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31 Dicembre 2005

Siamo veramente una massa di coglioni.
Noi umani intendo. Festeggiamo il nostro assassino, felice che passi, e passando si porta via anche noi.
E poi che palle questi servizi al telegiornale su come ci si vestirà, cosa si berrà, cosa si mangerà e cosa cazzo mai si farà per questa cazzata del capodanno.
Vagonate di cibo e alcool, occidentali viziati ed egoisti, mentre altrove altri umani muoiono di fame.
I know. E' un discorso del cazzo, ma porca puttana è vero e dimostra cio' che l'uomo è.
Auguri e mentre ve li faccio toccatevi i coglioni come sto facendo io.

22 Dicembre 2005

Un po' di storie per le vacanze ritrovate fra le cose del passato.
STORIE

18 Dicembre 2005

Non ho mai fatto troppa differenza tra le cose vere e quelle finte.
Anche perchè non c'è una reale differenza tra il reale e il finto quando si tratta di materia.
Ad esempio tra un brutto paio di tette vere e un bel paio di tette finte io sono certo di preferire quelle finte.
Poi anche se mi si fa della filosofia estetica tra la differenza sostanziale tra materia organica e non organica, io non cambio idea.
Altro esempio.
Las Vegas è finta e Firenze è vera.
E chi l'ha detto?
Perchè la pietra e il legno grezzo devono essere piu' veri del compensato?
So la prevedibile risposta, nella pietra e nel legno l'intervento umano minore rispetto a quello che si riscontra nel compensato.
Va bene.
Ma la pietra era nella montagna e il legno nell'albero. La loro "disincarnazione forzata" spezza la poesia del reale.
Ma al di là della poesia, che è l'espressione massima della finzione spacciata per reale, rimane il fatto che tutto è reale nel suo nuovo contesto.
E l'unica cosa che si puo' definire finta appartiene all'uomo, ed è il suo pensiero filtrato dall'opportunismo e dall'ipocrisia.
Un sorriso è finto, un augurio è finto, un complimento è finto.
Non è finta Las Vegas, non sono finte le tette rifatte, non è finta una riproduzione in scala di una Ferrari, è semplicemente una realtà diversa.
Tutto questo ispirato da una serata in cui mi sono ritrovato in mezzo a un centinaio di coetanei che sembravano mio padre, o meglio, uomini maturi in mezzo a me che sembravo un coglioncello appena uscito dalla pubertà.
La conclusione logica mi assolve.
Il frutto non appena giunge a maturazione cade dall'albero e in poco tempo marcisce.
La fine del marcire non mi si addice e rimango immaturo il piu' a lungo possibile, con l'incertezza di dove andro' a cadere, e di quando cadro'.

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Metti che ci sia una storia da raccontare.
A questo punto ci vuole qualcuno che abbia voglia di ascoltarla.
Cosa vedo intorno a me.
Molte storie e pochi ai quali gliene fotti qualcosa.
Non riesco a capire cosa abbia in testa la gente, ma l'impressione è che navighino in un mare di stronzate.
Certo è vero che l'impressione che do è quella di essere un coglione, cosa dalla quale è possibile dedurre che lo sia. Ma questo non basta a descrivere la realtà.
Non fosse altro che per le svariate varietà di coglioni si trovino in giro.
Cioè quale tipo di coglione io sono?
E quale tipo di coglione sei tu?
E a quali genere di coglioni appartenete voi?
Siete dei coglioni maturi, o addirittura cosi' maturi da arrivare fino alle ginocchia.
O siete coglioni acerbi, duri come le nocciole.
O magari coglioni adolescenti pieni di spermatozoi in linea di partenza.
Lo vedi che se anche mi date del coglione, alla fine non siete mai abbastanza cisrcostanziati.
Vi aiuto io.
Sono un coglione di toro, valgo un casino, ai miei coglioni sono affidati centinaia di vitelli.
Figli di cui non conosco ne il nome e tanto meno la madre.
Sono un coglione di toro, di quelli pagati solo per i propri coglioni.
Per questo mi amo.
Dalla mia coglionaggine deriva la mia sopravvivenza.
Vi adoro coglioni.

Giovedi'1 Dicembre 2005

Lascia stare. Non puoi farmi credere che Willy Wonka, quello interpretato da Johnny naturalmente, insomma che Willy si sia sposato con Marylin.

Sposato? Io non ho mai detto che si sono sposati. Semplicemente si sono messi insieme.

Stronzate.

Ehii, li ho visti con i miei occhi ieri sera, sotto il cartellone pubblicitario del Big Lebowski. Uno a fianco dell'altra.

Non ci credo.

Li ho fotografati.

Fammela vedere.

Domani.

Ok domani sono qua e se non c'è la foto dimostri di essere quel conta palle che tutti pensano che tu sia.

Si...come quella volta che avevo visto Babbo natale insieme a Micky Rourke e nessuno mi credeva.

Forse perchè anche quella era una balla.

Ascolta, piccolo stronzo, non ho tempo di stare qui a raccontare balle, io ho visto Mickey Rourke camminare insieme a Babbo Natale e ti diro' di piu' passandogli accanto ho sentito anche di cosa stavano parlando.

Si...davvero? E di cosa stavano parlando.

Di fighe.

Sei proprio uno stronzo.

Guarda qua.....

Ora che hai da dire? Te l'avevo detto che li avevo visti. Cerca di credermi d'ora in poi.

Boh...ma Willy e Marylin....mi sembra assurdo.

Domani vedrai....

Sabato 5 Novembre 2005

Che stai facendo?
C'è un motivo per cui mentre cammino sotto questa meravigliosa pioggia tu non sei accanto a me?
Avrei da dirti alcune cose.
Cazzate.
Ma mi farebbe piacere dirtele e capire come la pensi.
Ad esempio tu che ne dici se un giorno decidessimo di trasferirci a Rovaniemi, nella città di Babbo Natale.
Lo so che fa freddo. Lo so, me lo dicono tutti.
Ma c'è la neve, e tu sai che io amo la neve.
Poi è sempre buio d'inverno e c'è sempre luce d'estate.
Mi piace questa cosa.
Poi si sono le aurore boreali, le slitte, le renne, laghi, e tanta, tanta, tanta natura.
Insomma che ne dici?
Silenzio.
Ma non è detto che esista un tempo prestabilito per dare una risposta.
Quindi non c'è problema.
Io aspetto, prima o poi sentiro' la tua voce dirmi che ne pensi.

Giovedi 20 Ottobre 2005

Ieri sera ero allo stadio, dietro di me un coglione ha bestemmiato per 90 minuti.
Se Dio esiste spero gli metta dell'olio sotto le ruote della moto e lo faccia massacrare contro un muro.
Non so perchè le bestemmie mi diano cosi' fastidio, partendo dal presupposto che dubito dell'esistenza di qualsiasi dio.
Forse perchè nell'eventualità che esista non è comunque con lui che bisogna prendersela se Vieri sbaglia un gol, e nemmeno se ci rubano l'auto,se abbiamo l'influenza, o se uno tsunami fa disastri.
Le colpe hanno colpevoli, nel caso che Vieri non segni la colpa è di Vieri, se ci rubano l'auto la colpa è del ladro, se arriva uno tsunami la colpa è dello tsunami, e se ci prende l'influenza il colpevole è il virus.
Ma gli uomini amano scrollarsi di dosso le loro responsabilità, per questo hanno inventato un personaggio fantastico chiamato Destino, e nel caso siano vittime e non responsabili amano alimentare il proprio ego guardando verso l'alto e prendendosela con Dio.
In realtà se Dio esistesse non dovrebbe prendersi piu' cura di noi, ma eliminarci completamente, senza crudeltà, semplicemente rendendoci sterili e incapaci di procreare nuove mostruose creature.
In un secolo la terra tornerebbe libera dall'invadenza umana, la natura riconquisterebbe i territori perduti, nessuno bestemmierebbe piu', e non ci sarebbero piu' spettatori per l'isola dei famosi o il grande fratello.
Anche il ricordo di grandi geni televisivi come Costantino, Maurizio Costanzo, Santoro o Bruno Vespa non potrebbe piu' essere alimentato.
Nessuno che legge libri di storia e la storia scompare.
Nessuno che ascolta musica e la musica scompare.
Nessuno che si nutre l'anima con opere d'arte e l'arte scompare.
Insomma, sparisce l'eccezione di un cervello troppo sovrastrutturato, sparisce la ricerca dei piaceri sofisticati, sparisce la competizione dell'apparenza, spariscono droghe e drogati, e via tutte le ideologie e coloro che le hanno create, spariscono i progetti, spariscono le mode, i miti e le nevrosi.
Immaginate un mondo senza uomini.
Rimane la crudeltà della natura, la lotta per la sopravvivenza, il forte che mangia il debole, e il tempo che nessuno conta.
Beh, pensandoci, sarebbe lo stesso un mondo senza senso, almeno dal punto di vista dello stormo di passeri che fuggono davanti alla fame del falco.
Fame.
Cazzo la fame.
Il problema è li, nel nutrirsi.
Esaminiamo le differenze, al mondo esistono gli organismi autotrofi, come piante, muschi, alghe ecc. che si nutrono mediante la fotosintesi usando energia luminosa catturata grazie alla clorofilla e parecchie specie di batteri che si "nutrono" grazie alla chemiosintesi usando energia chimica sottratta ad altre sostanze presenti nell'ambiente. Sia trattandosi di fotosintesi che di chemiosintesi, questi organismi sono in grado di assorbire semplici molecole minerali e - con l'aiuto di energia luminosa o chimica - costruire, con tali pezzi elementari, le grosse molecole del metabolismo cellulare.
Poi ci sono gli organismi eterotrofi, come animali (uomo compreso), funghi ed altre specie di batteri che, non essendo in grado di fare come i precedenti, devono già trovare ed assorbire le grosse molecole che contengono l'energia base per le funzioni metaboliche.

Bene ora è tutto chiaro.
Per un mondo di pace Dio deve eliminare tutti gli orgasnismi eterotrofi e salvare gli organismi autotrofi.
Semplice no? Altro che bandiere della pace del cazzo.

Mercoledi' 19 Ottobre 2005

L'inverno è assolutamente la stagione che merita piu' rispetto.
Il signor Inverno, quello che abita in quella casa di legno, in mezzo a quel bosco, in mezzo a quella neve, con quell'unica strada che porta a Lui e da lui si allontana.
L'inverno si capisce che è in casa, perchè la sera si intravede la luce del fuoco, di giorno basta guardare se esce fumo dal camino.
Non abita nessuno con lui.
E il fatto che non abbia ne moglie ne figli passa inosservato, deve essere la considerazione spontanea che un uomo cosi' freddo non possa essere amato.
Dicono che vesti una giacca di pelle di montone e calzoni di daino. Stivali consumati e guanti di lana.
Puo' un uomo freddo avere freddo?
Si.
Almeno a considerare dall'abbigliamento del Signor Inverno.
Tutti conoscono la sua curiosità, l'hanno provata migliaia di volte, lanciando pietre contro i vetri di casa sua e osservando gli occhi dell'Inverno affacciarsi improvvisamente per capire chi le abbia lanciate.
Ce ne vuole perchè si stufi di guardare, nonostante fuori non si veda nessuno, lui osserva come sperando che sentendosi tranquillo il lanciatore di sassi esca allo scoperto.
Ma non accade mai.
Il lanciatore di sassi lancia e scappa.
Dicono che Inverno abbia pianto, un giorno, di non si sa quanto tempo fa.
E di quel pianto è rimasta una perla d'acqua ghiacciata, rimasta in bilico sul davanzale del suo sguardo.
Ad inverno piace, piace vederla, gli ricorda quell'era di riscaldamento globale, quando i ghiacci si sciolsero e i mari conquistarono terra, e gli uomini si ammassarono sulle montagne, e le montagne sotto il peso di tutti quegli uomini collassarono e diventarono isole.
Inverno non c'era, ma devo averlo letto da qualche parte al suo ritorno, che tutti lo cercavano.
E ora che è tornato nessuno se ne accorge.
A me l'inverno piace.
Perchè cerca di ripulire la merda umana coprendola di neve.
Perchè cerca di ritardare che le cose marciscano ghiacciandole.
Perchè mentre tutti parlano lui sta in silenzio e riesce a non ascoltare.
Mi piace perchè è la stagione preferita dal fuoco, perchè al fuoco da una ragione di essere.
E' la stagione preferita dall'acqua, perchè l'asciuga trasformandola in neve e ghiaccio.
A me l'inverno piace, perchè quando d'estate i coglioni riempiono le spiagge lui se ne è già andato, e non si fa vedere fino a che le spiagge non tornano deserte.

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L'umanità mi fa ribrezzo
L'umanità mi fa schifo, e tolte rare eccezioni, è composta da una massa di coglioni nocivi per se e per gli altri.
Credo che il declino sia nato con l'invenzione dei numeri e degli specchi.
Per tornare a una civiltà che mi ispiri rispetto devo fare un salto indietro nel tempo di 500 anni, praterie degli Stati Uniti, Tribu' indiane.
Poi arrivo' un genovese, e la favola fini'.

Martedi' 27 Settembre 2005

Vergine di naso e di culo.
Ecco come potrei definirmi, aggiungendo che sono piu' orgoglioso della mia verginità nasale, un po' meno di quella posteriore.
In parole povere non ho mai provato ne cocaina, ne droghe simili.
Ora sento che il tipo in galera ha detto: "Curatemi sono malato."
Ma siamo pazzi.
I malati sono in ospedale non in mansarda a fare festini con fighe e coca.
A meno che la sua malattia non si chiami deficenza cronica dell'uso del cervello con stronzaggine annessa e perversione.
Ma se basta dirsi malati per giustificare tutto allora siamo nella merda.
Tu fai o ti fai del male e poi ti giustifichi dicendo di essere malato, e se ti va bene otterrai anche qualche sguardo di compatimento e pietà.
Il problema è che nel momento in cui si crea un alibi preventivo è piu' facile poi distruggere o distruggersi.
Quando ero giovane ebbi degli attacchi di panico, a quei tempi, tranne i neurologi, nessuno sapeva cosa fossero, e quando mi arrivavano non potevo trovare nessun alibi medico.
Insomma io ero nella merda, sentivo la testa scoppiarmi, sentivo che non avevo il controllo su me stesso, ma non potevo chiedere aiuto perchè apparentemente ero sanissimo.
Non avevo alibi.
E allora ho dovuto tenermi la malattia, combatterla da solo, stando male come un cane, ma combatterla era l'unica strada che avevo per tornare a vivere, combatterla perchè non si puo' convivere con un disagio che gli altri non riconoscono come malattia.
Poi gli attacchi di panico hanno cominciato a diffondersi, oggi tutti sanno che è una malattia, bene, anzi male, guarire da una malattia universalmente riconosciuta è piu' difficile che guarire da un fantasma.
C'è l'alibi.
Sono malato, comprendetemi, e compatitemi.
Bella stronzata.
Lo stesso accade per i drogati.
Oggi chi si droga sa che una volta arrivato all'ultimo stadio potrà assumere il ruolo di vittima.
Per me il drogato è solo vittima di se stesso, e non esistono ragioni per cui uno diventi coscientemente schiavo di una droga.
E la cosa che mi fa piu' incazzare è che tutti questi soldi spesi per cocaine, canne, acidi e merda varia vanno a finire alla criminalità organizzata.
Cioe' se la mettono nel culo due volte, prima diventando dei rincoglioniti sotto effetto e poi dando i soldi ai cattivi.
Ho scritto ai cattivi, perchè non mi veniva altra parola, certo che l'aggettivo "cattivo" per un tossico non ha lo stesso significato che ha per uno che si fa il culo tutti i giorni per guadagnarsi da vivere.
Bisogna imparare a guadagnarsi i soldi per capire quanto sia da incazzarsi prendere atto dell'esistenza di delinquenti, ladri e criminalità varia.
Ok.
Per oggi è tutto.
Torno ad ascoltare Renato Zero.

Martedi 20 Settembre 2005

Accadono cose curiose al mondo, come essere invitati alla presentazione della Fiat Punto in una mega festa per mega sfigati (io compreso che c'ero) e scoprire che bere una birra costa dieci euro.
Sti cazzi...
Va bene tutto ma finanziare le festicciuole di lapo mi sembra troppo.
E non ho bevuto.
Dal Libro "Sillogismi dell'amarezza" di Cioran:
"E' facile essere "profondi"; basta lasciarsi sommergere dalle proprie seghe mentali.
Meraviglioso.
Pagina 11:
"Nella stupidità c'è qualcosa di serio che, meglio orientato, potrebbe moltiplicare il numero dei capolavori."
E' un genio.
A me stamattina mi è venuta in mente una cosa:
Pensavo che l'ignoranza non è nel non aver studiato o nel non aver letto.
La vera ignoranza è nell'aver letto un sacco di stronzate e trovarle credibili, al punto tale di influenzare le nostre opinioni.
Quindi nella mancanza totale di cultura non c'è ignoranza, anzi al contrario, c'è la possibilità di un giudizio sincero e senza pregiudizi.
E con questo mi libero in un solo colpo di tutti quegli intellettuali del cazzo che ti fanno pesare il loro cervello stracolmo di stronzate.
Ogni giorno che passa il fascino della solitudine aumenta, fino a diventare irresistibile.
Dio come sto bene per i cazzi miei, la sera in casa col cane che mastica il suo osso, la serata programmata davanti alla televisione:
l'apertura dei pacchi in condivisione con Giuliano Ferrara.
Poi se va di culo una bella partita di calcio o qualche altro talk show su una tv minore.
Poi vai con Vespa o Mentana, a seconda dell'argomento.
E poi a nanna felice come una pasqua.
Cazzo, ditemi voi se questo è rincoglionimento o il tanto atteso raggiungimento di una saggezza che porta il corpo ad adagiarsi su un divano per non alzarsi piu' fino alla mattina dopo.
Naturalmente le donne diranno: rincoglionimento.
Del resto per loro uno come è da evitare come la peste.
Niente week end in giro, niente seratine al ristorante, niente viaggi a sorpresa, il massimo che possono aspettarsi è di trovare un posticino striminzito accanto a me sul divano, o, come alternativa, andarsene in qualche bar con l'amica del cuore a raccontare quanto il Prussia si sia rincoglionito.
E' per questo che quando all'orizzonte si avvicina la possibilità di dividere la mia vita con un essere femminile il mio super ego si ribella e mi urla: MA SEI PAZZO!!! CAZZO TE NE FAI DI UNA ROMPICOGLIONI IN CASA?
Io balbetto un po', cioè, dico, una donna non è poi una cosa tanto male con cui dividere un po' di tempo.
PATETICO... dice il mio super ego, FAI UNO SFORZO DI FANTASIA E PENSA A TUTTO IL RESTO...
Il resto cosa?
IL RESTO....OK, VUOI VEDERTI LA PARTITA E LEI TI GUARDA CON ARIA DA PASSEROTTO IN GABBIA E TI CHIEDE DI USCIRE, VUOI FARTI DA MANGIARE DEGLI SCHIFOSISSIMI BASTONCINI DI PESCE E LEI TI DICE CHE STASERA FARA' QUALCOSA DI PIU' SALUTARE E CARINO....COME SE IL CIBO POTESSE ESSERE CARINO....CAZZO C'E' UN COMUNISTA CHE DICE STRONZATE IN UN TALK SHOW, TU LO MANDI AFFANCULO E LEI TI DICE DI ESSERE MENO VIOLENTO E CHE POI ANCHE LEI E' STATA DI SINISTRA, E FORSE LO E' ANCORA.... C'E' LA RAGAZZA DALLA BIELORUSSIA CHE VUOLE CHATTARE CON TE E CHE AMA FARTI VEDERE LE SUE TETTE IN WEB CAM E LEI TI STACCA LA CONNESSIONE PERCHE' CERTE MAIALATE APPARTENGONO AL PASSATO..ORA C'E' LEI, POI FRUGANDO DIETRO I LIBRI TROVA LA TUA RACCOLTA DI PORNO E TI DA DEL PORCO, E L'UNICA COSA CHE RIESCI A DIRE E' CONFESSARE, CHE SI E' VERO...SEI UN PORCO E PENSI...PERCHE' NON LO E' ANCHE LEI....
E POI QUANDO COMINCI AD ABITUARTI AD AVERE UNA ROMPIPALLE CHE GIRA PER CASA, QUANDO ADDIRITTURA RIESCI A VEDERNE SOLO I LATI POSITIVI, INSOMMA QUANDO FINALMENTE STAI TROVANDO UN TUO EQUILIBRIO, QUANDO COMINCI A DIRE AI TUOI AMICI CHE FORSE LA AMI ECCO CHE ACCADE...ACCADE CHE LEI PARTE PER UN SEMINARIO DI RECITAZIONE IN UNA BAITA IN MONTAGNA, INCONTRA UN OMOSESSUALE INDECISO CHE LE MOSTRA TUTTA LA SUA AMBIGUA SENSIBILITA', UNO CHE ODIA IL CALCIO, CHE E' CHIARAMENTE COMUNISTA, CHE AMA I VIAGGI, LE AVVENTURE E L'ARTE, UNO CHE NON HA MAI FATTO DEL SESSO VIRTUALE, UNO CHE NON CAPISCE COME CI SI POSSA ARRAPARE DAVANTI A UN FILM PORNO, INSOMMA UN UOMO, INSOMMA NON PROPRIO UOMO, UN ESSERE, DICIAMO, PERFETTO.
E LEI COSA FA?
SE LO TROMBA, ANCHE PER VENDICARSI DEL TUO DIVANO, DELLA TUA TELEVISIONE, DEI TUOI INSULTI AI COMPAGNI, E SOPRATUTTO PER VENDICARE IL SUO ORGOGLIO FERITO DA UNA MAIALONA BIELORUSSA CHE SOLO CON LA CAM RIUSCIVA AD ARRAPARTI PIU' DI QUANTO LEI FACESSE DAL VERO.
E SEI CORNUTO.
POI TORNERA' A CASA, PER QUALCHE GIORNO FARA' FINTA DI NIENTE, MA TU INTUISCI CHE LE SUE PRETESE SONO DIMINUITE, CHE NON SI ARRABBIA PIU', CHE E' STRANAMENTE TRANQUILLA...FINO AL GIORNO IN CUI....
IN CUI SCOPPIERA A PIANGERE TRA LE TUE BRACCIA MALEDICENDO QUEL CULATTONE CHE NON LA VUOLE PIU', PERCHE' E' NORMALE CHE UN CULATTONE NON POSSA VOLERE UNA FEMMINA, COSI' FEMMINA, COME E' LEI.
E TU LA MANDERAI VIA DI CASA.
LEI ANDRA' DALL'AMICA.
L'AMICA IN QUALCHE MODO FARA' IL MIRACOLO DI RICORDARE ALLA TUA BELLA DI COME ERI INUTILE, STUPIDO, STRONZO E NOIOSO.
TU SENTIRAI LA SUA MANCANZA.
LEI NON SENTIRA' LA TUA.
TU VORRAI USCIRE E TI COSTERA' UNA FORTUNA.
LEI VORRA' USCIRE E TROVERA' SEMPRE QUALCHE COGLIONE DISPOSTO A PORTARLA FUORI PAGANDO TUTTO.
LEI METTERA' ALLA PROVA LA SUA CAPACITA DI TROMBARE AMANDO A DESTRA A SINISTRA.
TU METTERAI A PROVA LA TUA CAPACITA' DI AMARE TROMBANDO QUALCHE ZOCCOLA.
E POI PASSERA'.
MENO MALE CHE CI SARANNO ANCORA LE PARTITE, E GIULIANO FERRARA, E BRUNO VESPA E LA MAIALONA BIELORUSSIA SARA' ANCORA LI, FEDELE COME UN LABRADOR, E TI CHIEDERAI PERCHE'....
E PIU' TE LO CHIEDERAI, MENO TROVERAI UNA RISPOSTA.
QUINDI VIVA LA SOLITUDINE

Questo è il monologo del mio super ego, attore mancato, ma che ama la ribalta della coscienza e gli applausi del senno di poi.
E stasera che partita c'è???

Lunedi 12 Settembre 2005

Esistono convergenze misteriose che portano pensieri comuni ad incontrarsi.
Accade che riesca a trovare filosofi che rispecchiano le mie certezze, e il leggerli è salutare come lo è accorgersi di non essere soli.
Due fra tutti: Cioran e Popper.
Il primo è rumeno ma visse a lungo a Parigi dove è morto nel 1995.
In questi giorni sto leggendo, edito da Adelphi, La caduta nel tempo.
Il secondo nasce a Vienna nel 1902, muore nel 1994, ma le sue idee rappresentano lo sviluppo piu' importante nella filosofia del xx secolo.
Ad unirli è una visone realistica dell'esistenza umana.
Ed è inevitabile che una visione realistica venga percepita dalla massa come visone pessimistica.
I due scrittori sono "coraggiosi", evitano ogni romanticismo, non si lasciano tentare dalle ideologie, sono lucidi e nella lucidità sono veri.
Tutto il contrario di quel filosofo idealista chiamato marx, filosofo vigliacco, incapace di interpretare la realtà degli uomini, ma tentato dal serpente dell'ideologia, dalla voglia di sovrastimare il genere umano per puntellare le sue idee impossibili e ipocrite.
Caro Marx hai forniti un alibi perfetto a mucchi di criminali, e questo perchè ogni criminale ha bisogno di un alibi ideologico per giustificare le sue nefandezze di fronte a se stesso e al mondo.
E come tutti i profeti di ideologie impossibili, Marx è un vigliacco, incapace di guardare la vera natura umana negli occhi, incapace di percepire l'incapacità dell'essere umano di solidalizzare con i suoi simili.
A questo punto il discorso andrebbe approfondito ed io non he ne voglia ne la capacità intellettuale.
Io mi affido alle sensazioni superficiali, ai pruriti, ai rossori della pelle, al pallore o all'abbronzatura.
Non ho il dono di dare diagnosi esatte ai vari segnali "profondi", quindi li ignoro.
E per questo trionfa il cinismo.
Al cinico non gliene frega nulla delle scenografie, di cio' che sta dietro, delle motivazioni, al cinico interessa il risultato, la fotografia dell'attimo, la descrizione della realtà, cosi' com'è.

Scrisse Cioran:
Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli é servito nascere?". Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.

Scrisse Popper:
Somigliamo a un uomo scuro che cerchi in una stanza buia un cappello nero che forse non c'è.

E io rimango affascinato da questa visione minimalista dell'essere umano, cosi' come rimango affascinato dal coraggio della formica che sale sulla mia gamba e procede verso l'alto incurante del fatto che sta scalando un gigante.
Gli inventori o i fruitori di ideologie sono invece i vigliacchi, i paurosi, che cercano con l'inganno di trasformare con l'inganno la formica in gigante e viceversa.
Sono quelli che danno all'uomo obiettivi massimalisti, quelli che giudicano ogni azione con la miopia indotta da una fede ignorante in qualcosa di superiore.
Sono quelli che sono contro la guerra senza saper distinguere i vari tipi di guerra.
Sono quelli che sono per la pace, fino a che nessuno osi mettere in discussione i loro privilegi.
Sono quelli che parlano dei poveri da ricchi, e parlano dei ricchi recitando da poveri.
Sono i vigliacchi che marciano in massa, che ballano attorno ai tamburi da Perugia ad Assisi, sono i razzisti che dall'alto delle loro ideologie buoniste guardano lo scettico che non crede alla pace a tutti i costi.
Ok.
Ci siamo capiti.
Tutto questo per dire che a volte i simili si cercano, e alla fine a volte si incontrano, ed io fortunamente ho incontrato Cioran e Popper.
Mi sarebbe piaciuto prendere una birra insieme a loro .

Venerdi' 3 Settembre 22005

Lo so ho sbagliato a scrivere la data. Ma fatevi i cazzi vostri.
L'uomo è incazzato. Molto incazzato. Anzi schifato, nauseato.
Se si lasciasse prendere dall'ira non esiterebbe a definire l'italia un paese di merda, con abitanti di merda.
Lo pensa mentre cammina alle nove del mattino scansando bottiglie di birra e dovendo faticare non poco per far si che il suo sguardo eviti di incontrare falci e martelli graffitati sui muri.
E poi scritte assurde dappertutto.
Tipo: Fuoco sulla polizia, Okkupiamo le case, piombo sui fascisti, Berlusconi bastardo, Bush nazista e cazzate di questo genere.
E tu che non puoi evitarle, una specie di minculpop gestito involontariamente dalle bombolette spray di una banda di coglioni.
Ma dove devo guardare? Verso il cielo?
Ma soffro di cervicale, e il cielo in questa città di merda è un rettangolo che spunta a malapena dall'ottavo piano in su.
E non cambierà. Al limite peggiorerà.
La palla di merda ha trovato una rassicurante inerzia in questa discesa, la corsa senza fatica, il traguardo senza scopo, la ribellione senza causa.
E non parlatemi di dittature, non prima di aver consapevolezza di questa dittatura del popolo, la peggiore, con gli ignoranti al potere, la massa lamentosa che si lamenta dei loro perfetti rappresentanti.
Il politico e l'elettore che si identificano perfettamente nell'esaltazione del brutto e dell'ignoranza.
Non c'è via d'uscita.
E ci sono ancora comunisti in giro. Ma vi rendete conto? Ci sono ancora comunisti in giro.
Il comunismo, quella splendida cosa che tutti noi occidentali ringraziamo, perchè senza il comunismo con il cazzo che si andava all'est a trombare in cambio di un paio di calze.
Col cazzo che migliaia di ragazze si mettevano su Internet sorridenti a caccia di un marito occidentale.
Col cazzo che si andava a Cuba a trombare le ragazzine in cambio di qualche dollaro.
Che figo il Comunismo.
Ha abbassato il prezzo della figa.
Quello che l'america non riesce a fare con il petrolio.
E tra il petrolio e la passera la scala di importanza è difficilmente ponderabile.
A proposito di America.
L'uragano Katrina (nome di merda, l'avrei chiamato bastardo senza tanta poesia) ha fatto a pezzi e New Orleans e zone limitrofe.
Sento in giro, tra i sinistroidi nostrani, una sorta di compiacimento, una specie di soddisfazione sadica, come se dio avesse voluto giustificare il loro antiamericanismo, anzi, con quella puttana di katrina dio sembra essersi arruolato tra i no global, tra i terroristi islamici, insomma con tutti quelli che ce l'hanno con il satana americano.
Quale miglior kamikazen di una natura incazzata che non ha nulla da perdere, e i titoli arrivano naturali, la vendetta della natura.
Ma si, diamo alla natura la capacità di meditare vendetta, poi vediamo i numeri, negli ultimi anni gli uragani sono aumentati ad è aumentata la loro forza.
Cazzo, colpa dell'effetto serra, e l'effetto serra fa incazzare la natura, e la natura si vendica.
Semplice no?
E con chi si vendica?
Con gli americani che non hanno firmato il protocollo di Kioto.
Strana sta faccenda del protocollo, sembra che gli Americani siano proprio stronzi, ma volevo informarmi, e tra mille insulti anti imperialisti e propaganda di sinistra ho trovato un piccolo paragrafo:
In un commento pubblicato dalla Science & Environmental Policy Project (www.sepp.org, the week that was 25 dicembre) il dr. Alister McFarquhar del Downing College, Cambridge, ha scritto: “L’anidride carbonica non è un inquinante ma un fertilizzante per vegetali e alberi. I dati raccolti dai satelliti e daii palloni aerostatici non ci forniscono chiare evidenze di riscaldamento globale nei passati 25 anni.
Molti scienziati sostengono che se di riscaldamento si può parlare questo sarà minore di 1 grado centigrado entro il 2100. E sarà quindi gestibile senza le limitazioni imposte dal protocollo di Kyoto. Le probabilità che il clima possa subire variazioni dall’aumento dei gas serra sono troppo basse per giustificare una radicale riduzione delle emissioni.
Il costo del protocollo di Kyoto potrebbe cancellare ogni promessa di sviluppo economico. La Cina e l’India con quasi metà della popolazione mondiale saranno i paesi dove maggiori saranno le emissioni di gas serra, e il protocollo di Kyoto non prevede nessun impegno di riduzione di gas serra per loro.
Le previsioni di un catastrofico riscaldamento del pianeta si basano su un modello computeristico (The Hockey Stick model) le cui capacità scientifiche sono discreditate. Nella disputa scientifica in corso, i sostenitori della teoria del riscaldamento globale invocano in propria difesa il consenso acquisito, ma se nella storia della scienza avesse prevalso il “consenso” allora saremmo ancora in un mondo pre-Galileiano”

Forse sono tutte palle, ma forse lo sono anche tutte quelle che sostengono il protocollo di Kioto.
E comunque chi da alla natura una natura vendicativa che colpisce a caso tra la popolazione inerme è semplicemente un imbecille, uno di quelli che spera nella catastrofe per poi vantarsi con gli amici di averla prevista.
Mattina da incazzato.
Con una foto di Follini che mi capita davanti a tradimento dal giornalaio. Sento una specie di conato di vomito, sarà quella faccetta da professorino, sarà l'incapacità di digerire tutta questa massa di paraculate democristiane.
La lotta per il potere è esteticamente disgustosa.
Molto meglio andare su internet, a caccia di mogli figlie del comunismo.

ID: F1422
Nome: Natalia
Eta: 26
Data di nascita: 1978-11-28
Paese: Belarus
Citta': Minsk
Altezza: 160
Peso: 47
Fisico: corporatura media
Colore di capelli: castani
Colore di occhi: azzurri
Fede: ortodossa
Educazione: l`universita
Professione: logistica
Stato civile: single
Quanti figli ha: 0
Racconta dei figli se ci sono:
Lei fuma: no
Alcol: no
lingue parlate:
Inglese: Parla perfettamente.
Tedesco: Capisce e puo' tradurre un testo semplice. Ha bisogno di traduzione.
Italiano: Parla perfettamente.
Francese: Non sa nulla, ha bisogno di traduzione.
Spagnolo: Non sa nulla, ha bisogno di traduzione.
Altre lingue:
Racconta di se: sono seria,onesta,responsibile ,calma...
Eta di uomo: 32 - 42
L`uomo ideale: serio ,responsibile,onesto,affetuoso ,intelegente l`uomo con il senso di gumorismo
GRAZIE MARX, FORSE ANCHE IO TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI, IN CAMBIO DI UN SOGNO OCCIDENTALE E CAPITALISTA.
E lasciatemi scrivere qualcosa anche a me su questo muro virtuale:

Sabato 29 Agosto 20045

La velocità con cui passo dalla realtà al sogno mi lascia perplesso.
Passo dal telegiornale del mattino in Via Malaga a Milano a ritrovarmi sull'Isola di Lampedusa a guardare queste muraglie naturali di scogli e pietre. (In realtà io a Lampedusa non ci ho mai messo piede.)
Poi riapro gli occhi, il tempo di accarezzare il cane e mi ritrovo in una stanza con una ragazza mora che dapprima non mi caga, poi vedendo che tutti coloro che sono nella stanza hanno un atteggiamento cordiale con me, dapprima saluta poi si lascia palpare le tette come se fosse la cosa piu' normale del mondo.
Senza contare il fatto che mio padre va e viene in ogni sogno con atteggiamenti schizofrenici che passano da un tenero affetto a una violenta contrapposizione.
Ogni notte ed ogni mattina, abbandono la vita reale per andare in questi mondi paralleli che stanno diventando troppo reali.
I personaggi che incontro in questi sogni hanno caratteristiche felliniane, trucchi pesanti, atteggiamenti provocanti, senza pero' che nessuno, dei personaggi del sogno, ne avverta la pesantezza o la sconcezza.
Come se il sogno rendesse naturale cio' che nella realtà sarebbe pacchiano.
Ora di fronte a queste vite parallele io mi trovo come un marinaio che osserva se stesso dal molo mentre si allontana nell'oceano a bordo della sua nave.
L'uomo "reale" è quello sul molo, l'uomo del sogno si allontana sulla barca.
Poi pero' accade qualcosa di strano.
L'uomo sulla barca ha un attimo di consapevolezza e si accorge di osservare quell'uomo immobile sul molo.
Per farla breve l'uomo del sogno riflette sull'uomo reale.
Detta cosi' sembra una stronzata, e forse lo è.
Ma l'effetto è incredibile.
Chiedersi nel sogno che ne sarà dell'uomo che si sveglierà di li a poco.
Una consapevolezza allo specchio, la sensazione che nulla è assoluto, e che ogni rapporto reale potrebbe essere........

Venerdi 26 Agosto 2005

Fleur Jaeggy, “Le statue d’acqua”KATRIN:

Sono passati soltanto cinque minuti da quando vidi una cornacchia stagliarsi tra alberi e cielo – dopo un piccolo volo esaltante camminare monca e rapida verso di me. Avrete visto anche voi camminare le aquile nelle voliere, il loro incedere è come un’agonia maestosa e gli occhi levigati d’odio assentono al congedo. Io non sentivo in quel momento l’inclinazione puritana a fare di un’innocua visione una favola, ma guardando la cornacchia vi era nel suo modo di indugiare, di starsene ferma, una specie di ostinata attesa, come se stesse seguendo un suo pensiero, direi quasi spirituale, come se stesse per dirmi qualcosa, forse di pensare all’acqua – o di seguirla, non sapevo, cercavo di capire guardandola negli occhi, ma gli occhi della cornacchia si volgevano altrove, opponevano al mio sguardo due minuscoli ritagli di velluto.

Martedi 23 agosto 2005

Vacanze finite con la sensazione che non siano mai cominciate.
Tempo fresco.
Bella abbronzatura.
Nessuna nuova consapevolezza.
Un fastidio rinnovato verso intellettuali, artisti e tutti coloro che non avvertono la patetica condizione dell'essere umano anche nella sua condizione migliore.
Un abbraccio a tutti i consapevoli, a coloro che avvertono nell'umanità non un soffio divino, ma un alito puzzolente e fetido.
Perfetto, non male come inizio, una buona dose di ottimismo.
Anche perchè questa umanità dall'alito puzzolente nasconde anime sublimi, pensieri eccelsi, sguardi illuminati e filosofie intrise di saggezza.
Sono anime solitarie, spesso emarginate, sempre nascoste, si manifestano a volte attraverso le loro opere, ma le loro opere sono timide come loro, quasi nate per caso, non il risultato di un ego che vuole manifestarsi, ma piuttosto la rappresentazione visiva dell'anti-ego, di quella parte di noi che sfugge a noi stessi e si rifugia nella caverna dei desideri irrealizzati e irrealizzabili.
Quest'estate mi sono tuffato a capofitto nell'immondizia umana andando una settimana in un villaggio turistico.
Code per pisciare, per lavarsi, per mangiare, per un giro in canoa e per il caffè.
Sveglia all'alba per avere una sdraio e poi sopportare discorsi patetici e assurdi per tutta la giornata.
Con l'avvocatessa che non sa cos'è un branzino, una mamma che si dimentica della figlia perchè deve farsi una scopata con un animatore, un anarchico amante di Bakunin che si incazza perchè è finita la torta, una donna di colore alla ricerca di un nuovo padre per i suoi due figli, e uno psicopatico che crede di essere la reincarnazione di Brad Pitt. E vaglielo a spiegare che Brad Pitt è ancora vivo.
Era una spiaggia, sembrava una discarica, con pensieri buttati via senza nemmeno l'accortezza di nasconderli in sacchetti della spazzatura.
Parole libere di rappresentare il nulla, e il nulla libero di rappresentarsi con l'alibi di una vacanza dal lavoro e dall'intelligenza.
E in mezzo a questo pattume qualche sprazzo di luce.
Rare anime in mezzo a un tappeto di corpi al sole.
La speranza non è nella massa, ma nell'individuo che la massa non riconosce.

Mercoledi' 3 Agosto 2005

La ragazza appende il cartello sulla porta del negozio.
Ha perduto il suo gatto e lo cerca disperatamente.
Nel cartello la foto del gatto e il suo numero di telefono.
Adesso mi metto a piangere, dice.
Io continuo a leggere le news sul computer, cinico.
Poi mi dice "grazie" e avverto sul finire della parola la gola che si strozza, il singhiozzo trattenuto.
La guardo uscire e la vedo asciugarsi una lacrima.
Sono un bastardo, penso.
Io e il mio cinismo di merda.
La ragazza soffre davvero, e senza quel singhiozzo non me ne sarei nemmeno accorto.
Questo e' cio' che mi fa schifo di me.
Questa salsa agrodolce che è il mio carattere.
Questa incomprensibile capacità di emozionarmi e di non emozionarmi.
Freddo e caldo senza che ci sia una possibile capacità di prevedere chi, tra freddo e caldo, avrà la meglio.
Ma è certo che i sentimenti mi smuovano l'anima solo quando coinvolgono gli altri.
Se di mezzo ci sono io, li osservo come uno spettatore estraneo, con il cinismo di chi sa che dietro quella lacrima o quell'addio c'è una cinepresa ed un regista che controlla la recitazione, e non è mai contento.
Per questo non ditemi che "avreste potuto amarmi", non dite che "avreste potuto dividere del tempo con me", non ditelo, eliminate il pensiero ed eliminerete anche quel condizionale che mi fa girare i coglioni.
Esistono handicap dell'anima che non si vedono.
Esistono stampelle dello spirito che essendo invisibili non spingono alla commiserazione.
Esistono cibi che si conservano solo a basse temperature, esistono uomini che resistono a se stessi solo grazie al ghiaccio di cui si ricoprono.
Esistono, e sono piu' numerosi di quel che si crede, semplicemente perchè gli handicap dell'anima sono invisibili anche a chi li porta.
Non c'e' commiserazione, ne pietà per se stessi, al limite il fisico è un po' rammollito, le forze ridotte al minimo indispensabile e le palpebre ballano sul ritmo di un tic nervoso.
Poi si cercano soluzioni.
Magari ci si guarda intorno, si cercano persone che possano capire, si gioca al gioco della verità, e ci si riscopre soli.
Allora si aspetta l'alba e ci si stira i muscoli assieme al cane, sul letto, con il telegiornale che relativizza il tutto con la sua dose giornaliera di pessime notizie.
Si prende consapevolezza che l'unica cosa insostituibile nell'universo sono una massa di leggi fisiche che ne regolano l'equilibrio.
Sono leggi perfette e spietate.
Manca un meno, ed è subito bilanciato dalla scomparsa di un piu'.
Si apre un buco, qualcosa lo riempe.
La fisica non lascia spazio al concetto di mancanza.
Il fatto che noi siamo fatti degli stessi mattoni di cui è fatto tutto l'universo non lascia spazio alle interpretazioni.
Buttato giu' il muro si vede l'orizzonte, ma di sicuro i mattoni di cui era fatto quel muro avranno oscurato un altro orizzonte.
Di fronte a questo cinismo involontario ricerco emozioni in involontari momenti di verità.
Quando la mente non è abbastanza pronta a filtrare se stessa, e mostra i suoi veri pensieri.
Il concetto di vero trova la sua sostanza nella mancanza di interpretazioni, nell'annullamento dell'analisi comparativa tra cio che si prova e cio' che si è provato in precedenza.
Praticamente gli uomini che hai incontrato erano tutti stronzi, ma questo non ti porterà ad evere paura del prossimo che incontrerai.
Buone vacanze.

Domenica 31 Luglio 2005

Ci sono alcune cose non tornano.
Ad esempio cosa gliene frega agli Islamici integralisti di farci fuori.
In fondo noi infedeli siamo già condannati ad una eternità infernale.
Eppure, nonostante questa loro certezza, si sentono in dovere di romperci il cazzo durante la nostra breve vita che dal loro punto di vista dovrebbe essere solo una brevissima parentesi prima della dannazione.
Tutto cio' puzza.
Puzza, perchè forse le loro certezze non sono cosi' certe.
Altrimenti si accontenterebbero del loro paradiso, e avrebbero abbastanza soddisfazioni dal vedere che ci facciamo il culo quotidianamente per una sopravvivenza che è solo trampolino di lancio verso un mare di fuoco.
E poi perchè convertire?
A che servono le conversioni?
A nulla.
Molto meglio godere in pochi del paradiso.
Molto meglio sentirsi eletti di fronte a Dio, tutta questa storia delle conversioni di massa puzza.
Dio non è per la massa. Se mai esiste.
Dio è per un elite di illuminati.
Gli Dei della massa non si trovano in paradiso, ma in televisione.
Bye.

Lunedi 27 Giugno 2005

Crederci non deve essere male.
Credere di crederci, intendo.
A qualcosa almeno, qualunque cosa.
Ad esempio mentre te ne stai a piedi nudi sotto un albero nel parco e ti fumi la tua bella canna puoi credere che stai facendo un atto rivoluzionario.
O mentre con la bomboletta scrivi sui muri: 10, 100 1000 Nassiria, puoi credere che sei veramente un fico, uno di quelli che hanno capito tutto e che hanno il coraggio di scriverlo sui muri.
O mentre appendi la tua bella bandierina della pace alla finestra, come ti senti?, forse come uno che contribuisce con un piccolo gesto a cambiare il mondo?
Intanto a qualche centinaio di metri da te cosa accade?
Una vecchietta si sta cagando addosso, un po' per l'età, un po' per colpa di quel tumore che l'ha debilitata.
E non riesce a fare la spesa, fortuna vuole che una volontaria dell'assistenza sociale la aiuti portandole cibo e pannoloni per anziani.
Mentre tu ti fumi la tua canna e ti senti libero, la volontaria sta entrando in casa della anziana. E le chiede di cosa ha bisogno.
Mentre tu scrivi le tue stronzate sui muri, la ragazza, la volontaria va al supermercato e fa la spesa per la vecchina.
E mentre tu appendi la tua bandierina arcobaleno al balcone, la ragazza saluta la vecchietta e le promette che tornerà domani, e la vecchietta sorride.
Crederci non deve essere male.
Credere di crederci intendo.
Ma se oltre a credere alle vostre stronzate di merda, alle vostre libertà del cazzo, se oltre a sbraitare contro imperialismi vari, se oltre a godere della vostra sporcizia, se oltre a cercarvi nemici che non vi possono attaccare, se oltre a sentirvi liberi mentre siete schiavi di tutte le porche droghe di questo mondo, se oltre a sentirvi eroi senza mai aver combattuto una guerra.
Se oltre a tutte queste stronzate trovate cinque minuti per fare compagnia alla vecchietta della scala accanto, forse vi sentirete un po' meno liberi, ma certamente sareste molto meno coglioni e meno inutili.

Venerdi 24 Giugno 2005

A cosa servono le mani?
A scrivere, ad esempio.
A cancellare.
A cercare nelle tasche gli ultimi spiccioli per farci uscire un caffè.
Ad accarezzare il cane.
Ad impugnare il manubrio della moto.
A schiacciare la zanzara contro il muro.
A girare la pasta.
A lanciare dadi.
A prendere la vincita.
A pagare se perdi.
A mandarti affanculo.
A toccarti le tette.
E chi piu' ne ha piu' ne metta.
Ma chi c'è dietro le mani?
Noi.
Beh detta cosi' sembra una stronzata galattica, ma se ci si riflette si puo' intuire l'alleanza indistruttibile tra burattinaio e burattino.
Questa alleanza distrugge tutti gli alibi di incomprensione.
Se il burattino va nella merda due sono i casi, o ci è andato da solo rompendo l'alleanza, o si è alleato con la persona sbagliata.

VENERDI 17 GIUGNO 2005

Umberto Tozzi, anno 1980, tolgo la pellicola protettiva dal disco, lo metto con cura sul giradischi, mi sdraio sul lettino sotto il sole, e godo.
Lo aspettavo da un mese quel disco, se ne parlava sui giornalini, lo avevano annunciato a Disco Ring.
E quando è uscito, la mattina stessa, io ero li'.
Anno 2005. Venticinque anni dopo.
Sto riascoltando quel disco, pelle d'oca.
Troppo bello, dalla prima all'ultima canzone, e godo.
Bene.
Ne traggo una naturale considerazione.
Tutto cambia e si trasforma, ma in me i generatori di emozioni sono gli stessi.
Rassicurante, anche se i ragazzini che entrano in negozio mi guardano con faccia stupita e mi chiedono come faccia a piacermi Umberto Tozzi.
Cazzi miei, rispondo, io lo adoro.
E poi è sempre meglio che tutta la musica di merda di cui si fanno insieme ai loro chilum del cazzo.
Padre, padre, ci voleva tanto tempo per capire che avevi ragione.
Se penso all'arroganza idealista e irrealista di cui ero colmo quando ero un pischello mi viene da giustificare tutti i calci nel culo che mi hai dato.
Deve essere stato difficile per te, che sapevi in quale merda galleggia il mondo, avere a che fare con un ragazzino ossigenato che si vestiva come un coglione e che credeva che libertà, giustizia, uguaglianza e meritocrazia fossero concetti reali e non ideali.
Vedi, ora capisco che quello che ti faceva incazzare è il fatto che un ragazzino cosi' idealista era per forza destinato a fallire, e tu non volevi che il piccolo guido finisse nella merda.
In fondo era per il mio bene, era il tentativo di mettermi nella carreggiata giusta, rimettermi in strada prima che gli altri arrivassero e mi sorpassassero.
Probabilmente era capitato tante volte anche a te.
Perdere tempo con gli ideali per poi ritrovarsi indietro.
Per me era facile.
Mi facevo qualche canna ma sapevo che farsi delle canne era da coglioni.
Mi vestivo con i vestiti di mia madre, ma era solo perchè alle ragazzine piaceva cosi', e cuccavo di piu'.
Non studiavo a casa, ma in un modo o nell'altro sapevo che me la sarei cavata.
Ho preferito anche perdere un anno, tanto poi ne avrei fatti due in un uno.
Beh, io sapevo chi ero. ma tu come potevi saperlo.
Tu ti ritrovavi di fronte un tipo strano che un giorno aveva i capelli scuri e il giorno dopo li aveva biondo platino.
Un tipo che invece di andare a scuola se ne andava al parco di nervi a caccia di quei tre scoiattoli di cui tutti parlavano ma che nessuno vedeva.
Un giovane che andava in discoteca dal martedi' alla domenica con dei calzoni a scacchi bianchi e neri che avrebbero fatto inorridire anche Elton John.
Per non parlare di quei orecchini a forma di piuma di struzzo.
E poi, a dirla tutta, non si puo' tralasciare il fatto che non è normale che un tipetto diciassettenne falsifichi un assegno per comprarsi tutta l'attrezzatura che ci vuole a mettere su una band. (Batteria, chitarra, amplificatore, basso, ecc...)
Insomma, non è che ora dico che facevi bene aincazzarti come una bestia, ma una certa giustificazione la si puo' trovare.
E quella giustificazione la capisco solo ora.
Tutto questo era chiaramente una mia sega mentale nata dal confronto quotidiano con queste nuove generazioni dove i pirla la fanno da padroni.
Clienti in negozio, a dopo....

6 Giugno 2005

Ieri era il mio compleanno, passato quasi in sordina.
Ora Elvis Costello canta "SHE".
Jack oggi mi ha fatto cagare addosso scappando dalla cascina e non facendosi trovare per un ora.
Alla fine se ne era tornato a casa da solo.
Oggi ho preparato una maglietta che celebra il mio "Hetero Pride".
Stavo per uscire ma me ne staro' a casa a vedere finire Colazione da Tiffany.
Dovevo andare all'Old Fashion alla festa della Palestra Downtown, o al Casablanca per la festa di quelli della Fattoria, o al Vecchio Porco con un amica che era con amici.
No....no....meglio stare a casa.
Certo che poi non mi posso lamentare se smettono di invitarmi, se finiro' con il diventare un misogino rompicoglioni.
O forse lo sono già.
Già, probabilmente lo sono già.
E' che queste uscite non mi appassionano, anzi mi lasciano completamente indifferente.
Già fatte, già frequentate quel genere di feste, quel genere di ristoranti e quel genere di persone.
A Genova dicono "EMU SA DETU", significa: Abbiamo già dato.
Il problema è che non ho piu la capacità di trovare argomenti, e rimango li' come uno stupido ad osservare, ma quel che è peggio è che rimango li come uno stupido a giudicare.
Giudico tutto e tutti, come una vecchia pettegola che dondola sulla sua seggiola, nel portico della sua casa mentre un mondo abitudinario le scorre davanti.
E mi incazzo pure.
MI incazzo non sapendo nemmeno perchè mi sto incazzando.
Cioè ognuno puo' fare i cazzi che vuole, ma io mi incazzo.
Mi incazzo se vedo una figa sedersi sulle ginocchia di un coglione pieno di soldi e di cocaina, mi incazzo se sento che il grosso problema esistenziale è decidere dove passare le vacanze, mi incazzo se vedo due uomini pagare la cena a un gruppo di donne deficenti ruminanti , mi incazzo se sento qualcuno parlare di politica senza nemmeno sapere di cosa sta parlando, mi incazzo se qualcuno mi chiede perchè mai uno come me ha smesso con la televisione, e mi incazzo se mi chiedono se ho letto quell'articolo dove parlavano di lei che stava con lui, mi incazzo se tirano fuori qualche filosofia del cazzo con il solo scopo di giustificare una loro depravazione, e mi incazzo se sento che vogliono sfondare nel mondo dello spettacolo.
Praticamente andando in quei posti non farei altro che incazzarmi.
Per questo me ne sto a casa con quella pazza di Tiffany che fuma come una turca forse per il gusto di farmi notare che ho smesso da meno di un mese e non ho ancora trovato una valida alternativa al fumo.
Di giorno in negozio, aspettando la sera.
La sera in casa, aspettando il giorno dopo.
Beh a dire il vero ne ho di sogni.
Oggi ad esempio ho guardato il prezzo di alcuni camper.
Uno strafigo costa sugli 85.000 dollari, pero' è come avere una casa attaccata al culo.
Ecco cosa voglio fare, prima o poi, comprare uno di quei bestioni e mettermi a vivere passando da un posto all'altro.
Un po' come faceva Jack Nicholson in quel film....mi pare che si chiami "A proposito di Schmidt", lui andava a caccia del suo passato reale, io andrei in cerca del mio passato ideale, sulle tracce di tutti quei luoghi in qui avrei voluto nascere, crescere e vivere.....beh poi mi fermerei, trovato il posto giusto in cui morire.
Se vi infastidisce leggere cose che riguardano me vi capisco, anch'io non sopporto coloro che scrivono di se stessi, e quando capita di imbattermi in elucubrazioni biografiche chiudo il libro e faccio altro.
Ma mi diverte scrivere i cazzi miei, credo che sia perchè tutto cio' che mi riguarda mi appare come qualcosa che riguardi qualcun altro.
Complicato?
Non tanto.
E' che il Prussia è un tipo che ogni tanto appare, dice stronzate, mi passa accanto, cerca anche di convincermi che lui sia io, ma io lo so che in realtà la nostra è solo una parentela occasionale e per nulla eterna.
Ad esempio stasera io volevo fare un salto in libreria alla feltrinelli, lui si era messo in testa di stare in casa.
Di solito vinco io, ma stasera no, stasera siamo stati in casa.
E per convincermi non ha fatto altro che convincermi a sedermi su questa seggiola, accendere il computer e scrivere.
Mi ha fregato.
Buonanotte

30 maggio 2005

Crespo segna il terzo gol, cazzo che gioia, esco di casa e comincio a saltare come un pazzo, straaaappppp.
Strappo al mediale sinistro, venti giorni di prognosi, stampelle. Intanto quei culi rotti del Liverpool parreggiano e
alla fine vincono.
Ora c'è chi dice che per festeggiare bisogna aspettare che sia finita. Forse è vero.
Ma è altrettanto vero che se non avessi esultato prima della fine, mai lo avrei fatto visto come è andata a finire.
Quindi, a parte la rottura di coglioni dello strappo, i miei 45 minuti di gloria me li sono goduti alla faccia di interisti e juventini, gufi e porta sfiga, che non partecipavano ma lanciavano vagonate di sfiga.

La storia del referendum in Francia sulla Costituzione europea è una bufala incredibile.
Insomma per dare parvenza di democrazia fanno votare il popolo sull'approvazione di suddetta costituzione.
Pare naturale che per esprimersi bisogna almeno conoscere, e ditemi quale percentuale dei francesi che hanno votato si sono letti piu' di 350 pagine di Costituzione.
Scommetto le palle cher sono meno dello 0,5 per cento.
Tutti gli altri si sono espressi ignorando, e da ignoranti si sono affidati all'odio, alla simpatia o al consiglio interessato di qualche politico.
Fondamentalmenete chi se ne fotte se i francesi sono pro o contro la costituzione.
Riporto qua sotto un articolo illuminante:

Non raccontiamoci storie. A quelli che come me sostengono il «sì», sconsiglio vivamente di sottovalutare il «no» francese: denuncia un movimento di respiro e ampiezza continentali. Apparentemente, la maggioranza del «no» è proteiforme, contraddittoria. Coagula angosce differenti, amalgama le insoddisfazioni e senza alcun imbarazzo intercetta i pregiudizi dell’estrema destra come dell’ultrasinistra. In realtà, questo amalgama confuso e combattivo è un segnale di forza.

Il «no» non si cura delle divisioni interne, ma unisce.Fa tabula rasa. Antiliberale, antiamericano, contrario all’immigrazione dal Sud e soprattutto dall’Est, in odio alla burocrazia cosmopolita di Bruxelles, dichiara guerra alla concorrenza polacca, ai predatori baltici, senza trascurare i futuri invasori turchi. Il «no» monta la guardia alle frontiere dell’antica Comunità. È così che il referendum ufficiale sulla Costituzione si è gradualmente trasformato in un referendum ufficioso - e retrospettivo - contro l’allargamento da 15 a 25. Non è più tempo di fraternité . Dato ancor più grave, le fobie che alimentano il «no» sono rinfocolate da quanti sostengono ufficialmente il «sì».

Non è stato Chirac, al tempo della querelle irachena, ad avere l’ardire di affermare che gli europei dell’Est avevano un solo diritto: «quello di tacere»? L’ossessivo obiettivo della diplomazia francese è creare una «potenza Europa» da contrapporre alla «superpotenza» americana. Questo non è il sogno di un’Europa europea, è piuttosto il sogno di un’Europa francese. Parigi-Berlino-Mosca, eccone la spina dorsale. Bruxelles o Varsavia non devono fare altro che adeguarsi. Saranno i capri espiatori dello scacco referendario.

Meglio Putin che Bush! Come rimproverare all’elettore francese di essere più coerente di de Villepin? A nessuno sfugge che nell’Europa a 25 la maggioranza rifiuta di giocarsi Washington per Mosca e Pechino. Allora al diavolo i 25! Optando per uno «chiracchismo» senza Chirac, i socialisti a favore del «no» - Fabius, Emmanuelli - non fanno che riproporre questa geopolitica a colpi di populismo. Agitano lo spettro del dumping e delle delocalizzazioni. Di fronte all’idraulico polacco che ci toglie il lavoro, all’Estonia che deruba le nostre fabbriche, scegliamo una «Yalta bis» e sbattiamo la porta sul muso delle giovani democrazie est-europee!

La libertà spaventa. In Francia «liberale» è diventato il peggiore insulto. La Costituzione? Un fardello liberale, secondo i sostenitori del «no», una barriera contro il liberalismo, per gli apostoli del «sì». Abbasso Spinoza, Kant, Adam Smith o Popper! Il liberale, ecco il nemico. Paghiamo decenni di menzogne e illusioni. La Francia vive in un’economia di mercato mondializzata ma parla socialista e nazionale. Non c’è da meravigliarsi che l’elettore segua la rotta indicatagli. Chirac ha recentemente dichiarato: «Il liberalismo è un’ideologia nociva come il comunismo e, come il comunismo, finirà contro un muro!». «Dall’alto», la Francia chiama alla Resistenza contro l’orco liberale. Il «popolo» prende il coraggio a due mani, decide di abbattere il mostro e sacrifica il «sì» delle élites sull’altare della loro incoerenza.

Mi viene replicato: il dieci per cento di disoccupati, l'undici per cento di poveri, ecco che cosa spiega la fioritura di pulsioni xenofobe e nichiliste. No! Lungi dall'essere economica e sociale, la crisi è essenzialmente mentale. Cadono i tabù. I freni che bloccano l'odio nei confronti dell'altro, dello straniero innanzitutto, si sono allentati. E' a sinistra che la tacca d'arresto morale è saltata. Nel corso di questa campagna elettorale ho sentito leader socialisti stigmatizzare lavoratori di altri Paesi europei come solo l'estrema destra sapeva fare. Ho visto Jean-Pierre Chevènement urlare contro gli «oligarchi di Bruxelles» rivendicando l'origine putiniana del suo linguaggio.

Le pulsioni estreme hanno acquisito una patina di rispettabilità maggioritaria per intercessione dei leader socialisti del no. Nel 1992, all'epoca di Maastricht, l'elettorato diviso della destra parlamentare rischiò di bocciare l'Europa. Questa volta è l'elettorato di sinistra che fa precipitare tutto: le cifre lo dimostrano. In Francia, il quaranta per cento dell'elettorato è antieuropeo e antidemocratico. Fabius porta il resto. Il tono e lo stile di due mesi di campagna rigorosamente ideologica, dominata dalle antinomie feticcio del XIX secolo, hanno ripreso dalle fraseologie rivoluzionarie il manicheismo desueto. Questa costituzione è «sociale» o «liberale»? Ecco l'interrogativo chiave del dibattito. Ci si è compiaciuti a contrapporre «la concorrenza libera e non falsata» da un lato e la «protezione sociale» dall'altro. Si è tradotto: o la giungla del mercato o lo statalismo protezionistico. D’un tratto, cinquant'anni di costruzione europea sono stati buttati nel dimenticatoio.

Mediamente, da mezzo secolo i democratici cristiani, alternandosi con i socialdemocratici, avevano programmato che l'efficienza economica e la preoccupazione sociale, lungi dall'escludersi, potevano coniugare libertà, prosperità e solidarietà. Una scommessa del genere ha condotto l'Europa occidentale fuori dalle proprie rovine, spingendola a diventare la seconda potenza economica mondiale, se non addirittura la prima in materia di benessere. Non è più così. Né in Germania né in Francia i partiti di sinistra si accollano le sfide di un'«economia sociale di mercato». Riesumando anatemi antidiluviani, il presidente della Spd, Franz Müntefering, tuona a Berlino contro le «cavallette» del Capitale internazionale che saccheggiano il lavoro produttivo, conta sulla vituperazione antiamericana e anticapitalista per evitare un disastro elettorale annunciato. Il dietro front di Schröder, ex «amico dei padroni», fa il paio con la virata a 180° di Fabius, l'opportunista e molto poco bolscevico primo ministro liberale d'un tempo.

Il successo del no francese e la deriva demagogica dei socialisti europei nascono da un declino morale e mentale comune. Un simile fallimento dell'intelligenza e della generosità non dovrebbe avere che conseguenze locali, caduta dei rosso verdi in Germania, e divertenti, messa in ridicolo del narcisismo franco-francese. Sfortunatamente, nessuna forza politica, a Berlino o a Parigi, ha riconosciuto che il maggiore evento di questi ultimi mesi è stata la Rivoluzione Arancione, ossia, scusate se è poco, l'emancipazione di cinquanta milioni di europei che si sono sollevati contro il dispotismo post-comunista. L'identità europea è questo soffio di libertà, più vivace che mai, fra Kiev e Tbilisi. La Francia, terra dei diritti dell'uomo, ormai freddolosa e impaurita si raggomitola, mentre popoli fieri si impadroniscono di parole di cui ha perso l'uso nonostante sovrastino i suoi seggi elettorali: Liberté, Egalité, Fraternité.
(Traduzione di Maria Serena Natale e Monica Levy)
André Glucksmann

20 Maggio 2005

la ribellione non è del corpo, ma appartiene all'anima
con il beneficio di poter esplorare varie definizioni di anima
per questo non tocco una sigaretta da dieci giorni
non bevo alcool
e mi innervosisco ogni qual volta vedo giovani con il vizio del bere
e del fumo

in un negozio un gruppo rap cantava una canzone con un testo troppo stupido
e con la pretesa di lanciare messaggini universali....li avrei riempiti di valium pur di metterli a tacere

una coppia di coglioni, adriana e diego, due imbecilli che si inseguono in televisione, una tortura
per chi deve sopportare l'apparizione a sorpresa di due deficenti.
giuro che non comprero' mai una tessera TIM, cosi' imparano a farmi sopportare le storie patetiche di due imbecilli

ho salvato un ragno da un esecuzione sicura
lei lo teneva in mano e mi chiedeva: lo ammazzo o no?
le ho detto che ammazzare un ragno è un crimine a favore dell'umanità, e l'umanità non merita favori...
lei ha capito e lo ha salvato

ieri in Afganistan hanno ucciso una ragazza di 24 anni, Shaima Rezayee, assassinata con un colpo alla testa
perchè conduceva un programma di musica pop che era contro i principi religiosi degli integralisti musulmani
tra qualche giorno shaima verrà dimenticata, nessuno stronzo di pacifista, comunista, no global, anarchico o rivoluzionario dei miei coglioni si farà una passeggiata in suo ricordo...figuriamoci una marcia.....cosi' va la vita, e non esistono rivoluzioni o rivoluzionari ma solo vigliacchi che prendono a calci i cadaveri con sguardo coraggioso....

sui muri di corso di porta ticinese sono apparse scritte che inneggiano al massacro di nassirya e si augurano 1', 100, 1000 sbirri uccisi, chiunque l'abbia scritte è un bastardo, naturalmente vigliacco, e ignorante, spero che chi augura la morte venga ucciso dal suo sangue contaminato e velenoso

12 Maggio 2005

Cioè non è che uno si mette li' e scrive.
Inoltre sto anche smettendo di fumare, e senza sigarette scrivere è un casino.
Certo potrei anche buttare giu' due stronzate, fare il compitino, ma la cosa non mi diverte.
Ci vuole qualcosa da raccontare, una storiella, un qualcosa che valga la pena di essere letto.
Potrei raccontare di Paul e della sua ragazza zoppa che si uccise dopo averlo tradito.
O magari delle due ragazze che hanno pianificato un viaggioa Biarriz a caccia di surfisti.
Non è male nemmeno la storia della pazza che parla con un tipo dandogli del bastardo
e del coglione, solo che del bastardo non c'è traccia.
E' che è talmente brava nel litigare con il vuoto che rimango ore ad ascoltarla, ed anche il
vuoto non deve essere stupido visto il modo in cui riesce a farla incazzare.
Beh di storie ce ne sarebbero, è che alla fine se uno comincia non puo' mica fermarsi a metà
ed allora la pigrizia mi blocca dal cominciare.
Poi c'è una cosa che non capisco, perchè la gente discrimina cio' che si dice in
confronto a cio' che si scrive.
Da come mi guardano sembra che lo scrivere mi renda ridicolo, o almeno
strano, con quel significato equivoco che la parola strano puo' avere.
Nel momento in cui questi sguardi divertiti si posano su di me vorrei sbattere tutto cio' che
ho scritto nel cesso.
Poi non lo faccio, semplicemente perchè non voglio lasciarmi convincere della mia mediocrità da
chi è piu' mediocre di me.
Per il resto è tempo che scorre, non capisco se a fianco, di fronte, dietro, sopra o sotto di me.
Di certo mi butta i capelli all'indietro, lascia la fronte scoperta e se non avessi gli occhiali
milioni di moscerini mi entrerebbero negli occhi.

27 Aprile 2005

La via che porta al cimitero è buia.
Di notte si vedono coppiette di ragazzi percorrerla mano nella mano.
Marta vive tra il paese e il cimitero.
L'ho amata inutilmente per quattro anni, percorrendo quattro chilometri al giorno solo per passare davanti a casa sua e voltarmi a guardare le finestre di camera sua.
L'ho baciata il quinto anno, guarda caso quando con quel bacio tradii Alessandra che mi stava tradendo con un vecchietto di trent'anni nel suo paesino di montagna.
Tutte commedie e tragedie epocali, nell'epoca ridotta di un ragazzino che buttava sacchetti di plastica sui mixer audio della festa dell'Unità.
Una canzone di quei tempi diceva: "Oltre il giardino c'è un mondo, un drago di luci che incantano in fondo alla via. E la mia vita per strada rimbalza in un angolo, un attimo, un altra partita e va...."
Se il giardino rapprensentava la mia gioventu', il drago di luci era il tempo a venire, tutte le prospettive luminose che i ragazzi immaginano stiano aspettandoli dietro la curva.
Lo skilift saliva lento, nelle tasche c'era il primo walk man della storia dei walk man.
Marca Sony, possibilità di attaccare due cuffie per l'ascolto di coppia e volumi separati per il right ed il left.

C'era la cassetta di Ron, Una città per cantare. E c'era una ragazza svedese conosciuta la sera prima che mi aveva acchiappato il cervello e non lo lasciava andare.
L'avevo baciata? Forse l'avevo baciata. Cioè non mi ricordo se il bacio era sulla guancia o se ero riuscito a sfiorarle le labbra. perchè nel caso le avessi sfiorato le labbra forse significa che stiamo insieme.
Ho sciato tutto il giorno con questo pensiero in testa, la sera la incontrai, le parlai tutta la sera, alla fine della serata un altro bacio indeciso tra labbra e guancia.
Scambio di indirizzi, il giorno dopo torno' in Svezia.
Le scrissi a lungo ma non ebbi mai il coraggio di chiederle dov'era andato a finire quel bacio e se era significato qualcosa per lei.

Due storielle per una domanda, banale, ma vera.
Dove e quando è evaporata quella pioggia di emozioni che da giovani scrosciava di fronte a un bacio, un abbraccio o uno sfioramento di mani?
Chi se l'è portata via?
E perchè in cambio ci ha lasciati questa aridità noiosa, banale, che rende le giornate tutte uguali.
Per non parlare dei sentimenti, venduti un tanto al chilo in cambio di rapporti freddi, scontati e capaci solo di rassicurare il nostro ego o di distruggerlo.
E lo chiamano amore, lei che tromba con lui, lui che pero' spesso si addormenta e allora lei che tromba con l'altro, quello sposato che ogni tanto tromba con la moglie, ma ogni tanto non basta ed allora la moglie che tromba con l'altro, che con la prima si addormenta ma che con la mogliettina scontenta non si addormenta mai.
Un caleidoscopio di sperma, orgasmi, fighe che desiderano essere penetrate da qualcosa, cazzi che cercano buchi, parole superflue, pensieri superflui, la scomoda sensazione del sudore altrui, la scomoda sensazione del nostro sudore su di lei o su di lui, e poi tornare a guardarsi dopo, con la faccia impostata, naturalmente soddisfatta, scambiandoci opinioni inutili sul domani per creare una scia a questa lumaca secca che per qualche minuto si è illusa di avere sulla schiena una casa in condivisione.
Il tutto condito dai nostri anni che pesano come macigni, non tanto per il tempo passato, ma per le illusioni bruciate, per la ripetizione di parole che poco a poco hanno perso di significato.
Per non parlare dei silenzi che all'inizio erano illuminanti ed oggi sono solo buio.
Rimettiamo sul giradischi un disco di qualche anno fa, uno di quelli banalmente romantici, qualcosa di veramente dolce come il miele, che ne so', un "Ti amo" di Umberto Tozzi.
Ricordo che quando l'ascoltavo c'era Daniela, un giorno indimenticabile riuscimmo a scambiarci per aria un pallone di pallavolo per almeno 40 ripetizioni.
Era il record dei bagni. Cazzo quanto ero felice.
E quando arrivava....era sempre tra le undici e le undici e mezza, lei e sua madre dietro.
Io ero sdraiato sulla piscina, e con la testa appoggiata sull'asciugamano le osservavo i capelli biondi andare su e giu', poi si chiudeva in cabina ed usciva con un costume azzurro che non dimentichero' mai.
Quanti anni avevo...duro' dai 13 ai 16 anni...
D'inverno non la vedevo, ed allora aspettavo l'estate, che era una parentesi troppo breve in quel racconto interminabile e scontato che era l'inverno.
Questa rottura smielata di coglioni l'ho scritta per ricordarmi di come gli uomini cambino giochi.
E chi non cambia si ritrova solo sulla spiaggia cercando qualcuno con cui palleggiare.
Qualcuno ha una palla da imprestarmi?.

23 Aprile 2005

Sono giallo. O meglio la mia pelle è gialla. Sintomo visibile di un influenza strisciante.
Colpa di sto cazzo di tempo.
Dovrebbe esserci un responsabile, uno che si prenda la responsabilità di questa primavera di merda.
Qualcuno da prendere a calci nel culo se non rimedia in fretta e fa venire caldo.
Perchè non c'è nulla di piu' frustrante che essere incazzati e non potersela prendere con nessuno.
A parte questo mi sto rincoglienendo davvero.
Non esco di casa se non per venire in negozio.
Guardo tutti i programmi che parlano di calcio, addirittura qualche reality, passo ore a chattare con ragazze di Varsavia e Minsk.
E leggo Bignamini di Filosofia che mi fanno solo incazzare pensando a quanto tempo hanno perso gli umani a cercare risposte la cui vericidità è impossibile da verificare.
Oltre a questo sono monastico, sessualmente parlando, evito qualsiasi contatto fisico con ragazze nell'incubo di dover affrontare uno sforzo fisico con il solo scopo di raggiungere un pacchiano orgasmo la cui durata media per gli esseri umani maschi è di qualche secondo, per non parlare di quella sensazione di refrattarietà che segue l'orgasmo e che , ne sono ormai certo, cresce con il crescere dell'età.
Ascolto musica classica e jazz, evito il rock e qualsiasi musica contenga rabbia, frustrazione ed energia in eccesso.
Cucino, sempre la stessa cosa, un pollo alla Kiev che imparai a fare nella cucina di un ristorante genovese all'età di nove anni.
Compro Topolino e i libri dedicati a Valentino Rossi, attendo le gare di Moto GP come un bambino che aspetta l'inizio del suo cartone preferito.
Faccio ginnastica con un lungo bastone di ferro, imitando i movimenti lenti e regolari di un presunto maestro di qualche presunta arte orientale.
In realtà mi muovo a caso ma il caso sembra seguire una logica di armonia e leggerezza.
E poi sogno, sogni che sembrano prologhi.
Sogno di prendere una bicicletta e cominciare un Coast to Coast su due ruote a pedali.
Sogno di comprare un auto e segnare una linea su una carta geografica, una linea verso nord.
Sogno di prati, boschi e foreste, sogno di mancanza di umana presenza, sogno che un giorno mollero' di nuovo tutto per partire, io e il mio cane, verso chissa dove.
In pratica sono un orso in letargo in attesa di una qualche primavera che non appartiene al ciclo delle stagioni, una primavera bizzarra che viene quando cazzo vuole e se ne va quando cazzo vuole.
Tutto questo in uno stato di serenità reale che mi spaventa, come spaventerebbe chiunque la consapevolezza di stare bene in compagnia del nulla.
Forse dovrei prendermi a calci nel culo e darmi una mossa, forse dovrei.
Ma la stanchezza cronica dovuta all'inesistenza di stimoli sembra essere una fonte inesauribile di meditazione, di contemplazione del nulla.
Il nulla è bello, affascinante, attraente come un buco nero, il nulla è un mare senza coste, una vasca da bagno senza bordi, dove immergersi completamente.
Entrare nell'atmosfera ovattata di una profondità reale, dieci centimetri di acqua tra te e il mondo, con suoni polifonici che sembrano provenire dall'aldilà vitale.
Nulla di triste in tutto questo, anzi.
Il bastarsi è base e fondamenta di un allegria silenziosa.
Sorrisi incomprensibili che spuntano senza motivo e nessuno vede.
Mentre fuori qualcuno si chiede: Perchè non esce?"
Dentro io mi chiedo: "Perchè dovrei uscire?"
E non esiste risposta per nessuna delle due domande.
In questo momento c'è l'Adagio in Sol Minore di Albinoni.

21 Aprile 2005

Nella città di Buffalo Bill c'era solo un vecchio Motel che aveva una stanza libera.
Era su quattro piani, e la mia stanza era naturalmente al quarto.
Scale e valigie è quello che ricordo, unito ad un tramonto che portava all'orizzonte minaccia di tempesta.
Prima di andare a dormire faccio un giro per il paese, cè solo un saloon aperto.
Al bancone due ragazze, una alta, una piccolina, del Wyoming che bevono Jack Daniel.
Mi guardano come si guarda l'arrivo del tendone del circo in città.
Ordino una Budwaiser, sorrido, ricambiano il sorriso.
La piccolina mi si avvicina e mi chiede da dove vengo.
E cosa ci fa un italiano da queste parti?
Vado a Yellowstone.
Tutti vanno a Yellowstone, ma nessuno si ferma a dormire a Cody.
A dire il vero trovare una camera è stata un impresa.
Colpa del Rodeo.
La ragazza alta si rivolge alla piccola: Exotic...fuck, he is exotic.
Cosa?
Chi sarebbe l'esotico, Io?
Ma se sono di Milano, la città meno esotica del mondo.
La piccolina ordina una birra, sostituisce la mia bottiglia vuota con la sua piena.
Dove dormi?
In un motel...aspetta...non mi viene in mente il nome...quello di mattoni rossi, in città.
La piccolina ha capito, sorride all'amica, è un posto di merda, mi dice, lo so, lo so, che è un posto di merda ma non costa un cazzo.
Ridono.
Vai con la terza birra, e loro finiscono la bottiglia di Jack Daniel.
E' tardi.
Sono le undici e mezza, da queste parti è notte fonda.
Possiamo accompagnarti?
E me lo chiedete?
L'Hotel è a cento metri dal Saloon, cento secondi dopo mi ritrovo in stanza con due cowgirl che ridono e non capisco il perchè.
Beh a questo punto la cosa migliore è fare cio' che avrei fatto comunque.
Mi spoglio e mi infilo nel letto.
E loro ridono.
Possiamo??? Mi chiedono.
Potete cosa?
Possiamo venire anche noi?
Non rispondo, mi sposto nella parte sinistra del letto e faccio segno di accomodarsi.
E via gli stivali, i jeans, i calzettoni, le t-shirt e due giacche di pelle.
Tutti sotto.
Sotto la tenda a giocare.
La cosa che funzionava era che io trovavo esotiche loro, e loro trovavano esotico me.
Essere stranieri uno per l'altro, beh è un trucco che funziona, parlare del proprio paese e ascoltare del loro.
Mentre si scopa sotto una tenda traballante, con piedi che cercano l'ultimo lembo di lenzuolo e lo acchiappano per trovare rifugio.
Con odori diversi che messi tutti insieme danno l'idea della stiva di una barca colma di merci provenienti da porti diversi.
Con porcate dette in lingue straniere, che fanno ridere chi le dice ma sopratutto chi non le capisce.
Con orgasmi che dopo la smorfia lasciano lo spazio al sorriso.
Il tutto come se fosse un sogno in una notte che minaccia tempesta nella città di Buffalo Bill, sotto un tendone del circo tra un domatore di se stesso alle prime armi e due equilibriste esperte in volo acrobatico sulla noia.

18 Aprile 2005

Stamattina apro gli occhi, nel rincoglionimento del risveglio accendo la televisione e sento qualcuno che pronuncia queste parole:

"La misericordia di Cristo non è una grazia a buon mercato, non suppone la banalizzazione del male. Cristo porta nel suo corpo e sulla sua anima tutto il peso del male, tutta la sua forza distruttiva. Egli brucia e trasforma il male nella sofferenza, nel fuoco del suo amore sofferente. Il giorno della vendetta e l'anno della misericordia coincidono nel mistero pasquale, nel Cristo morto e risorto. Questa è la vendetta di Dio: egli stesso, nella persona del Figlio, soffre per noi".

Nel rincoglionimento mi chiedo: "Che cazzo vuol dire?"
Confidavo nel ritorno delle mie facoltà mentali per dare una risposta alla mia domanda.
Ed invece nulla.
Ancora adesso alle sei del pomeriggio non ci capisco nulla.
Per la precisione sono parole pronunciate dal Cardinale Ratzinger prima di entrare in conclave.
Parole rilanciate da tutte le televisioni del mondo con un enfasi illuminante, i mass media non enfatizzano mai la verità, ma solo tutto cio' che è veritiero.
I mass media si nutrono del dubbio, del punto interrogativo.
Non diranno mai "Dio esiste":
Diranno: Cosa sarebbe la nostra vita senza Dio?
Non diranno mai: Costantino finalmente ha una fidanzata.
Diranno: Sarà felice Costantino con la sua nuova fidanzata.
Non diranno mai: Lui è colpevole.
Diranno: Sarà veramente lui il colpevole?
Quel piccolo punto interrogativo è il perno del sistema che vuole la massa incapace di trovare una verità basandosi solo sui propri ragionamenti
E' il meccanismo che crea l'esigenza di uno pseudo maestro mediatico che aiuta a trovare una risposta a tutti i nostri quesiti.
Ed ora siamo tutti li, ad attendere questo nuovo Papa, quest'uomo nuovo che ci offre le sue certezze, su vita, morte e dilemmi esistenziali.
Per mettere crisi al sistema, basterebbe eliminare quel punto interrogativo a tutte le domande a cui non si puo' dare una risposta certa.
E' inutile chiedere a qualcuno: Ma Dio esiste?
Pensandoci bene la verità non dipende mai dalla risposta, e nemmeno dalla fede, la verità dipende da cio' che tu vuoi sentirti dire.
E' una verita confezionata, che non puo' ne confermarsi ne smentirsi.
Quelle verità che fanno dire al testimonial che quel detersivo sbianca senza lasciare aloni.
C 'è gente che butta pomodoro, fango e cioccolato sulle camicie per il solo gusto di credere a quel cazzo di detersivo.
Ma se la camicia è nera?
Hai voglia a sbiancarla.
Ma lo vedi che sotto ogni verità c'è sempre una condizione ineluttabile di partenza.
Verità condizionata, un po' come la libertà di crederci.
17 Aprile 2005

Coerenza.
Qualità che spesso confina con la mancanza di una capacità di analisi logica.
Spesso il coerente è ottuso e vittima di pregiudizi.
Questo è vero se la coerenza è vista nell'ottica di uno spazio prolungato nel tempio.
Ma esiste una coerenza che è sintomo di onestà.
Ed è la coerenza dell'attimo, la coerenza nel tempo presente.
Un esempio.
Un pacifista puo' cambiare idea e diventare guerrafondaio a seconda delle circostanze.
Ma se un presunto pacifista nell'attismo stesso in cui si crede tale prende a botte la sua fidanzata, non solo non è coerente ma è anche un bastardo.
Potrei fare milioni di esempi ma questo basta ed avanza.
La conclusione è che la coerenza diventa dote indispensabile per rendere credibile i nostri ideali ma deve essere conforme ai nostri comportamenti.
Gli uomini invece hanno il difetto di essere coerenti a parole e di contraddirsi con i fatti.
Questo è uno dei motivi per cui gli umani mi stanno fondamentalmente sui coglioni.
A quaranta anni ho visto troppi idealisti comportarsi da figli di puttana, e troppi figli di puttana proteggersi con i loro ideali.

14 Aprile 2005

Meglio a stomaco vuoto. Fa effetto prima.
Che grande invenzione l'ibuprofene.
Fotte il mal di testa e fa tornare la vita bella come il sole.
E poi dicono che il progresso sia solo un processo degenerativo.
Ma cento anni fa ce l'avevano l'ibuprofene?
O quando avevano il mal di testa non gli rimaneva che tenerselo?
Questa è una domanda seria, meglio controllare.

1964. Boots, un’azienda farmaceutica inglese, inizia la vendita in Gran Bretagna dell’ibuprofene, il primo Fans su prescrizione medica, con il nome commerciale Brufen. L’ibuprofene, due volte più potente dell’aspirina, allevia il dolore dando minori disturbi gastrici.
Bene, essenso nato nel 1963 posso dire che mi è andata di culo, a un anno già avevo a disposizione il mio antidolorifico preferito.
Ne ho approfittato, o meglio abusato,per almeno un decennio, quel decennio di discoteche, bevute, notti da leone e giorni da coglione.
Oggi l'uso di ibuprofene è saltuario, ma fa piacere sapere che esiste, piu' rassicurante di qualsiasi donna, amante o conoscente.
Un farmaco per amico.
Perchè il mio cane si addormenta sul tappeto, poi di notte si sposta sulla mia testa?
Devo capire questo comportamento bizzarro.
Sembra che si alzi a notte inoltrato, mi lanci uno sguardo e decida che la mia guancia è piu' comoda del suo cuscino.
Nulla di male.
Io provo un piacere primordiale nel sincronizzare il mio respiro con il suo brontolio, me lo abbraccio come fosse un figlio appena nato, lui stira le sue zampe contro il mio collo.
Credo che il risultato sia di donarci una consapevolezza reciproca di esserci.
Miracolo degli animali che raramente riesce agli umani.
La cervicale mi rompe i coglioni, ho capito, ho capito che c'è una testa in bilico su questo corpo, non ci sarebbe bisogno di ricordarmelo ogni volta che i muscoli si contraggono.
Tra le cose interessanti che riguardano il futuro c'è la prospettiva di un viaggio nel passato.
Sto mettendo a punto una macchina del tempo, mi da ancora qualche problema, ma presto sarà pronta per il primo volo.
Vi faro' sapere.

13 Aprile 2005

"55. Esiste una grande scala, con molti piuoli, della crudeltà religiosa; ma tre di essi sono i più importanti. Un tempo si sacrificava al proprio Dio esseri umani, forse proprio quelli che si amava di più - a questo caso appartengono i sacrifici dei primi nati, caratteristici di tutte le religioni preistoriche, e anche il sacrificio dell'imperatore Tiberio nella grotta di Mitra sull'isola di Capri, il più orribile di tutti gli anacronismi romani. In seguito, nell'epoca morale dell'umanità, si sacrificò al proprio Dio gli istinti più forti che si possedeva, la propria "natura"; è questa gioia di festa a lampeggiare nell'occhio crudele dell'asceta, dell'uomo fanaticamente "contronatura". E infine, che cosa restava ancora da sacrificare? Non si doveva finalmente sacrificare una buona volta tutto ciò che v'è di confortante, di sacro, di risanante, ogni speranza, ogni fede in una occulta armonia, in beatitudini e giustizie di là da venire? Non si doveva sacrificare Dio stesso e, per crudeltà contro se stessi, adorare la pietra, la stupidità, la pensantezza, il destino, il nulla? Sacrificare Dio per il nulla - questo paradossale mistero dell'estrema crudeltà fu riservato alla generazione che proprio ora sta sorgendo: noi tutti ne sappiamo già qualcosa. -"
(F. Nietzsche, Al di là del bene e del male, edizione Adelphi, pag. 61, versione di Ferruccio Masini)

12-Aprile 2005

Questo tempo è una merda.
Vaffanculo.
E non saprei in che direzione mirare per prendere a calci nel culo l'eventuale responsabile di questo freddo e di questo grigio.
Praticamente mi incazzo verso un nulla.
E l'incazzature è doppia quando non si acchiappa il colpevole.

Questo è il primo bisonte, libero, che vidi in vita mia.
Era una mattina di Luglio, e se non ricordo male ero nel Wyoming.
Mi ero fermato per pisciare e lui se ne stava tranquillo a farsi i cazzi suoi.
Entrano clienti....che due coglioni.

Figlio
Forse sarebbe meglio non dirti nulla, fare finta di niente ed aspettare sperando che la tua vita non incontri mai quegli scogli che hanno spaccato il cuore a tuo padre.
Forse
Parigi sorride stamattina, sorride perché c’è il sole ed io cammino fianco a fianco con l’unica donna della mia vita. Tra mercatini di frutta, librerie e caffè.
E quella chiesa così bella che viene voglia di crederci.
E’ necessario raccogliere il fiore nel mezzo di un campo pieno di sterco, sporcandosi le scarpe, turandosi il naso, concentrandosi su quella macchia di colore.
E’ necessario perché la consapevolezza dell’esistenza di un attimo di pace porta la barca oltre ogni tempesta.
Lei saltava, ma saltava veramente come un grillo, tra le pietre del marciapiede e l’aria, felice come una bambina.
Parentesi di tempo, forse lo zuccherino prima di una grande fatica, il contentino, ma inequivocabilmente esiste.
Esiste la felicità ed io la tengo in tasca, solo una fotografia, la prova visiva, qualsiasi giudice si arrenderebbe all’evidenza di due sorrisi che giustificano una vita.
Devi andare a Parigi, devi camminare sulla salita che porta a Montmartre, poi vai all’ultimo piano della Torre Eiffel, sappi che tuo padre aveva paura, ma cominciava a nevicare, ed anche se la punta della torre traballava io mi concentrai sulla neve e fermai il tempo e la torre.
Rifai la strada e pensa che le mie scarpe calpestarono la stessa strada.
Non avevo più il solito mal di testa, ero leggero come se il corpo fosse un palloncino pieno solo d’aria.
Dovunque arrivavo mi chiedevo quanta strada avessi fatto per essere lì.
Tutta la strada.
Dall’inizio.
La strada che portava a scuola, quella che portò alla prima fuga, quella che attraversa l’Arizona, quella che attraversa l’oceano che mi riporta a casa, e da casa a Place de la Concorde.
Notte.
Amerai anche tu le fontane, soprattutto di notte, quando l’acqua è illuminata da mille fari e si può camminare sul bordo rischiando di scivolare in quaranta centimetri d’acqua ghiacciata.
E quando si è così felici non si pensa a Dio.
Solo lo si guarda seduto sul suo trono a contemplare sorridente la sua più geniale invenzione, la felicità.
Bisogna partire sorridenti, non dare soddisfazione ai fustigatori, evitare di gemere dopo ogni frustata, far finta di nulla, impegnarsi a non avere necessità se non si hanno possibilità.
Impegnarsi a giocarsi ogni possibilità anche al di là delle necessità.
E non credere a nessuno.
Nessuno ne sa più di te.
Nessuno può spiegarti nulla.
Sono solo interpretazioni, nessuna verità.
La verità è la tua, quella che ascolti senza che nessuno la dica.
Non credere a tuo padre.
Perché tuo padre sono io.
Ed io non credo in nulla ed il nulla non sporca.
Nulla.
Dio.
La mancanza di pregiudizi e discriminazioni. Il vuoto che non permette opinioni ed idee.
L’uguaglianza.
Ne sorrisi ne pianti, ne più ne meno.
La bilancia inutile.
Vogliono tutti insegnarci qualcosa.
Il perché del dolore.
Come chiamare la felicità.
Come guardare verso l’alto.
Come scordarsi l’abisso.
Sono tutti maestri.
La fuga dal male è capeggiata da milioni di santoni con sorrisi furbi ed arroganti, e se soffri ti diranno che sei imbecille, che il mondo è un albero pieno di frutti da raccogliere.
Se piangi, nasconditi, sei fuori dalla nuova tendenza.
Dalla felicità a tutti i costi.
Ma sapendo che il nulla non esiste quaggiù.
Consapevoli del bisogno universale di bilanciare gli opposti.
Allora ringrazino gli allegri la nostra malinconia, si inginocchino i felici di fronte alle nostre tristezze, si dissetino gli allegri con le nostre lacrime.
Siamo noi a dare equilibrio, siamo noi a portare il peso contrario della consapevolezza, della sensibilità, della paura, della resa, della notte, del perdente che permette al vincitore di banchettare con il suo esercito, raccontando la nostra sconfitta.
Io non dovrei dirti nulla.
Figlio.
Dovrei mettermi da parte, fare come la farfalla che abbandona le uova sulla foglia e se ne vola via a passare da qualche parte le ultime ore della sua vita.
Non dovrei avere sentimenti paterni, non dovrei metterti in ansia.
Io che non ho mai amato indovini e cartomanti.
Sicuro che a nulla serva conoscere il futuro, sapere cosa c’è dietro la curva mi spinge solo a perdere la naturale curiosità del viaggiatore.
Ma come vedi è più forte di me e procedo senza ordine a raccontarti la storia triste di mille aspettative mai realizzate.
Cercando di farti capire che tutte le mie debolezze saranno compensate dalla tua forza.
Non avere scrupoli, non fermarti a guardare il nemico che si dissangua, non cercare ragioni semplicemente mostra la spada.
L’amico si può trasformare da un momento all’altro nel tuo peggiore nemico.
Santa Fe.
Notte di neve.
L’unica dell’anno.
Io guido la mia moto mentre dieci centimetri di neve coprono l’asfalto.
La temperatura è meno 6.
A qualche chilometro d’arrivo l’inconfondibile profumo di pini.
Devi andare ed annusare l’aria nei boschi attorno a Santa Fe.
Quel profumo ha un potere magico. Non ti posso dire di più.
Cantavo sotto il casco una canzona di Cat Steven, Father & Son.
It’s not time to make a change,
just relax take it easy,
you are still young,
that’s your fault,
there so much you have to know.
Non è il momento di fare un cambiamento
Rilassati e prenditela con calma
Sei ancora giovane
È la tua sola colpa
Ci sono così tante cose che devi ancora conoscere.
Pensavo che in realtà non era una questione di giovinezza, nella conoscenza il tempo non c’entra nulla, quindi nemmeno l’età.
Importa solo la tua voglia di porti domande, il desiderio di allargare le tue conoscenze, il bisogno di una visione globale, non lasciarsi tentare dai giudizi sommari, capire come ogni pensiero nasconde una cultura, ogni cultura una tradizione, ogni tradizione un motivo.
Lasciare spalancata ogni porta della tua casa.
Fare entrare chiunque.
Per poi offrirgli da bere o cacciarlo fuori a calci nel culo.
Ho ancora trecentomila lire, le ultime prima del baratro.
Vedi come la realtà si intromette nel mezzo di qualcosa che dovrebbe essere sganciato dalla quotidianità.
Devi imparare che a fianco di ogni pensiero esistono bisogni materiali.
So fare molte cose ma tutte in maniera mediocre.
Suono la chitarra, il piano e i bonghi.
Forse questo mi permetterà di sopravvivere. Ho visto nelle vie del centro musicisti molto più bravi di me raccogliere solo poche monete.
Ma cos’altro potrei inventarmi un giorno.
Forse devo trovare un repertorio che faccia simpatia, un qualcosa che incuriosisca, devo fare in modo che la gente si fermi e mi guardi e provi comnpassione per la mia sconfitta. La mia vita perdente deve esaltare la loro vita tranquilla, solo in questo modo le loro mani andranno verso i loro portafogli e distrattamente si disferanno di qualche monetina.
Darò a loro un senso, il senso della pietà, della solidarietà, penseranno che un minuto del loro lavoro è stato donato a chi non ha lavoro, la loro fatica ha compensato un vuoto, il vuoto lasciato da un anima scansafatiche.
Non dirò grazie.
O forse si. Dipenderà dai loro occhi, dipenderà da quanto mi sentirò compreso nel mio ruolo di clown per le coscienze.
Il sole se ne va.
Ogni volta che accade ho un piccolo abbassamento delle mie forze.
A volte mi gira la testa e non riesco più a capire cosa mi sta attorno.
Vedo sfuocato.
Mi appoggio a qualcosa. Poi riprendo forza, mi abituo all’ombra e vado avanti.
Ho un bastone che ho raccolto laggiù nel parco.
Un bastone per amico.
Mi ci appoggio.
Lo appoggio sulla mia destra.
Tenerezza.
Uccelli, piccioni e qualche altra specie, li davanti a me che gironzolano, giocano.
Gli occhi al cielo, forse pioverà.
Un uomo da un libro sostiene che siamo noi la causa del nostro destino.
Ed io penso, ma chi è la causa di ciò che noi siamo.
Sorrido.
Ho un figlio da qualche parte.
Sei tu.
Un panino con il salame.
I bambini si tengono per mano.
Ecco cosa invidio veramente, essere cuccioli, avere tanto tempo di fronte e qualcuno che si prenda cura di noi.
Le preoccupazioni ridotte al minimo, e quel minimo è tutto.
Il sorriso di una madre.
La forza di un padre.
L’abbraccio, sapere che i grandi seguono regole giuste.
Ecco cosa mi manca.
Un pezzo di storia, della mia storia, l’inizio, la prefazione, l’introduzione.
Fondamentale per capire perché l’avventura si sia sviluppata in questo modo.

17 Febbraio 2005

Quando ero giovane scrivevo poesie, poi smisi.
Ora le poesie mi annoiano, mi appaiono come riproduzioni edulcorate della realtà.
Una sorta di vetro appannato che non permette di vedere nulla e quindi di immaginare tutto.
Insomma la poesia inganna come tutto cio' che tralascia i dettagli.
Ma voglio riprovarci.
Per il gusto di tornare ad essere quel pirla sognatore che ero.
Quindi se oggi dovessi scrivere una poesia di getto mi verrebbe fuori una cosa del genere.

C'è, inequivocabilmente
ma non c'era, inequivocabilmente
e non ci sarà.
Sorge il ragionevole dubbio
che la precarietà del tutto
nasca da una allergia congenita all'eterno,
dal tentativo di sfuggire alla noia,
dall'intuizione geniale che solo cio che passa
lascia una scia.
Vedi le stelle comete
o le lumache;
vedi i discorsi che non finiscono
o i sogni che non si avverano,
vedi le lacrime che scorrono
e le rughe dei sorrisi.

E da domani si ritorna alla prosa.

11 febbraio 2005

Oroscopo:
Toro: attenti! se vi cade qualcosa non piegatevi a raccoglierlo potreste rimanere inculati.
Gemelli: Lavatevi bene l'uccello stamattina perchè la vostra segretaria ha voglia di farvi un lavoretto.
Cancro: La vostra fidanzata se la fa con il vostro migliore amico. Prendetela con filosofia.
Leone: Oggi vi licenziano. Datevi al lotto.
Vergine:Qualcuno davanti a voi perderà il portafoglio. Approffittate dell'occasione.
Bilancia: Controllatevi la prostata.
Scorpione:Marte si scontra con Saturno, Saturno se la prende con Venere, Venere non la da piu' a Giove. Giove si incazzerà con voi. Non uscite di casa.
Saggittario:Non riuscite piu' a parlare con i genitori? Abbassate la musica.
Capricorno: Se volete conquistarla compratevi una Porsche.
Acquario: Fate un week end al mare, se vivete al mare fate un week end in montagna.
Pesci: Chi dorme non piglia pesci. Se vostra moglie non vi scopa piu', svegliatela!

Sembra una stronzata, eppure stamattina alle nove alla televisione ho sentito l'oroscopo quotidiano, certo non era credibile come il mio che avete appena letto, eppure qualcuno ci avrebbe creduto.
E spiegatemi come si fa ad essere cosi' coglioni a credere agli oroscopi.
Uno puo' dire, ma lasciaglielo credere e non rompere i coglioni.
Ma dietro questa ignoranza si nasconde un rischio piu' grande.
Se la massa crede agli oroscopi non c'è mda meravigliarsi se poi come caproni impazziti credono a Hitler, Mussolini, Stalin, Bin Laden o chi altro.
Io ci provo a capire cosa abbiano nel cervello quelli che si leggono l'oroscopo, ma non lo capisco.
Provo a mettermi nei loro panni, ma mi stanno stretti.
La logica, Cristo, la logica non è piu' tra noi.
E' vero che l'uomo è sempre stato un essere che ha la particolarità di essere formato da masse di rinco e pochi eletti, ma oggi con sti cazzo di mass media le masse si allargano e il rincoglionimento pure.
Ieri sera alla televisione parlavano anche di uno speciale news su una apparizione avvenuta duemila anni fa.
Aspetta un attimo....uno speciale news su una apparizione!!!!
Ma siamo matti?
Perchè stupirsi la domenica mattina c'era uno sceneggiato su Mosè, ma non basta, dopo c'era anche un dibattito con tanto di esperti che discutevano delle tavole dei dieci comandamenti.
Mi aspetto che tra mille anni qualcuno disserti in maniera seria di perchè Superman era debole di fronte alla kriptonite, e di come facesse l'uomo ragno a lanciare ragnatele.
Senza tralasciare il fatto che nessuno puo' veramente affermare che Biancaneve non avesse mai avuto una storia con uno dei sette nani.
Dove cazzo stiamo andando a parare...

26 Gennaio 2005

Svegliati cazzo! Devo andare ad aprire il negozio.
E lei invece dorme, io mi domando se sia giusto che Jack dorma al piano di sotto da solo per lasciare spazio sul letto a una donna.
No che non è giusto, non lo è per nulla.
Poi quando finalmente alza il suo culo dal letto io sono in ritardo e lei vuole essere riaccompagnata a casa.
E se non l'accompagni sei una merda.
O.K., o.k. Ti accompagno ma per favore stai zitta per almeno cinque minuti.
La solitudine è una droga, la si inietta nello spirito attraverso serate passate sdraiati sul divano col cane addormentato sul petto, facendo zapping a caccia di una qualche notizia interessante, prende il sopravvento lentamente, si intuisce che si sta impadronendo di te perchè ti fai domande e ti dai risposte.
E non ti senti piu' solo, nonostante la solitudine, cominci ad apprezzare la compagnia che fai a te stesso, poi socchiudi gli occhi e rispensi a quel negozio di giocattoli, e al suo padrone dalla faccia burbera che cercava i soldatini nell'ultimo scaffale in alto.
Tutto come fosse ora, solo che hai la consapevolezza fastidiosa che non ci sia piu', una presenza assenza, un presente passato.
E sua moglie, quella morta una mattina di ottobre, e io che a cinque anni non capivo perchè il giocattolaio non aveva piu' quella signora mora dietro la cassa.
Le scale che portavano al piano di sopra, scale ripide che portavano verso un mondo di pupazzi.
Con chi potrei parlare di quel negozio?
Con una donna?
Ma stiamo scherzando!
Si chiederebbe se sono pazzo, o semplicemente retorico, se non addirittura morbosamente malinconico.
Mi direbbe: "Cresci fanciullo. Il tempo passa."
E invece no, brutta strega, il tempo non passa, ristagna nella memoria, come un fiume giunto in un lago senza sbocchi, il mio tempo rimane li, quantità industriale di acqua passata, non di certo limpido, non si vede il fondo, solo una distesa melmosa di emozioni.
Sabbie mobili in cui mi calo fino all'imboccatura del collo e rimango li' indeciso se cercare di nuotare o invece lasciarmi inghiottire.
Lei si guarda allo specchio, si mette tre chili di rossetto poi mi torna accanto.
Io la guardo con tutto quel luccichio viscido che quasi le tocca la punta del naso.
Le dico che la preferivo senza trucco.
Senza trucco.
Cosa è rimasto senza trucco?
Nulla.
E' un trucco la rivoluzione, un trucco la comunicazione, un trucco il nostro aspetto controllato ad ogni passo nelle vetrine scure dei negozi.
E' un trucco l'invito a cena che ti aspetti, un trucco il nostro curriculum vitae.
Un trucco ogni marchio, ogni slogan, ogni certezza e ogni dubbio.
La solitudine è un tonico al propoli, naturale e perfetto per rimuovere tutto quello schifo che serve a rendere il nostro aspetto migliore.
Ci vorrebbe una donna che nonostante la sua compagnia lasci inalterati tutti i vantaggi dell'esser solo.

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A parte le inculate che ci tirano i pubblicitari promettendo cose insensate, a parte il fatto che mi preoccupa leggere che la Red Bull stimola spirito e corpo.
A parte il fatto che anche avendo l'auto in panne se fossi accompagnato da una figa come quella prima penserei a trombarmela poi a controllare il motore.
A parte lo scandalo che usano la canzone I'm easy come colonna sonora del MonChery.
A parte il fatto che ho dovuto cambiare idea e non potro' piu' chiamare mia figlia Alice.
Il nome ormai mi ricorda la telecom e ci sono poche cose che odio piu' delle compagnie telefoniche.
A parte la circostanza per cui ci troviamo a vivere in un mondo diviso in due, da una parte chi cerca di convincerti che quel prodotto è una favola, e dall'altra coloro che dicono che la favola ormai è solo un prodotto.
Vorrei annegare per trenta secondi in una vasca da idromassaggio come faceva Bukoswky prima di imbarcarsi in qualche scommessa.
Vorrei scontrarmi con una donna che si guarda intorno chiedendosi: "Ma dove cazzo sono".
Ho preso in cascina un libro di Ungaretti.
"Vita di un uomo".
Lo leggo a caso, come se giocassi a mosca cieca, come se potessi scegliere le parole, slegarle dalla pagina e incollarle nel quaderno da mille pagine che tengo dietro gli occhi.
Poi faccio partire il real player e ascolto Whitney Houston cantare l'inno americano, e mi alzo in piedi, mano sul cuore, e giuro che se non mi trattenessi potrei anche piangere.
Gesu' aveva un fratello.
Perché nessuno lo caga.
Non so perché mi sia venuto in mente questo fatto.
Forse perché questa scomparsa può spiegare meglio di qualsiasi spiegazione l'importanza di un buon ufficio stampa. Non solo oggi, ma da sempre, da sempre.
Se avessi un buon ufficio stampa potrei permettermi di mandare vaffanculo tutti quelli che mi stanno sui coglioni, magari facendo un bel elenco e vederlo pubblicato sulla terza pagina del Corriere.
Non c'è da preoccuparsi, anche se li mandassi vaffanculo, i nominati sarebbero comunque contenti.
Non tutti hanno l'onore della terza pagina.
Il mondo è una palla, qualcuno direbbe una palla di merda, qualcun altro direbbe che è di cioccolato.
La differenza è che chi mangia merda non sa come è fatto il cioccolato, e chi ha la bocca sporca di cioccolato non si ricorda piu' che sapore ha la merda.
Non esiste la risposta esatta.
Esiste solo la risposta che ti fa vincere al quiz serale, incassare il tuo miliardo, riconquistare tua moglie, far felice l'amante, e permetterti quel sogno che non pensavi di poter mai esaudire.
Avere il coraggio di essere te stesso.
Cioè uno stronzo.

22 Gennaio 2005

E io ti aspetto bestiolina.
Frase tipica per interrompere una comunicazione.
Perchè esiste un attimo che spezza la conversazione tra la parte necessaria e quella superflua.
La parte superflua mi annoia.
Porca puttana dove sono finite le cartine...
Nel cassetto non ci sono...
Dovrei tenerle accanto al tabacco cosi' eviterei di buttare via del tempo.
Vado a prendere le cartine di riserva nella tasca del giubbotto...
Dove ero rimasto....
Ecco...la parte superflua mi annoia.
E il concetto si puo' estendere a tutte le attività umane.
Solo che se togliamo il superfluo e teniamo l'essenziale non ci rimane piu' molto da vivere.
O forse sarei già cadavere.
Cazzo ora non trova l'accendino.
Trovato.
Procediamo.
Non mi interessa l'opera d'arte, sono piu' interessato alla biografia dell'artista.
In fondo l'opera d'arte è superflua la sua vita è essenziale.
Lui sarebbe esistito anche senza aver dipinto la madonna dei pellegrini, ma la madonna dei pellegrini non ci sarebbe se lui non fosse stato.
Partendo da questo concetto trovo superflue tutte le costruzioni artistiche o meno generate dalla mente umana, tutte tranne quelle di pubblica utilità.
Conosco la replica.
L'arte crea emozioni e le emozioni sono necessarie, essenziali.
Forse.
Ma bastano le creazioni naturali per sfamarci di sensazioni.
Basta una Monument Valley, un Grand Canyon a compensare la scomparsa di un secolo di opere d'arte.
Ora contraddiciamoci con l'aiuto del mio amico Wilde che un giorno disse:
"Del necessario posso farne a meno e' del superfluo che non posso assolutamente privarmi."
Siamo d'accordo nonostante il disaccordo.
Allora richiamo la tipa, le dico: "Senti a parte il fatto essenziale che stasera ci vediamo, c'è qualcosa d'altro che vuoi dirmi."
Lei è sorpresa: "Sembrava non avessi piu' voglia di parlarmi, comunque c'è una cosa che ti devo dire, stasera non posso piu'. Sai mi ha chiamato un amica e...."
"Fermati un attimo, era una chiamata superflua non puoi metterci dell'essenziale."
"Quindi?"
"Quindi vaffanculo."
Sbatto giu' il telefono.
Insegnamento:
Quando ci si illude di aver ottenuto qualcosa di essenziale non ci si soffermi troppo sul superfluo, potrebbe accadere che qualcosa d'altro di essenziale contraddica se stesso."
Affanculo Wilde.

3 Gennaio 2005
C'è qualcosa di sconvenienete nel dire cio' che si pensa.
Primo perchè spesso non è cio' che in realtà si pensa ma quello che si è costretti o si vuole pensare.
Secondo perchè agli altri non interessa nulla.
Immaginando un mondo senza filtri mentali ci si ritrova davanti ad una visione apocalittica di scontri verbali e fisici.
Ci vorrebbe tempo ad abituarsi ai giudizi degli altri, ma poi probabilmente l'uomo incapace di mentire dovrebbe venire a patti con gli altri e con se stesso.
La chiesa cattolica giudica l'apocalisse asiatica di questi giorni come una occasione per riflettere sulla precarietà umana e sulla volontà di dio di mandarci un avvertimento, oltre che offrirci un occasione per ritrovarci tutti solidali e partecipi del dolore altrui.
Come se l'individuo spazzato, infranto, finito non fosse altro che un mezzo per lanciare messaggi alla comunità sopravvissuta.
Ma come, non era la morale cattolica ad esaltare l'individuo fin dal suo concepimento, non era quella morale a consigliarci di non usare il preservativo per salvaguardare ogni singolo possibile ed eventuale essere vivente già dalla sua potenzialità di essere.
Ed ora vogliono farci credere che dio se ne fotte di decine di migliaia di individui per il solo scopo di lanciare il suo messaggio elettorale.
Quante stronzate bisogna sorbirsi, quanta ipocrisia bisogna sorbirsi da questi preti falsari della realtà.
25 Novembre 2004
Andro' a vivere qui, o forse potrei dire a morire, toccandomi accuratamente i coglioni e sperando che sia il piu' tardi possibile.

Nel frattempo mi accontento di emozioni minimaliste come uno pseudo terremoto che ha risvegliato il senso eroico degli italiani che stamattina davanti al caffe' avevano qualcosa di cui parlare.
Certo era un terremoto un po' del cazzo, nulla a che vedere con quello che mi ritrovai a vivere nel lontano 17 Gennaio 1994 a Los Angeles con Romy e Michele.
Allora si che fu una bella botta di adrenalina, il rumore che veniva dal centro della terra, i muri che ballavano la samba, la fuga fuori, la puttana che si affacciava dalla sua camera d'albergo (era un albergo per zoccole, ma era anche il piu' economico su Sunset Boulevard) e diceva: "Cazzo, cosi' forte non l'avevo mai provato." E non si riferiva al cliente impaurito che vidi spuntare dietro.
Fuggimmo come lepri verso l'aereoporto ma ci imbattemmo contro un ponte della Santa Monica Highway che si era ripiegato su se stesso.C'erano delle persone arrestate in flagranza di reato sul bordo sinistro della strada, presumibilmente sciacalli, sul lato sinistro bruciava una casa.
Aggirammo l'ostacolo e proseguimmo verso l'aereoporto
Quando arrivammo scoprimmo che tutti i computer erano in tilt e che non avremmo mai preso l'aereo per Milano, sul quale eravamo prenotati proprio per quella mattinata
Chiamai la redazione del telegiornale al quale non sembrava vero di avere un corrispondente a costo zero sul luogo del disastro.
La vacanza divenne work in progress.
Mi feci prestare una camicia ed una cravatta, andai in un centro che prestava il satellite per trasmissioni intercontinentali e apri' l'edizione del tg dell'una.
L'Enrico mi chiese: "Come va li'?"
"Tutto ok, risposi, grande spavento, ma la situazione è sotto controllo."
Da New York era collegata un altra giornalista che sapeva della cosa attraverso la CNN.
L'Enrico chiese alla tipa. "Tu cosa hai da dirmi?"
La tipa rispose: "Ci sono state scene di panico in città, la gente è stata tutta la notte in mezzo alla strada, centinaia di sciacalli sono all'opera, è un disastro."
Io pensavo ma che cazzo ne sa lei che è dall'altra parte dell'America.
In realta raccontava un sacco di palle, o meglio forse riferiva le palle che sentiva alla televisione..
I Californiani sono abituati ai terremoti e dopo il primo momento di panico la vita è ricominciata come se niente fosse, a parte i calcinacci per la strada, due giorni di coprifuoco e 50 morti nel crollo di una palazzina nella zona nord della città.
Ma nei caffè la mattina successiva, o meglio negli Starbucks, l'argomento sismico non veniva nemmeno affrontato.
Io allungai la mia permanenza a Los Angeles di una settimana, feci qualche altro collegamento, tranquillizzavo mentre la tipa di New York si divertiva a drammatizzare.
Poi tornai in Italia, chiesi un rimborso spese per la mia permanenza prolungata a L.A.
La produzione mi disse che non era prevista, e l'Enrichetto mi prese da parte e con il suo sorriso marpione mi mise a conoscenza che avevo avuto il culo di aprire il suo tg, e quel momento di gloria non aveva prezzo.
Quindi che la smettessi di chiedere un patetico rimborso spese.
Insomma avevo avuto un gran culo ad essere al posto giusto al momento giusto, del resto questa è la filosofia di molti giornalisti, non è importante la portata della tragedia, l'importante è esserci ed essere abbastanza fortunati da poterla raccontare con il ciglio preoccupato dell'eroe per caso.
E pensare che io mi sentivo solo un po' sfigato ad essermi trovato in quella cazzo di situazione di merda.
Quanto all'aprire il telegiornale in collegamento via satellite mi ricordo solo che con quella camicia e quella cravatta mi sentivo profondamente a disagio.
Non ricordo neppure di fighe che per avermi visto in quella "situazione pericolosa" abbiano improvvisamente deciso di darmela facendomi uno sconto sulla massa di idiozie che devi dire a una figa perchè te la dia.
O forse si, una aspirante soubrette che imprudentemente mi chiese: "Cosa si prova durante un terremoto?"
La buttai sul letto, la spogliai, e le dissi: "Chiudi gli occhi aggrappati alla spalliera del letto e lo saprai."
Very Funny.