C'è
il sole. Un sole pallido invernale, presuppone la nebbia serale. Le ombre sono
sfumate come sbuffi di matita. Zoe mette una mano nella tasca dei suoi jeans
alla ricerca di qualcosa. Tira fuori una piccola pietra di colore blu. Un turchese.
-Me l’ha data un venditore ambulante, mi ha assicurato che porta fortuna,
ma non ci credo.-
-E perchè la porti con te?-
-Perchè mi piace, credo sia un valido motivo.-
-Magari porta veramente fortuna.-
-La persona che me l’ha data mi ha detto che questa pietra rappresenta
il cielo, un cielo senza nuvole, come una vita senza problemi. Un simbolo, ed
io non credo ai simboli.-
-Perchè?-
- I simboli sono inutili. Oppure servono a dare un senso logico a qualcosa di
illogico. Perchè dovrebbe esserci bisogno di simboli quando si hanno
a disposizione definizioni reali. Un giorno ascoltavo una signora cattolica
parlare con un amica che diffidava della fede. L’amica le ha chiesto se
veramente credeva che Gesu' fosse nato dallo Spirito Santo. Lei le ha risposto
che lo Spirito Santo era un simbolo. Poi l’amica le ha chiesto cosa pensava
di Paradiso ed Inferno. E Lei ha risposto che erano simboli. Ma simboli di che
cosa? Perchè mascherare dietro interpretazioni qualcosa di reale. Insomma
se il paradiso è un immagine simbolica, cosa è realmente il paradiso?
Se lo Spirito Santo è un'altra immagine simbolica, cos’è
realmente? E' come se io invece di dirti che ti amo raccogliessi un fiore e
te lo porgessi. Quel fiore sarebbe il simbolo del mio amore. Ma non faccio prima
a dirtelo? Anche perchè quel fiore puo' rappresentare qualsiasi cosa.
Amore, addio, arrivederci, perdono. Puo' significare tutto. Ecco l'inganno.
Quando qualcosa puo’ rappresentare molte cose e non viene specificato
che cosa rappresenti accade che quel qualcosa diventa un alibi perfetto per
una serie indefinita di delitti e bugie.-
- I simboli rendono comprensibili cose e fatti che non si potrebbero comprendere.-
-Cioe'. Fammi un esempio.-
-La croce è simbolo di sofferenza.-
-E se ti dicessi che la sofferenza è simbolo della croce? In fondo invertendo
i fattori non cambia nulla. Allora perchè passare attraverso la croce
per parlare della sofferenza. Perchè nelle chiese al posto della croce
non scrivono: sofferenza. Ma qui sta la scelta azzeccata del direttore marketing
della chiesa e di tutte le religioni monoteiste. Illudere l'uomo che Dio gli
assomigli, e quale miglior prova di questa somiglianza di un figlio che nasce,
vive,soffre e muore. Un uomo come noi che si mostra inchiodato alla sua croce.
Sembra il triste finale di un film, se non fosse che poi quest’uomo avrà
il potere di risorgere. E questo è il punto chiave: la risurrezione.
Lo sfruttamento della paura della morte. L'illusione di una rivincita. La risurrezione
concessa come simbolo di compassione e pietà divina. Ma non credi che
Dio dovrebbe evitare di mettersi nella condizione di provare pietà e
compassione per voi umani.-
Il vero oscurantismo non consiste nell’impedire la diffusione di ciò
che è vero, chiaro e utile,ma nel mettere in circolazione ciò
che è falso.
Johann Wolfgang Goethe
-Ma tu credi a qualcosa?-
-A nulla di cio’ che gli uomini si sforzano di credere.-
-L’avevo capito.-
-Eppure c’è qualcosa di simbolico in me.-
-Cosa?-
-I miei capelli.-
-I tuoi capelli?-
-I miei capelli. Esatto. Non li taglio mai. Sono il simbolo del tempo che passa,
della mia femminilità, della cura di me stessa, e della mia voglia di
scappare senza sapere da cosa scappare.-
-Da quanto tempo non li tagli?-
-Non mi ricordo l'ultima volta che li ho tagliati. E non li tagliero' mai.-
-Prima o poi dovrai tagliarli.-
-Credi che il tempo abbia il potere di allungarli fino a costringermi a non
sopportarli piu’?-
-Si.-
-Allora sarò come il coltivatore di bonsai che passa il tempo a tagliare
i rametti del suo minuscolo albero riuscendo a non farlo crescere mai. E non
importa se il tempo è invincibile, perchè per umiliarlo basta
ignorare la sua potenza. Il tempo. Lui è sicuro che un giorno si riprenderà
i miei capelli, ma quando accadrà si incazzerà moltissimo scoprendo
che io non me accorgerò. Il generale non ama conquistare territori senza
popolo. Il tempo conquista corpi senza anima. E' un condottiero frustrato.-
-Ma tu pensi mai a cose normali?-
-Ad esempio?-
-Non so. Ad esempio non pensi mai che se fa molto freddo, ed il cielo è
nuvoloso forse nevicherà.-
-Certo che ci penso a cose normali. Penso a non mancare mai un appuntamento.
Ma questo non puo' cancellare la mia ossessione per la verità.-
-La verità è una cosa talmente relativa...-
-La verità è assoluta, chi la cerca è relativo.-
Scoprire di essere relativi. Eppure mi consola il fatto di esserlo. Forse presuppone
che io sia relativo a qualcosa di piu’ grande di me. A qualcosa d’inspiegabile.
L’essere relativi puo’ dare un senso alla nostra esistenza piu’
dell’essere assoluti. Nessuno si accorge della scomparsa di qualcosa d’assoluto.
Forse c’è la speranza che quella cosa rispetto alla quale abbiamo
un significato si prenda cura di noi.
-Hai una sigaretta?-
-Tutte quelle che vuoi, ho comprato il pacchetto per te.-
-Non è vero. Non mi conoscevi neanche quando hai comprato il pacchetto.-
-Visto che io non fumo, ho comprato il pacchetto per te, anche se non sapevo
che fosse per te.-
-Sei bella.-
-Questo che c'entra.-
-E' una considerazione soggettiva.-
La parola “bella” non serve a definire cosa penso realmente di Zoe.
Almeno che a questa parola non si dia solamente un significato esteriore ma
la si estenda a tutte quelle categorie dello spirito, della mente e del corpo
che possono essere sottoposte a valutazione umana. Forse sarebbe piu’
opportuno parlare di fascino. C’è solo una cosa che mi preoccupa
di lei: la sua capacità di stancarmi. Fisicamente intendo. Da quando
la conosco le mie forze sono al minimo della loro potenzialità. E’
vero che sono svenuto. Ma avrei dovuto recuperare. Invece sento il sangue che
scorre lentamente, i riflessi che cedono di fronte alla pesantezza degli arti,
i pensieri che nascono lentamente. Mi sembra di essere un orso bruno in attesa
di andare in letargo. Come se questi sguardi fossero gli ultimi prima dell’addormentarmi,
come se volessi scorgere l’arrivo dell’inverno per avere un idea
di quella stagione che non sono mai riuscito a vivere. Zoe invece non sta ferma
un attimo. Ora apre il suo zaino, sta cercando qualcosa al suo interno.
-Aspetta. Ecco l'ho trovato. Giro sempre con un bastoncino d’ incenso
nella borsa. Accendiamolo.-
-Ma siamo all'aperto.-
-E allora?-
-E allora non ha senso.-
-Dammi l'accendino. Ecco. Ora che l'ho acceso sono felice di avere fatto una
cosa senza senso.-
-Si sente il suo profumo per un attimo, non valeva la pena sprecarlo cosi'.-
-Io non l'ho acceso per il suo profumo ma per il gusto di accenderlo e per vederne
il fumo disperdersi. E poi fa meno male della tua sigaretta.-
-Hai ragione fumare è una cosa da stupidi.
-Ma lo fai senza porti problemi. E ti sei posto il problema del mio incenso
all'aperto-
-Scusa.-
-Non c'è bisogno di chiedere scusa. Le contraddizioni servono a discutere
partendo dal presupposto che l'individuo è incapace di gestire una verità
universale.-
-Cosa è vero?-
-Dimmelo tu.-
-E' vero che sei bella.-
-E’ la seconda volta che me lo dici. Ci stai provando?-
-Anche questo è vero.-
-Perchè ti ho aiutato quando sei svenuto?-
-Perchè un angelo è stata la prima cosa che ho visto quando ho
riaperto gli occhi dopo essere svenuto.-
-Io sarei l'angelo?-
-Si.-
-Passami la mano.-
-Leggi la mano?-
-No.-
-E allora perchè vuoi la mia mano.-
-Io non voglio la tua mano, voglio solo toccarla.-
E’ la prima volta che vengo a contatto con la pelle di Zoe. I recettori
sensoriali del tatto vengono stimolati, un impulso nervoso viene inviato al
cervello. Il cervello localizza e identifica lo stimolo valutandone l’importanza.
La reazione è una sensazione di pace. Pace intesa come assenza di lotte
e conflitti all’interno di me stesso. Tranquillità e serenità
dello spirito e della coscienza.
- E adesso?-
-Hai la mano fredda.-
-Le sigarette fanno male alla circolazione.-
-Cosa provi quando qualcuno tiene la tua mano fra le sue mani?-
-Dipende da chi è questo qualcuno.-
-Cosa provi ora che tieni la tua mano fra le mie mani?-
-Un senso di affidamento di me stesso ad una sconosciuta. Il desiderio di credere
che la mia mano sia in un posto sicuro. Come se le tue mani avessero il potere
di capire la storia delle mie mani.-
- La storia delle tue mani?-
-Esatto.-
- Toccarsi è uno dei desideri piu' semplici da esaudire.-
-Toccarsi fra due persone che si desiderano.-
-Questo era sottinteso.-
-Quando manca il desiderio toccarsi diventa una sensazione scomoda, ingombrante.-
-Per fortuna possiamo scegliere.-
-Già.-
-Il desiderio di essere amati non deve presupporre nessun compromesso. Piuttosto
preferisco restare sola ed intoccabile per l'eternità.-
-Ma trovarsi è difficile.-
-Ti ricordi delle tue storie passate?-
-Parli delle storie d'amore?-
-Esatto.-
-No. Io non ricordo nulla della confidenza che avevo con tutte le donne che
ho amato nel mio passato. Non mi ricordo i gesti, il sesso, le parole e le sensazioni.
Nulla. E' come se ogni volta ricominciassi da capo.-
-Meglio cosi'. Pensa che cosa assurda rimanere imprigionati dentro le sensazioni
di un amore finito. Sarebbe uno strazio.-
-E' il tempo che cancella?-
-E' il vostro istinto di sopravvivenza, ma non lo fa per eliminare la sofferenza
che procura il ricordo, semplicemente per spingerti a cercare ancora nel futuro.
Come se tutto quello che hai trovato fosse scivolato per terra da un buco nelle
tue tasche. Ritrovarsi senza nulla per rimettersi a cercare.-
-Persone che si cercano.-
-Persone che non si trovano.-
-Non sei innamorata?-
-No. Questo anello che hai sull'anulare cosa significa?-
-E' una domanda che non mi sarei aspettato da te. Tu non credi al significato
delle cose.-
-Credo al potere delle cose di suscitare ricordi. Cosa ti ricorda?-
-Questo anello mi ricorda che ho un dito.-
-E hai un braccialetto al polso per ricordarti che hai una mano?-
-Esatto.-
-Hai una collanina per ricordarti che hai una testa.-
-Perfetto.-
-E vorresti avere me per ricordarti che hai un anima.-
-Tu credi all'anima?-
-Non ne abbiamo già parlato?-
-Non ricordo.-
-Sai cosa penso dell'anima?-
-Dimmi.-
-L'anima è l'unica cosa di noi che gli altri possono avvertire e noi
no.-
-C'è bisogno degli altri per vedersi.-
-Sembra una cosa cosi' stupida, ma è cosi'. Non è lo specchio
che riflette i tuoi occhi, ma i tuoi occhi che riflettono lo specchio.-ànima
s. f. 1 Parte spirituale e immortale dell'uomo | Salute dell'–a, beatitudine
eterna | Amare con tutta l'–a, appassionatamente | Volere un bene dell'ànima
a qc., essere profondamente affezionato a qc. | Giurare sull'ànima propria,
di qc., giurare solennemente | Tenere, reggere l'ànima coi denti, essere
in pessime condizioni di salute | Rendere l'ànima a Dio, morire | Vendere
l'ànima al diavolo, scendere a gravi compromessi con la propria coscienza
| ( fig.) Darsi ànima e corpo a qc., a q.c., dedicarvisi completamente
| ( fig.) Toccare l'–a, commuovere. 2 In molte filosofie, principio vitale
di tutti gli esseri viventi. 3 Persona: un paesino di cinquanta anime| Non c'è
ànima viva, non c'è nessuno | Un'ànima dannata, persona
malvagia | Ànima nera, persona senza coscienza | La buon'–a, persona
defunta. 4( est.) Nucleo, elemento centrale: l'ànima del dente. 5 Cavità
interna dell'arma da fuoco.
“L'essere della coscienza, in quanto coscienza, è tale da esistere
a distanza da sé come presenza a sé; questa distanza nulla che
l'essere porta nel suo essere, è il nulla. Ne viene che affinché
esista un sé, occorre che l'unità di questo essere comporti il
suo proprio nulla come nullificazione dell'identico. “
Avevo nove anni quando mi prese la curiosità di capire cosa stava leggendo
mio padre sotto il sole di ferragosto. Presi il libro che era aperto sotto la
sua sdraio e incontrai queste parole di J.P. Sartre. Non capii nulla, e nemmeno
oggi ci capisco nulla.
Perché il nulla, in un animo infantile, non è il centro di una
questione filosofica. E’ qualcosa di piu’ tangibile, vero, definibile.
Il nulla è il piatto vuoto dove il bambino ha appena finito di mangiare
il suo dolce preferito. E ne vorrebbe ancora.
Il nulla è la tasca vuota dove si erano collezionate biglie perse durante
una corsa.
Il nulla è lo zero di gol segnati durante una partita di calcio persa
sei a zero.
Il nulla è una mancanza oggettiva di cose determinate, la somma di tutte
le cose determinate presenti nell’universo e la loro scomparsa improvvisa
definisce il nulla in maniera inequivocabile.
Non capivo nulla di cio’ che leggevo, e quel nulla era semplicemente un
vuoto che probabilmente mio padre riusciva a riempire, perché lui era
grande ed io un bambino. Lui aveva esperienza ed io no. Quindi non esiste il
nulla oggettivo, e chi vede il nulla è semplicemente incapace di comprendere
cosa quel nulla rappresenti.
-Quando ero piccolo facevo esercizi strani.-
-Cosa facevi?-
-Immaginavo due specchi, uno di fronte all'altro. Poi immaginavo il nulla proiettando
la mia fantasia nell'infinita sequenza di riflessi dei due specchi contrapposti.
E mi sembrava di cadere nell'abisso della contraddizione. Io, qualcuno, che
pensava al nulla, che esclude per forza di cose che ci sia qualcuno che lo pensi.
Lo so sembra una stupidaggine ma ti dicevo che un giorno sono caduto in un abisso,
una specie di vortice dal quale sono uscito aggrappandomi con tutte le forze
alla materialità della nostra vita. Sono stato costretto per giorni ad
aggrapparmi all'incoscienza della logica, cercando di non farmi piu' domande,
preso solo dall'analizzare il mondo per le sue caratteristiche visive e tangibili.
Il pensiero, se lasciato libero, puo' decidere di abbandonare la razionalità
per avventurarsi nella tempesta dei suoi limiti.-
-L'importante è che sei riuscito a venirne fuori.-
-Ma da allora soffro di mal di testa periodici.-
-Forse non è quella la causa.-
-Forse.-
-Vuoi andare da qualche parte?-
-Dove?-
-Una birreria?-
-Va bene.-