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28 Dicembre 2009

Possiamo annegare nelle birre o nei superalcolici in cerca di sfuocature della realta'. Possiamo stancarci i muscoli e annebbiarci la vista, possiamo e dobbiamo per annegare quelle immagini troppo nitide per essere sopportate da occhi stanchi. E poi possiamo sdraiarci a caccia del sonno come se addormentarsi fosse catturare la preda che ci tranquillizza sul pasto di domani.
L'uomo e' cosi' imperfetto che immaginarlo imprigionato in una fantastica perfezione e' come vederlo cadavere.
Immobile.
E senza respiro.

Lo sguardo ritrova se stesso in uno specchietto retrovisore, si ritrova e si guarda meravigliato indeciso se riconoscersi.
Ho voglia di perdermi.
Lucidamente perso nel mezzo di un incrocio senza nessun segnale che mi indichi una direzione.
Ho voglia di tirare una moneta per aria e lasciare decidere a lei dove andare.

Ho voglia di lanciare parole senza senso in questo cielo grigio, onde sonore nate per essere intercettate da qualche creatura extraterrestre che si domandera' il significato di: fankulo, cazzo, merda, fottiti, bastardo, fica,amore.

Mi gioco i coglioni che riuscira' a decifrare il significato di tutte queste parole...tranne l'ultima.

Goodnight

10 ottobre 2009

Un sabato mattina con Gustav Mahler e' per forza un sabato mattina con poca voglia di mangiare. La potenza della musica ti imprigiona sentendoti come una farfalla inchiodata a un cartoncino. Te ne stai li' come sottomesso a una forza misteriosa senza nessuna voglia di muoverti.
Osservare la potenza altrui consuma la nostra.
Cosi' come la potenza di Alma, moglie di Mahler, consumo' il musicista.
Un gioco di vasi comunicanti tra corpi e anime che si trasmettono passione uno con l'altro in una dispersione continua di sogni.
La ricerca dell'assoluto e' fondamentale non tanto nelle sue probabilita' di riuscita ma nel risultato inevitabile che questa ricerca produce.
Sentirsi per un attimo, o per una vita, guerrieri sfrattati dai propri territori e pronti a combattere fino alla morte per riconquistarli.
Un ritorno a casa, in quella casa in cui qualcuno appicco' il fuoco distruggendo i nostri ricordi e le cose che parlavano di noi.
Mahler esegue, Prussia ascolta, Lei lavora, la vita ha un senso nel coraggio con cui la si affronta.

16 maggio 2009

Io sono razzista.
Ma non credo che a dividere gli umani in razze sia un qualcosa di biologico, ma un qualcosa che riguarda l'intelletto.
Io sono razzista verso certi modi di pensare che sono diversi dai miei.
E rivendico il mio razzismo per rivendicare la mia diversita'.
La mia razza non puo' essere simile a quella dei bipedi nottambuli cocainomani che amano agitarsi ascoltando musica che a me sembra di merda e a loro sembra estasi.
Io sono razzista perche' mi lavo le mani, mi taglio le unghie e non sopporto la mia puzza e non posso essere della stessa razza di coloro che amano sguazzare nel loro sporco.
Io sono razzista perche' per me dio non e' una certezza e non posso permettere che mi si metta nella stessa razza di chi in nome di dio e' pronto a combattere ed uccidere.
Io sono razzista perche' non sono al servizio di nessuna ideologia e mal sopporterei essere messo nella stessa famiglia di chi ha trovato in un ideologia la sua unica guida.
Io sono razzista perche' non rubo e sono spesso derubato dalla razza dei ladri.
Io sono razzista perche' la mia razza e' in via di estinzione e confonderla con la razza della massa servirebbe solo a non proteggere il numero esiguo di esemplari rimasti della mia specie.
Io sono razzista perche' l'antirazzismo e' solo un modo per omologarci in un unica specie.
Io sono razzista perche' ho il diritto di sentirmi superiore a un imbecille cosi' come di sentirmi piu' basso di un watusso.
Io sono razzista e me lo posso permettere perche' avendo deciso di non esercitare nessun potere il mio razzismo e' un fatto privato come lo scegliersi un appartenenza o una tribu'.
Io sono razzista, un razzista che non discrimina e non ha pregiudizi ma chi si tiene stretto il diritto dell'insofferenza verso la stupidita'.

2 marzo 2009

La risposta alla domanda inespressa e' un silenzio che lascia aperte tutte le possibilita'.
La domanda e' la chiave di tutta la storia, la domanda a prescindere dalla risposta.
Se poi pensiamo che la soluzione del problema e' nell'abbandonare tutto cio' che abbiamo costruito, voluto ed amato allora e' ancora piu' opportuno chiudersi le orecchie.
Avete anche voi visioni di luoghi e situazioni diverse da quelle in cui vi trovate?
Se la risposta e' affermativa certamente vi ritroverete a fare i conti con un senso di non-appartenenza alla realta' per sentirvi invece appartenere a un non-luogo della fantasia.
Le domande si affacciano come donne che sporgono i loro corpi dal condominio per appendere i panni ad asciugare.
E voi li ad osservarle chiedendovi quale vita nasconda ognuno di quei volti.
A fottere sono le certezze mai i dubbi.
Nei dubbi si nuota nelle certezze si annega.

7 Febbraio 2009

Ho un terrazzo con molte piante.
E per loro ho predisposto un sistema di irrigazione automatico.
L'ho fatto perche' quando ero io a nutrirle mi accorgevo che a volte mi dimenticavo e poi soffrivo nel vederle deperire.
Lo so sono solo piante, ma mette tristezza vedere una pianta morire.
E poi chi sa davvero cosa prova una pianta?
Nel dubbio sono felice della mia scelta ed attendo la primavera per rivederle fiorire.