Sono solo un cane, quindi devo chiedervi un favore, probabilmente il mio racconto non seguira' logiche molto esatte, ma sono fatto cosi', disordinato anche nel raccontare.

Non e' colpa mia, anche il mio padrone era disordinato e si dice in giro fra i cani che siamo costretti ad assorbire il carattere di chi ci compra.

C'e' una cosa che mi fa incavolare, questa storia dei cani senz'anima. Lo sapete perche' non la sopporto, per due motivi.
Il primo motivo e' che sono morto e quindi dovrei essere finito, terminato, consumato. La seconda cosa che non capisco e' come e' possibile che gli umani non capiscano cose elementari.
Mi spiego.
Si dice che noi non abbiamo anima perche' non abbiamo la vostra stessa intelligenza, ma nessuno ha mai spiegato a chi crede queste cose che l'intelligenza e' il risultato di una proporzione tra cranio e cervello. Quando si muore, ve lo giuro che e' cosi', il cervello diventa sabbia ed il cranio anche, mettendoci un po' piu' di tempo. Ed allora come si fa ad assegnare un anima partendo da discriminanti cosi' materiali.
Come si fa a dire che voi umani avete un anima solo perche' il vostro cervello abita in una casa piu' proporzionata. Palle.

Dove ero rimasto?

Quel giorno che Guido mi porto' a casa un altro cane. Non me lo potrei mai dimenticare. Avevo tutta l'appartamento per me, a dire il vero c'era anche un gatto che si chiamava Ceci (la fidanzata di Guido si chiamava Cecilia), ma Lui occupava poco spazio e sopratutto lo occupava silenziosamente. Allora, devo stare attento a non perdere di vista il racconto, un giorno Guido arriva da un viaggio in America e porta con se in casa un cagnolino grigio chiamato Jerome. Naturalmente era piu' bello di me, era un cucciolo, era piu' grande di me anche se aveva solo tre mesi ed inoltre era stato comprato in California insieme a Cecilia, quindi era anche un simbolo d'amore.

Arriva in casa e comincia a correre dappertutto come un pazzo, salta sui divani, dorme sul letto e sopratutto, ve lo giuro, mangiava il mio mangiare. Io ringhio bene, sono un gran ringhiatore, ed allora lo fissavo con i miei occhi a palla e lo sfidavo. Era una sfida virtuale, lo so che se avrebbe accettato il duello io ne sarei uscito malconcio. Ma fra noi cani il coraggio fa piu' paura della forza, e Lui lo capi' subito.
Continuo' a mangiare il mio cibo, ma almeno lo faceva quando io non vedevo.

Dormiva sul letto. Anch'io.

Dormire sul letto e' la cosa piu' bella del mondo. Assolutamente la piu' grande gioia. Possibilmente dormire accanto al padrone. Io, mi ricordo, a volte riuscivo ad appoggiare la mia guancia alla guancia di Guido. Oppure lui metteva il suo braccio sotto la mia testa e dormivamo cosi' come due persone che hanno bisogno uno dell'altra.

Questo e' molto importante.

Un cane e' tranquillo quando capisce che il suo padrone ha bisogno di Lui.

Ero sordo.

Non sono nato sordo, lo sono diventato dopo qualche anno. Mi sono accorto di esserlo quando non mi accorgevo piu' dell'arrivo di Guido e mi svegliavo nel mezzo del pomeriggio e me lo trovavo davanti al computer.
Le prime volte pensavo che stavo dormendo cosi' profondamente che non avevo sentito nulla, poi ho capito che le orecchie non servivano piu'. Ma in fondo cosa serviva ascoltare, io non capisco la sua lingua e lui non capisce la mia. Noi ci intendevamo a sguardi.

Gli sguardi. Quanto ho dovuto sudare per capire quali fossero quelli giusti.

Lo sguardo che lo convinceva a darmi da mangiare.
Lo sguardo che serviva a fargli capire che dovevo uscire.
Lo sguardo per dirgli che non stavo bene.
Lo sguardo per dire ho sonno.
Lo sguardo per dire: "Ti voglio bene."

Ci sono umani che mi guardavano e capivo che mi giudicavano brutto.
Ma come si fa a giudicare brutto un cane.
Io sono un animale, appartengo ad una razza, e vi giuro che per la mia razza non ero affatto male.
Io sono convinto che una scimmia giudica mostruoso un uomo, sono convinto che un uccello si chiede cosa facciano quegli esseri a due zampe attaccati alla terra, sono convinto che un serpente si scompiscia dalle risate a vedere quelle due cose lunghe chiamate braccia.
Insomma non si puo' giudicare esteticamente nessuno senza tener conto della sua razza.
E poi io ci rimanevo male, veramente, ma di una cosa sono certo, Guido mi trovava bellissimo.

Lo so perche' quando qualcuno mi giudicava male Lui si infuriava, sembrava giudicassero Lui...(continua)