La casa dello gnomo.


Thomas era un bambino seduto dietro nell’auto che tornava a casa.
La strada era circondata da querce, il sole faceva fatica a squarciare l’affollamento di alberi.
“Thomas tra poco passiamo davanti alla casa dello gnomo.” Disse suo padre.
Thomas appoggio la fronte contro il vetro.
“Quando papa’? Quando?”
“Ora.”
Veloce come un apparizione ecco spuntare per un attimo quel muro di legno rosso. La finetra con le tende aperte e fiori gialli nel giatdino.
“Papa’ l’ho vista. L’ho vista.”
“Sssssss, non urlare che svegli lo gnomo.”
Thomas si riaccuccio nel sedile e comincio’ a pensare.
Cos’è uno gnomo?
Come e’ fatto uno gnomo?
Cosa mangia uno gnomo?
Non fece queste domande a suo padre perche’ ogni volta che ci aveva provato aveva ricevuto risposte diverse.
La prima volta gli disse che lo gnomo era piccolo come una mela, poi che era alto come il tavolo della cucina, un giorno disse che mangiava solo fragole, un'altra volta raccontò di averlo visto raccogliere ghiande da mangiare a cena.
Thomas era sicuro ormai che nemmeno suo padre aveva mai visto uno gnomo.
“Papa’ perche’ non andiamo a trovare lo gnomo?” Chiese appoggiando il mento al sedile anteriore.
“Non si puo’.”
“Perche’ non si puo’?”
“Perche’ chiunque venga toccato da uno gnomo diventa come lui..uno gnomo. Non vorrai essere alto come una sedia tutta la vita?”

 

Venti anni dopo

Strano che non ci aveva mai pensato.
Fermarsi e andare a vedere.
Da quando aveva preso la patente ci avra’ pensato mille volte.
Ora vado, parcheggio sul ciglio della strada e vado a vedere.
Non l’aveva mai fatto.
Dal suo ufficio di Ottawa a Lake San Pierre erano mezz’ora di viaggio.
Erano dodici ore che nevicava, e quando passo’ davanti alla casa dello gnomo era gia’ piu’ di un ora che era in viaggio.
Diede la solita occhiata sicuro di vedere la solita scena.
Ma.
Ma non fu la solita scena.
Le tende erano tirate ai lati e c’era una luce all’interno.
Freno’.
Si fermo’.
Rimase li, cinque minuti guardando fisso verso la finestra.
Poi la luce si spense.
Thomas rimise in moto l’auto e si diresse verso casa.

Sua madre aveva lasciato sul tavolo della cucina un piatto di pasta e una bistecca.
Lei era gia a dormire.
Thomas prese dell’acqua dal frigo si sedette e mangio’ pensando a quella luce.
Avrebbe voluto dirlo a suo padre ma suo padre se ne era andato per sempre tre anni prima.
Poteva dirlo a sua madre ma lei non lo avrebbe trovato un valido motivo per svegliarla.
Avrebbe potuto chiamare Jenny, no Jenny no, se la chiamava per questo lei avrebbe pensato che era una scusa per parlarle di altro.
E di che altro poteva parlarle?
Ando in salotto, si sedette sul vecchio divano di fianco alla finestra, tiro’ fuori dal suo zaino un quaderno.
Prese una penna e scrisse.
Gli gnomi esistono, ma se ti avvicini possono scomparire per sempre.