Nessuno. La birreria è vuota. Io e Zoe seduti con di fronte due bicchieri
di birra. Come ci sono arrivato fino qua'. Non ricordo. Una mosca comincia a
volarmi intorno e si posa fastidiosamente sulla mia mano. La caccio via e lei
ritorna. Perdo la pazienza e urlo un “VIA!!” con tutto il fiato
che ho in gola. La mosca rimane imperterrita appoggiata sulla mia mano. Prendo
la mira e con l’altra mano mi do’ uno schiaffo sul punto dove quella
maledetta mosca era atterrata. La faccio secca.
-L’hai uccisa.-
-Hai visto che velocità?-
-Credevi che bastasse urlare per farla andare via?-
-No. Ma non sarai mica di quelle che provano pietà per le mosche.-
-Sei matto. Sono sicura che se le mosche avessero l’opportunità
di eliminare gli umani a colpi di ali giganti non ci penserebbero mezzo secondo
a fare una strage.-
-Giusto. Non ho fatto altro che eliminarla come lei avrebbe eliminato me se
fosse stata al mio posto.-
Zoe si toglie un golf di lana e rimane con una t-shirt bianca. Io la fisso con
quella faccia da stupido che uno si sente addosso quando sa che sta guardando
cio’ che desidera.
-Cos'hai da guardare?-
-Guardavo te.-
-Guardavi la mia maglietta.-
-E' bianca. Semplicemente bianca. Non c'è nulla da guardare.-
-Cercavi di capire com’è il mio seno.-
-Non è vero.-
-Bugiardo.-
-E se anche fosse vero?-
-Non posso impedirti di farlo e tu non puoi impedire a me di accorgermene.-
-Comunque è un ossessione.-
-Il sesso?-
-Non è solo sesso. E' un ossessione questa forza di attrazione fra l'uomo
e la donna. Di tutti gli istinti, quello della riproduzione è il piu'
assillante.-
-La vita che chiama altra vita.-
-Ma di chi è veramente questà volontà a riprodursi, del
padre o del figlio che ancora non c'è?-
-Bella domanda.-
-Dammi una risposta.-
-La volontà è di entrambi.-
Domande che contengono la risposta. Se la domanda presuppone una risposta che
equivalga alla scelta di due opzioni, e se la risposta è la somme delle
due opzioni accade un fatto misterioso in cui la domanda posta non avrà
una risposta che corrisponda ad una delle due opzioni, al contrario la risposta
è la negazione e l’affermazione allo stesso tempo delle due possibilità
che erano poste come condizione per avere la risposta giusta.
Ma se esiste questa possibilità allora alla domanda: “Esiste vita
dopo la morte?” Si potrà rispondere in maniera esatta dicendo:
“Si” o affermando “No”.
Perché è indubbia la volontà della vita di sopravvivere
alla morte, come è al di fuori di ogni dubbio che la morte, per sua stessa
definizione, escluda la possibilità della vita. Se la volontà
è piu’ forte del significato etimologico della parola morte, ma
non potendo cambiare universalmente il significato della parola morte, l’uomo
ha il diritto di dare a se stesso una risposta che da una parte sia conforme
al luogo comune e, dall’altra, sia conforme alla sua speranza individuale.
Sono invaso da ipotesi. Pensieri impazziti si impadroniscono del mio cervello
come mosche, hanno lo stesso fastidioso ed inutile ronzio. Producono domande
senza risposte, domande inutili. Come se lo spettatore di un film pretendesse
di sapere cosa accada ai protagonisti dopo la parola fine. Zoe guarda altrove,
sembra stia cercando il modo per dirmi qualcosa.
-Stai invecchiando.-
-Me ne sto accorgendo.-
-Attento a non dare importanza al tempo. Ci vuole un istante per derubare il
presente del suo valore. Non diventare consapevole del fiume che scorre.-
-Cosa puo' accadere?-
-Nell'attimo in cui pensi all'attimo, quello è già passato. Sei
come intrappolato su una canoa che va verso la foce del fiume, e non puoi fermarti,
ogni luogo che ti scorre accanto non puo' essere raggiunto, puoi solo guardarlo
scorrere, e se nasce il desiderio di esplorarlo sarai perduto.-
-Io mi butto in acqua, lascio la canoa e su qualche riva arrivero'.-
-Dare un tempo al tempo. Impossibile.-
-Tu dimentichi la conseguenza delle azioni. Quando butti una pietra nell'acqua
non puoi scordarti delle piccole onde circolari che si allontaneranno dal punto
dell'impatto. Le conseguenze danno al tempo un tempo, una catena formata da
tanti cerchi intrappolati uno nell'altro. Se io dicessi che ti amo, la conseguenza
sarebbe una tua risposta che presuppone una mia reazione. Ed il tempo impiegato
a parlarti del mio amore non finirebbe mai, perchè qualunque sia il passo
successivo, la mia strada futura non potrà piu' prescindere da quel primo
passo.-
-Vero.-
Zoe afferra il mio braccio, guarda il tatuaggio che mostra una donna uscire
da un’orchidea.
-Vuoi guardare i miei tatuaggi?-
-E’ impossibile non vederli.-
-La gente mi chiede se hanno un significato.-
-E tu cosa rispondi?-
-Io dico di no. Ma non è vero. Hanno un significato.-
-Quale?-
-Sono un diario, e anche un calendario. Una specie di cronologia a fumetti della
mia vita.-
-A chi potrebbe interessare?-
-A te per esempio.-
-A me non interessa il passato, il futuro è la mia passione. Il futuro
come conseguenza del passato. Non hai mai pensato di farti una famiglia?-
-Forse. Ma non me la posso permettere.-
-Non te la puoi permettere perché non vuoi permettertela. Forse avrai
nostalgia dei figli che non farai.-
-Forse.-
-E loro avranno nostalgia della vita che non gli hai dato.-
-Su questo avrei qualche dubbio.-
-Effettivamente non si puo' sapere.-
-Ho amici che hanno figli, quando passo del tempo con loro non riesco a provare
nessuna invidia. Insomma mi sembra che il fatto di essere fuori da quella logica
familiare mi dia quel senso di libertà di cui ho bisogno. Credo di non
essere abbastanza sicuro di me per prendermi delle responsabilità al
di fuori di quelle che posso avere verso me stesso. So che posso andarmene,
fuggire, finire in mezzo ad una strada, dimenticato, so che il mio futuro potrà
essere tragico o semplicemente deprimente ma almeno non coinvolgerò nessuno
in questa mia decadenza. Non potrei sopportare l'umiliazione di un figlio che
mi veda padre incapace di prendersi cura di lui e di me. Sono prigioniero della
precarietà. Credo sia una specie di dipendenza psicologica, tutto cio'
che è troppo immobile, fermo, rassicurante mi crea uno stato di disagio,
ho bisogno del pericolo di affondare per non affondare.-
- Semplicemente non ti vuoi bene.-
- Potrebbe essere la spiegazione piu' facile. Forse io non sono io. Forse la
mia parte viva è semplicemente sotto il controllo di un altra parte di
me che mi gestisce e cerca di costringermi a prendere consapevolezza di questa
mia dualità. Io ci penso spesso a questa cosa. Mi sorprendo di come riesca
a guardare me stesso come se non fossi io a guardarmi. Proprio come fossi il
protagonista di una storia che non è la mia storia. Ed è l'unico
indizio che ho dell'anima.-
- Ma ti vuoi bene?-
- Si. Credo di si. Come il bambino vuole bene al suo soldatino preferito.-
- Ed allora chi sei?-
- Forse sono la persona che tu stai guardando e che io non ho mai visto.-
- Ti voglio bene.-
- Non mi conosci nemmeno.-
- Ti voglio bene lo stesso. Forse non è un caso che io sia passata di
li quando sei svenuto.- “Un altro.”
Un uomo seduto al bancone del bar avrà ripetuto sei o sette volte questa
frase. Ogni volta spunta un bicchiere di whisky. Dicono che dopo un certo numero
di bicchieri gli uomini comincino a parlare da soli, o meglio, parlano con se
stessi come se l’alcool avesse il potere di sdoppiare le personalità.
L’uomo domanda: “Perché se ne è andata?”
Lo stesso uomo risponde: “Perché è normale che da qualche
parte del mondo vivesse qualcuno che lei avrebbe preferito a te.”
L’uomo domanda ancora: “Il mondo è cosi’ grande non
trovi ingiusto che quel qualcuno vivesse proprio al piano di sotto della nostra
casa?”
La risposta aveva un tono di voce privo d’emozioni, era una risposta logica,
di quelle che vengono da qualche luogo dentro di noi di cui si nega l’esistenza:
“Un fatto improbabile fa piu’ rumore di mille fatti previsti. Prima
o poi un uomo con troppe regole si ritrova a fare i conti con un eccezione.”
Zoe guarda l’uomo alzarsi, lo segue con lo sguardo mentre si allontana
barcollando verso la porta del bar. Gli sorride, lui ricambia con un “vaffanculo”
che sembra destinato all’universo femminile che Zoe rappresenta in quel
momento.
- Sai di cosa ho paura?-
- Dimmi.-
- Della possibilità che certe persone hanno di farti stare male.-
- Gliela dai tu questa possibilità.-
- Ma non sono consapevole di aver messo la mia testa nella bocca del coccodrillo.
- Dovresti.-
- E come potrei accorgermene?-
- Qualsiasi persona diventa coccodrillo nel momento in cui si ritrova la testa
di qualcuno tra i suoi denti. L'importante è che la persona sia un coccodrillo
con la pancia piena..-
- Gli uomini si cibano dei sentimenti degli altri.-
- Gli esseri umani hanno bisogno semplicemente di sentirsi riconosciuti.-
- Sempre la solitudine.-
- Dovrebbe esserci piu' rispetto per l'insicurezza.-
- E' vero, non ci avevo mai pensato.-
- L'insicurezza è sintomo di grande consapevolezza. Ma la si giustifica
solo nei bambini. In realtà i grandi sono solo bambini che hanno imparato
a nascondere il loro rifugio.-
- Essere se stessi...-
-Oggi è quasi impossibile.-
- Hai una sigaretta?-
- Ancora? Ma hai un raffreddore da paura non ti fa bene.-
- Ho voglia di fumare.-
- Non riesci mai a controllare i tuoi desideri?-
- Mai se dipendono solo da me stesso.-
- Senza pensare alle conseguenze.-
-No, io ci penso alle conseguenze, ma alla fine soddisfo il desiderio. Comunque
i miei desideri sono limitati.-
- Cosa vuoi dire?-
- Non mi drogo, non bevo, non sono vittima di perversioni particolari, fumo
e basta. E poi ho smesso per dieci anni ed ho ripreso da poco.-
- Hai mai desiderato di drogarti?-
-Mai.-
-Ti sei mai chiesto il perchè?-
-So benissimo il perchè. Sono terrorizzato dal perdere il controllo di
me stesso.-
-In realtà quando ti poni in situazioni difficili è proprio perchè
perdi il controllo di te stesso.-
- Lo faccio sempre consapevolmente.-
-Masochista?-
- Visto che riesco a vedermi dal di fuori di me stesso forse sono un po' sadico.-
- Non è una buona cosa.-
- Faccio del male solo a me stesso.-
- Sei una contraddizione vivente.-
- Tu le chiami contraddizioni io le chiamo dubbi.-
-Dietro ogni dubbio dovrebbe esserci una spiegazione.-
- L'uomo che cerca spiegazioni semplicemente perde tempo.-
- Eppure l'uomo ha scoperto un sacco di cose. Ora sa come è nato l'universo,
quanto sono distanti le stelle, e in quale parte del cervello nascono i sentimenti.-
- Ecco da cosa sono terrorizzato:dalle certezze che chiudono ogni alternativa.-
-Preferisci ignorare?-
- Mi piacciono le storie, le personalità, i fatti, sono poco interessato
alle cause.-
-Perchè?-
- Ogni causa è correlata con un altra causa. Non si finirebbe mai di
scavare nei perchè. Molto meglio prendere atto e vivere le emozioni senza
sapere da dove vengano.-
- Ti sei mai ubriacato?-
- Qualche volta.-
- E come stavi?-
- Non lo so. Stavo bene. Ma allo stesso tempo avrei voluto poter gestire la
mia mancanza di lucidità.-
- Quindi tu capivi di non essere lucido?-
-Certo.-
- C'è qualcosa o qualcuno nella tua vita che ti ha reso inconsapevole
senza che tu te ne rendessi conto.-
- Partire, senza sapere dove andare. Quando i giorni hanno una partenza ed un
traguardo indefinito, e il viaggio avviene in un luogo piu' meraviglioso di
quanto il pensiero possa immaginare. Mi perdo a guardarmi intorno, divento un
osservatore che non si sente piu' osservato, entro in un estasi di confusione.
Io confuso nel paesaggio, nell'universo, capace solo di ammirare senza analizzare.-
- Perchè non hai mai pensato di comprare un camper e passare la tua vita
passando da un posto all'altro.-
- Ci ho pensato.-
- Perchè non l'hai mai fatto?-
- Forse sono troppo vigliacco per sfidare i miei sogni.-
- Avresti dovuto farlo.-
- Forse hai ragione.-
Questa notte ho sognato di essere una farfalla: ora, sono l’uomo che ha
sognato di essere la farfalla, o sono la farfalla che sogna di essere uomo?
Chuang-tse