1.
ERA CONTRARIO AL CAPITALISMO
In effetti Guevara era per un capitalismo di stato. Si oppose al sistema salariale
dell'"appropriazione del plusvalore" (nel gergo marxista) solo quando
questo andava alle imprese private. Ma lui mutò l'"appropriazione
del plusvalore dei lavoratori" in un sistema di stato. Un esempio di ciò
è riscontrabile nei campi di lavori forzati che appoggiò, a partire
da Guanahacabibes nel 1961.
2. HA RESO CUBA INDIPENDENTE
In realtà ha permesso la colonizzazione di Cuba da parte di un potere
straniero. È stato strumento della trasformazione di Cuba in una temporanea
testa di ponte del potere nucleare sovietico (firmò gli accordi di Yalta).
Come responsabile per l'"industrializzazione" di Cuba fallì
non arrestando la dipendenza del paese dallo zucchero.
3. HA COMBATTUTO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE
In realtà ha contribuito alla rovina dell'economia distraendo risorse
alle industrie che poi fallirono e ridussero la raccolta dello zucchero, sostegno
di Cuba, della metà in due anni. Il razionamento iniziò sotto
la sua amministrazione dell'economia dell'isola.
4. SI OPPOSE A MOSCA
In realtà ha obbedito a Mosca finché Mosca decise di chiedere
qualcosa in cambio dei suoi massicci trasferimenti di denaro all'Havana. Nel
1965 criticò il Cremlino poiché aveva adottato ciò che
lui chiamò "legge del valore". Quindi si rivolse alla Cina
alla vigilia della Rivoluzione Culturale, uno degli orrori del ventesimo secolo.
Scambiò semplicemente alleanze nel campo totalitario.
5. SI UNÌ AI CONTADINI
In realtà morì proprio perché non si unì mai a loro.
«Le masse contadine non ci sostengono affatto», scrisse nel suo
diario boliviano prima di essere catturato, un modo adatto per descrivere il
suo viaggio attraverso la Bolivia tentando di sollevare una rivoluzione che
non avrebbe potuto neanche annoverare l'aiuto dei comunisti boliviani (che erano
realisticamente abbastanza per notare che i contadini non volevano la rivoluzione
del 1967; ne avevano già fatta una nel 1952).
6. È STATO GENIO DELLA GUERRIGLIA
Fatta eccezione per Cuba, ogni episodio di guerriglia a cui collaborò
fallì miseramente. Dopo il trionfo della rivoluzione cubana Guevara creò
eserciti rivoluzionari in Nicaragua, nella Repubblica Dominicana, a Panama e
ad Haiti e tutti vennero schiacciati. Infine convinse Jorge Ricardo Masetti
a guidare un'incursione fatale in quel paese dalla Bolivia. Il ruolo di Guevara
del Congo del 1965 fu tragicomico. Si alleò con Pierre Mulele e Laurent
Kabila, due macellai, ma si impelagò in molti disaccordi con loro e le
relazioni tra il cubano e i combattenti congolesi furono così tese che
dovette fuggire. Infine, la sua incursione in Bolivia terminò con la
sua morte, che i suoi seguaci commemorano questa domenica.
7. HA RISPETTATO LA DIGNITÀ UMANA
In realtà ebbe l'abitudine di appropriarsi delle cose altrui. Incitò
i suoi seguaci a svaligiare le banche («Le masse combattenti concordano
di svaligiare le banche perché nessuno tra loro vi ha un penny»)
e nonappena il regime di Batista cadde occupò una residenza e se ne appropriò:
un eminente caso di rapido dominio rivoluzionario.
8. LE SUE AVVENTURE FURONO UNA CELEBRAZIONE DELLA VITA
Invece furono un'orgia di morte. Giustiziò molti innocenti a Santa Clara,
nella parte centrale di Cuba, dove stazionava la sua colonna nell'ultima parte
della lotta armata. Dopo il trionfo della rivoluzione tenne la prigione de "La
Cabaña" per sei mesi. Ordinò l'esecuzione di centinaia di
prigionieri che in precedenza erano stati uomini di Batista, di giornalisti,
di uomini d'affari e di altri. Alcuni testimoni, tra cui Javier Arzuaga, che
era il cappellano de "La Cabaña", e José Vilasuso, che
era un membro del corpo che si occupava del giudizio sommario, mi hanno recentemente
affidato le loro dolorose testimonianze.
9. ERA UN VISIONARIO
La sua visione dell'America Latina era alquanto sfocata. Si consideri, ad esempio,
il suo punto di vista relativo al fatto che la guerriglia doveva svolgersi nelle
campagne perché era lì che vivevano le masse combattenti. In verità
gia dagli anni '60 la maggior parte dei contadini abbandonarono pacificamente
le campagne in parte a causa del fallimento della riforma terriera, che ostacolò
lo sviluppo di un'agricoltura basata sulla proprietà e di economie di
scala con regolamentazioni assurde col divieto di qualsiasi sorta di disposizioni
dei privati.
10. DICEVA IL GIUSTO SUGLI STATI UNITI
Aveva predetto che Cuba avrebbe superato il PIL pro capite degli Stati Uniti
nel 1980. Oggi l'economia di Cuba può a mala pena sopravvivere grazie
all'aiuto del petrolio venezuelano (circa 100.000 barili al giorno), una forma
di elemosina internazionale che non dice nulla di buono sulla dignità
del regime.