Mi chiamo Jack.

Perche' quando ero appena nato mi sono ubriacato con del Jack Daniel, il wisky, ed il padrone ha deciso di chiamarmi cosi' dopo avermi visto sbarellare nei corridoi di un albergo.

Sono un cane, proprio quel cane, con quel muso bianco e nero e quella faccia da pugile. Sono un cane piccolo eppure neanche tanto incazzato, giusto un po' con Guido che a volte sembra se ne sbatta i coglioni di me. Perche' a volte si pensa che i padroni sopportino i cani, in questo caso io ho sopportato il mio padrone.

Il mondo che mi e' sfilato davanti era un mondo strano, sembrava un mondo di avvenimenti occasionali, nessuna certezza, nulla che desse un minimo affidamento. Nulla, dalle donne ai computer. E sopratutto nulla per cui sembrava valesse la pena di vievre.

Il mio padrone e' un tipo strano, non si lega a nulla, nemmeno a se stesso, se devo essere sincero questo sembrerebbe il tipico comportamento del menefreghista superficiale, ma con gli anni ho cercato motivazioni meno cattive.

Io sono arrivato per sostituire un altro Jack, il mio vero nome sarebbe dovuto essere Jack II, secondo come un papa, od un imperatore. Il primo Jack era uguale a me, anche nel carattere. C'e' chi non si e' mai accorto dello scambio e non appena sono cresciuto ha cominciato a credere che io ero Lui. Invece no, C'e' stato un Jack numero e c'e' un Jack numero 2, IO.

Mi piaceva dormire sul letto, accanto a Guido, se avessi potuto scegliere avrei voluto dormire sotto le coperte, accanto ai suoi piedi, non so come mai ma ho una passione per i piedi. Passerei ore a leccarli, l'altra mia passione e' il pollo.

E poi mi piace correre, corro come un pazzo, ho due gambe cortisssime ma sono piu' veloce di quei cani grandi grossi e ciula. Essere piccoli ha i suoi vantaggi. Si vede il mondo da rasoterra e quando corri vedi il terreno davanti a te che ti scorre davanti, e' una vera libidine, per questo le auto da corsa sono basse, perche' se non vedi l'asfalto che scappa che gusto c'e' a rincorrerlo.

A volte scappavo, stavo via un sacco di tempo, perche' Guido mi lasciava la porta aperta ed io me ne andavo vicino ad un fiume a cacciare rane. Stavo via anche un ora, poi sentivo che mi chiamava e tornavo. Non ci facevo caso, ma mi sporcavo di nero. Colpa della mia mania di infilarmi sotto le macchine. Ecco un altro vantaggio dell'essere piccoli. Infilarsi sotto le macchine. Infilarsi sotto qualsiasi cosa.

Un attimo prima di continuare devo dirvi una cosa, io sono morto. Quindi non parlate di me con Guido perche' diventa triste. Ed io, mi ricordo, non sopportavo quando diventava triste.

C'erano giornate che mi mettevo seduto accanto ai suoi piedi e lo guardavo senza guardarlo cercando di capire cosa avesse. Stava immobile seduto sul letto o sul divano, immobile come una statua, come se cercasse un attimo di calma. Io non ho dimestichezza con le cose degli uomini ma sono sensibile e l'aria malinconica si diffondeva nella casa come l'odore delle candele, non potevo fare a mano di avvertirlo. Noi cani abbiamo un fiuto incredibile, ed a volte vorremmo non averlo.

Dicevo che me ne stavo immobile davanti a Lui, non sapevo come fare a consolarlo, voi cosa avreste fatto al mio posto, gli sareste saltati in braccio, ma non sembrava ne avesse voglia, potevo mettermi a correre, no non era il caso, dovevo solo rimanere li immobile a guardarlo cercando di capire cosa vuol dire essere uomini.

Ma e' uno sbaglio.

Non importa sapere cosa vuol dire essere uomini, importa sapere cosa vuol dire essere quell'uomo. Quello che un giorno ti ha comprato, ti ha portato via da una piccola gabbia, ti ha preso in braccio e ti ha portato a casa. Adottandoti ed io adattandomi alla sua vita.

Si mangiava spesso, crocchette secche, io le odiavo, ma qualcuno deve avergli detto che mi facevano bene, ecco una cosa che non e' piacevole dell'essere dei cani. Si mangia sempre la stessa cosa. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. E' naturale poi che quando Guido mangiava io mi mettessi con la faccia da elemosina a cercare d'impietosirlo. Lui mangiva polli e bistecche, la mia passione. Purtroppo ho una bocca enorme ed i pezzettini che mi dava erano piccolissimi, li facevo fuori in un boccone, nemmeno il tempo di gustarne il sapore. La voracita'. Un mio difetto. Avrei mangiato per ore, continuamente, qualsiasi cosa, ma la mia razza ha il fegato debole, anche lo stomaco debole, ed allora non potevo. O meglio Lui non voleva, il mio spirito di sopravvivenza non era cosi' sviluppato da convincermi a rinunciare a tutte quelle leccornie.E pensandoci bene ora, da morto, forse non ha senso fare tanti sacrifici tanto prima o poi la tua ora arriva.

Poi mi piaceva la macchina. Negli ultimi anni Guido non aveva piu' una macchina, ma quando ce l'aveva io cercavo sempre di farmi portare in giro. Mi piaceva stare con il muso attaccato al finestrino e vedere cosa capitava fuori. Lo ammetto avevo un debole per la vita di societa', stavo bene in mezzo agli altri, a chiunque. Quando Lui si fidanzava io ero felice perche' c'era qualcun altra che mi coccolava e si prendeva cura di me. Ha dimenticavo, Lui non si fidanzava mai, tranne una volta, ma mi portarono a casa un altro cane....(continua)