivere? Perche' si pensa a recuperare il bastardo e non ci si pone mai nella posizione della vittima e di chi amava la vittima. Perche' bisogna perdonare? Perche'?
Ragionamento: Io so che se uccido vengo ucciso. Lo so da prima, anzi lo so da sempre, perche' e' la legge. Allora uno si prende le sue responsabilita' e se decide di uccidere deve essere consapevole che subira' la stessa sorte. Invece no. In Italia non accade, perche' ci sono mille pretesti, mille cazzi, mille cavilli che portano gli assassini a tornare liberi. E questo mi fa semplicemnte incazzare.
Ma L'Italia e' un paese cattolico vittima della cultura del perdono.
Ma ora vi svelo una verita' sconvolgente.
Sapete chi e' il socio della Chiesa, chi e' il datore di lavoro del popolo cristiano, pensateci un attimo, chi e'?
Ve lo dico io. Il socio della Chiesa e' il suo nemico, il diavolo, o il male o chiamatelo come volete. Pensate che fine farebbero i milioni di preti e le milioni di chiese e le milioni di confessioni se non ci fossero le tentazioni, i peccati, il male che deve essere guarito dal bene. Un esempio: La chiesa e' la causa farmaceutica ed il diavolo e' la malattia. Che farebbe la casa farmaceutica se un giorno gli uomini non si ammalassero piu': fallirebbe.
Lo so che la gente non ama sentire certe cose, so perfettamente che la verita' brucia come l'alcool sulla ferita, ma la verita' e' cosi' precisa e inevitabile che e' un piacera mostrarla al pubblico impaurito.
Stasera sono andato ad una festa, ho parlato dieci minuti con una tipa londinese che sparava cazzate senza senso, c'erano un sacco di Italiani che se la menavano e mi sono ricordato quanti sono gli Italiani che se la menano. Le donne avevano bei culi ma sembravano lobotomizzate, e purtroppo per arrivare al culo mi piace passare dal cervello. (Se c'e').
Ed allora silenziosamente me ne sono andatao, probabilmente nessuno se ne sara' accorto. Meglio cosi'. Se la merda non si accorge della scarpa, la scarpa si accorge della merda ed evita di calpestarla.
Ieri telefonata con una pseudo attrice italiana semifamosa convinta di essere la nuova Julia Roberts. Ecco la conversazione: "Guido tu qua' non ti trovi bene perche' sei nessuno, non vai ai party fighi, non conosci il top di los Angeles. Io non potrei piu' vivere in Italia e' cosi' provinciale."
IO: " A me mancano i miei amici."
LEI: "Ti capisco quando si e' nessuno in questa citta' e' dura, sai io ieri sono andata al party di Puff Daddy, c'erano tutti. Dio quanto mi sono divertita. Sai ora lavoro, sono un attrice, mi stanno intorno...."
IO: "Che culo, ma a me continuano a mancarmi i miei amici."
LEI: " Si ti capisco, e poi tu abiti in un posto di merda, questa festa era a Malibu' in una villa splendida, dovevi vedere, tutti che mangiavano, la piscina, attori, come essere al centro del mondo."
IO: "Fico, ma a me mancano i miei amici."
LEI: " Ora devo andare c'e' il mio agente che mi aspetta, certo che non ti fai mai vivo. Chiamami qualche volta. E poi tirati su, se un giorno arrivi in alto vedrai quanto e' bella Los Angeles."
IO: "O.K. Ciao."
Lei butta giu' il telefono ed ho due pensieri, il primo e' che mi mancano i miei amici, il secondo e' che questa donna e' cosi' stupida che non sono nemmeno riuscito a ribattere. E pensare che questa tipa, e' la classica sconosciuta che dopo aver messo il faccione in tv e le tette sul giornale crede di essere....Ma chi cazzo crede di essere non l'ho ancora capito.
Buonanotte e' tardi da queste parti.
ore 10 e 43
L'america in quattro parole:
nascere, produrre, consumare, morire. That's all.
Ore 8 e 13 Martedi' 5 Giugno
Il mio compleanno, da oggi sono 38.
Accetto regali di qualsiasi tipo basta che non facciano male. Un saluto ai miei amici Italiani che mi mancano piu' di qunato non mi manchi la bellezza calpestata dell'Italia.
Oggi il cielo e' grigio ma non me ne frega nulla, anche perche' sono mesi che e' grigio. Ora vado a farmi un caffe' poi ritorno a scrivere una storiellina del cazzo che pero' sembra funzionare. Oggi vi faro' un ragalo, piu' tardi vi faro' vedere la mia bomba di macchina. Ci rivediamo fra poco.
Ore 1 e 13 di Domenica 3 Giugno
L'attesa. Per cosa? Magari fosse gia' arrivata quella cosa che da il via.
Ore 11 e 10, Sabato 2 Giugno
Qualcuno mi scrive: Emigrare per cercare la felicita' non serve. La felicita' e' dentro di noi, qualcun altro mi scrive: Devo andarmene perche' qui sto impazzendo.
Chi ha ragione?
Nessuno. E sopratutto non esistono regole.
Ma a chi sostiene che non serve andarsene per diventare felici rispondo dicendo che nessuno cerca la felicita', si cerca solamente il meglio. Ed il "meglio" esiste. Cazzo se esiste. E mi dispiace per tutti coloro che hanno smesso di inseguirlo.
A chi crede che l'America sia il Paradiso, rispondo che il paradiso non esiste e sicuramente non e' l'America. Qua' ci sono i soldi, ed i soldi sono l'unica vera ragione per spingersi fino a qua. Avere un progette e cercare di valorizzarlo. Ecco la vera ragione per cui vale la pena venire fino a qui.
Oggi, 2 giugno, al telegiornale italiano ho visto che si cerca di far rinascere un sentimento pattriottico. Sfilate di carri armati, di soldati,frecce tricolori. Mio Dio, che pena. La solita caramellina per buttare giu' il boccone che ci e' rimasto in gola. L'Italia e' il paese delle marchette, del povero che sara' sempre povero, del ricco che sara' sempre piu' ricco. L'Italia e' il paese dove possono rubarti tutto, dalle idee, ai soldi, alla macchina, ai sogni senza che nessuno paghi. E' il paese dove gli assassini sono liberi e i poveri cristi in prigione. L'Italia e' il paese del sole perche' il sole non costa a nessuno. E' il paese dell'approssimazione,delle bugie, del paraculo che la mette nel culo alla persona onesta.
Ma oggi la gente era felice, c'erano i soldatini che sfilavano, pensate anche le prime soldatesse donna, che figata!!!! Ma nessuno dice che se la Svizzera vuole farci il culo e conquistarci ci metterebbe dai venti ai trenta minuti.
Ma va bene cosi'. Io ho altri luoghi nei miei sogni. Pensate adoro la Francia ed i Francesi. Forse perche' loro non sopportano gli Italiani.
Ore 12 e 22 31 Maggio 2001
Non si finisce mai di imparare a sopravvivere.
Stamattina ho fatto il primo doppiaggio della mia vita. Ed ho doppiato Jim Belushi nel film Salvador. Porca puttana mi sono divertito un casino, ma meglio non farlo sapere a chi paga.
Oggi alle due vado a farmi scrocchiare il collo e speriamo che la cervicale per un po' se ne vada a fare in culo.
Ora vado a scrivere. Siamo al secondo film, il primo viaggia sulle scrivanie di veri o presunti produttori.
Vedremo. Sapete perche' spero di venderlo?
Due motivi:
Primo. Paga minima per uno script un miliardo e trecento milioni.
Secondo. Perche' ho una voglia tremenda di mandare a fare in culo un sacco di gente.
Ce la faremo.
Ore 8 e zero nove del mattino. Sole. 30 Maggio
La cervicale rompe i coglioni, ma perche' quel chiropratico ha deciso di andare in vacanza. Provo a storcere il collo me non sento nessun crack. Ho voglia di partire. Per il nord. Torno a dormire. O almeno a starmene nel letto.
Mezzanotte e 39 del 30 Maggio
Come e' profondo il mare. Dalla canta. Oggi mi e' arrivato dall'Italia il cd di Vasco. Su Sunset ho mangiato una pita greca. Poi ho bevuto un caffe' italiano ed ho visto un film francese. Fate che il mondo non diventi come gli Stati Uniti. Code, lavoro, lavoro e code, il denaro sopra ogni cosa, sorrisi finti, acting sempre, mai essere se stessi, a nessuno interessa chi sei, sono tutti interessati a chi sei diventato. Bullshit.
Scappare non serve piu'. Bisogna combattere in questa cagata di mondo che essendo l'unico non concede alternative. Ed allora seguiamo queste regole del cazzo, riempiamo i nostri fucili d'acqua e spariamo. Il cielo stanotte era.....normale, ma una ragazza che era di fianco a me in macchina mi ha detto:guarda che bella luna. Io ho guardato la luna ed ho pensato: "A me sembra la solita luna." Ma non ho detto nulla, facendo finta di non sentire.
Non credete a chi vi dice che il tempo in California e' splendido: sono quattro mesi che c'e' un tempo di merda. Una medaglia d'oro a chi cura le public relation di questa parte del mondo. Qua sono tutti attori e chi non e' attore prepara il cibo per i futuri attori, gli vende i vestiti, gli fa i capelli, e gli procura i giornali. Capite che e' come vivere in un posto pieno di psicopatici. Sto cercando di mantenere intatta la mia "normalita'", nel momento in cui mi sentiro' rincoglionire come "loro", fuggiro'.
Che altro. Come e' profondo il mare e' finita. Questo vuol dire che sono passati 6 minuti e mezzo da quando ho cominciato a scrivere. Ora Guccini sta cantando "Dio e' morto" E non poteva esserci canzone piu' azzaccata a far da sottofondo alla vita americana. Siamo qua a cercare un tesoro e non l'isola. Ed una volta trovato il forziere si torna a casa.
Baci.